Bugiardi si diventa










Titolo
: Un vero bugiardo
Autore: Tobias Wolff
Edizione: Einaudi (collana Stile Libero)


Era un pezzo che non si vedeva un’autobiografia così densa e coinvolgente. Tobias Wolff, il più accreditato erede del realismo americano, ci trasporta nei suoi panni di quando aveva appena dieci anni, quando doveva seguire sua madre di cittadina in cittadina nell’America degli anni ’50, una nazione ancora in bianco e nero, mentre il padre e il fratello vivevano separati e lontani, chissà quanto lontani. Se questa era la realtà che gli adulti gli presentavano, Toby (bella anche l’idea di trovare confidenza con l’autore tramite un diminutivo) volle evitarla a tutti i costi, sottraendosi al conformismo della società. Il punto è come… Il titolo la dice lunga sui mezzi che il piccolo futuro autore intenderà usare nel suo intento: le bugie. Toby si trasformerà in un vero e proprio contapalle che, sparando cazzate a destra e a manca, uscirà dall’indifferenza collettiva che lo circonda. Possiamo certamente dire che quella era la sua vocazione, in quanto alla base della finzione letteraria non c’è altro che una bugia, la falsificazione della realtà da parte di chi la scrive.
Tobias Wolff è stato premiato per quest’opera con il Los Angeles Book Award, come migliore autobiografia.

Questo romanzo è accompagnato da una scrittura nitida, precisa, che rende la narrazione commovente o esilerante, a piacimento dell’autore, esattamente come ha fatto con la sua vita…











Gabriele Strazio

Martedì 08/01/2002 da in

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