CARI DEPUTATI

Cari deputati,
mi fa star male quello che è successo l’altro ieri nel nostro
Parlamento. Per questo vi scrivo, per dirvi che un uomo che si voglia
definire tale non può accettare tutto ciò, non può permettere che la
dignità dell’individuo, la sua libertà, il suo diritto a vivere la
propria esistenza nella ricchezza e nella pienezza delle sue forme, il
suo diritto a essere uomo per intero, semplicemente il suo diritto alla
felicità, tutto ciò non può un essere umano permettere che venga
violentato, messo sotto i piedi, pestato nel fango con la stessa
violenza, la stessa cieca ferocia con cui uomini simili a bestie così
di frequente in questi ultimi tempi oltraggiano per le strade delle
nostre città i propri simili, colpevoli solo di voler esprimere il
proprio diritto ad amare senza inibizioni e senza ipocrisie.

Mi fa star male, cari deputati, vedere che la nostra Costituzione -
così nobile e limpida nel proclamare i diritti di tutti i cittadini,
aventi “pari dignità sociale” e tutti “eguali davanti alla legge, senza
distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni
politiche, di condizioni personali e sociali” – venga per l’ennesima
volta totalmente disattesa, direi calpestata. Eppure la nostra Carta -
che proclama il dovere della Repubblica di rimuovere gli ostacoli che,
“limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini,
impediscono il pieno sviluppo della persona umana” – è figlia della
Resistenza contro il fascismo e il nazismo, figlia quindi di una
battaglia eroica per riaffermare la dignità dell’uomo dopo anni e anni
di mortificazione dei suoi diritti e delle sue libertà. E’, inoltre, la
nostra Carta, se vogliamo prenderla più alla lontana, nipote, senza
ombra di dubbio, di quella Rivoluzione Francese che proclamò a gran
voce al mondo intero l’imperativo morale dei governanti, garantire
all’uomo “LIBERTA’, EGUAGLIANZA, FRATELLANZA”… Ma voi, deputati
italiani, l’altro ieri avete deriso la Libertà come fanno ogni giorno
uomini bastardi con i propri fratelli omosessuali, avete calpestato la
Fratellanza nello stesso modo in cui solo ieri due giovani americani
hanno fatto, pieni d’odio, con un proprio concittadino, avete infine
massacrato l’Eguaglianza con la stessa cecità con cui mesi fa a Roma un
neofascista accoltellava all’addome e feriva alla testa due giovani
uomini colpevoli solo di amarsi.

Le colpe più orribili sono quelle commesse contro la naturalezza, la
semplicità, l’umanità dei sentimenti e degli atteggiamenti personali,
in particolare quelle perpetrate contro l’uomo e contro il suo diritto
alla libertà. E voi con quell’atto indegno con cui avete cancallato una
legge giusta, di totale buon senso e assolutamente necessaria in un
momento in cui l’intolleranza nei confronti della diversità di
orientamento sessuale sta conoscendo delle manifestazioni spaventose,
voi deputati, così facendo, dimostrate non soltanto di non indignarvi,
ma addirittura di condividere questi comportamenti bestiali. Sto male,
cari deputati, perchè ogni giorno di più mi accorgo che siete indegni
del ruolo che ricoprite, siete gli stupratori della Costituzione, gli
assassini dei diritti dell’uomo… E sto ancora peggio quando vedo che
commettete il vostro stupro e il vostro assassinio in nome della morale
cattolica, in nome di Dio. Ma che ne sapete voi – e, più in generale,
che ne sanno i credenti – di quello che vuole Dio? Non vi siete ancora
accorti dell’errore madornale che commettete quando, in nome della fede
cattolica, limitate in maniera arrogante i diritti e le libertà delle
persone? Il vostro grave errore consiste nel fatto che basate il vostro
agire su una filosofia – ormai plurisecolare – secondo la quale Dio
avrebbe creato il mondo ma allo stesso tempo sarebbe fuori da esso, un
Dio – e questa penso che sia la cosa più sbagliata – che penserebbe e
agirebbe come fanno gli esseri umani. Ma questa, come diceva Spinoza, è
soltanto un’invenzione dell’uomo. Se un Dio esiste, questi è nel mondo:
DIO E’ LA NATURA. E se Dio è la natura e chi è omosessuale lo è PER
NATURA, allora, diciamolo semplicemente e in maniera chiara,
l’omosessuale è voluto così da Dio che tale lo ha creato.

Ma se pensassi che il problema sia solo questo, commetterei il vostro
stesso errore, mi metterei al vostro livello, cadrei, per così dire,
nella stessa trappola che vi allontana dalla vera politica. La
questione è un’altra: uno Stato deve legiferare sulla base della fede
religiosa, presupponendo l’esistenza di qualcosa che però non si vede e
che non è assolutamente dimostrabile che esista, dunque sulla base di
qualcosa di assolutamente irrazionale, oppure lo Stato ha il dovere di
legiferare sulla base di quello che c’è e che si è sicuri che esista, e
cioè le persone, gli uomini, di cui bisogna garantire il diritto a
vivere la propria esistenza e a esprimere la propria natura in assoluta
libertà? Lo Stato non deve essere laico? Non deve fare le sue leggi
sulla base della RAGIONE? E’ questo – il diritto a vivere la propria
esistenza in piena libertà – il comune denominatore che accomuna tutti
i cittadini di uno Stato, credenti e non credenti, ed è questo che lo
Stato deve garantire e deve promuovere, così come è scritto nella
nostra Costituzione. Voglio dire che lo Stato non può legiferare
pensando ad una parte, sia essa maggioritaria o meno, dei cittadini (in
questo caso i cittadini credenti), ma deve agire sulla base di un
comune denominatore, e cioè il fatto che ogni cittadino è un essere
umano, e la sua dignità va difesa e promossa. In poche parole, lo Stato
non può legiferare supponendo che esista un Dio che ci ha creati, che
ci giudica, che ci condanna o ci assolve, che alla fine della nostra
esistenza ci salverà oppure no.

Lo Stato laico, che opera secondo
ragione, deve prescindere da tutto ciò e deve agire sulla base di un’
ETICA LAICA, una morale che altro non è se non tutelare la dignità
dell’individuo, promuovere la libertà e l’eguaglianza dei cittadini,
consentire “il pieno sviluppo della persona umana”. Questa dovrebbe
essere l’etica di uno Stato moderno.

Tutto ciò, cari deputati, l’altro ieri è stato disatteso. E devo dire:
per l’ennesima volta. Lo spettro opprimente della Chiesa grava ormai da
secoli sulla nostra vita politica, sulla storia delle nostre libertà.
Anzi direi che la Chiesa pesa come un macigno sulla coscienza
dell’uomo, cercando in ogni modo di limitarne le libertà. Con uno
spaventoso cinismo intellettuale la Chiesa, sulla base di qualcosa di
irreale, di irrazionale, un qualcosa che non è assolutamente provato
che esista, nega una cosa che invece c’è, ESISTE, non può essere
negata, e cioè l’omosessualità. Sulla base di supposizioni che non
hanno alcun riscontro nella realtà, la Chiesa si oppone ed impedisce
l’eguaglianza di tutti gli individui. Individui che, abbiamo detto,
ESISTONO, e quindi SONO omosessuali o eterosessuali senza che questo
possa essere negato, poichè è un dato di fatto indiscutibile, è
qualcosa che esiste in natura.

Mi fa male, cari deputati, vedere che non solo non finalizzate la
vostra azione politica al progresso dell’umanità (il cui scopo è nelle
tre famose parole “Libertà, Eguaglianza, Fratellanza”), ma vi opponete
ad esso e lo rallentate in maniera colpevole. Non è questo che fate
quando affermate che riconoscere maggiori diritti agli omosessuali è un
tema “ETICAMENTE SENSIBILE”? Quando sostenete che si debba discutere
quello che invece dovrebbe essere un dato elementare della nostra
civiltà? Questo non è un tema “eticamente sensibile”, un tema su cui
aprire un dibattito tra laici e cattolici: stiamo parlando di difesa
dei diritti fondamentali della persona! Discutere su questi temi e
invocare la libertà di coscienza è profondamente sbagliato.

Cari deputati, non solo sto male, ma sono arrabbiato, perchè ho
pensato: se andate avanti di questo passo finirete per mettere in
discussione la stessa Costituzione… In realtà lo state già facendo. E
gli italiani distratti non se ne accorgono, presi come sono da altri
pensieri… chissà quali…

Venerdì 16/10/2009 da in

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