Carne da macello

carne da macello, così come carne da macello è quella che va ad amici o al grande fratello, la notorietà arriva, magari hai l’opportunità di farti vedere, se sei fortunato sei quello 0,01% che ci riesce.
Ma se non ce la fai sei solo carne da macello.
Ho provato un’immensa tristezza, fortunatamente ho abbandonato le mie stupide manie di grandezza e l’ambizione.
Il sogno, almeno quello, è rimasto.
Ho conosciuto gente, gente vera, soprattutto donne, che mi hanno insegnato che non conta apparire ma essere, che mi hanno aiutato nel mio percorso, anche interiore, che mi hanno fatto capire che la felicità è nella quotidianità e non nelle illusioni.
Devo dire anche un’altra cosa.
Era prevedibile, purtroppo, in questa Italia retrograda e bigotta, che a far discutere di più fosse il duo gay Kymera. Ma mi sono reso conto, con un certo fastidio, che anche il mondo GLBT è molto più indietro di quel che speravo, siamo massa nella massa, senza nessuna differenza, non esiste una “cultura” gay che ci differenzia e, soprattutto, siamo ipocriti e bigotti quanto gli altri. Per mesi alcuni siti gay si sono accaniti contro un privo di talento omosessuale che è andato in un qualsiasi reality e ha scheccato. L’immagine dei gay che dava questo ragazzo non corrispondeva, secondo questi siti, all’immagine reale dei gay.
Come se esistesse un prototipo di gay, come se, ancora una volta, le differenze andassero annullate invece che incentivate. Come se esistesse un modello unico di maschio che poi è lo stesso che sta mandando a puttane questo mondo.
Ora le polemiche si sono spostate sui Kymera, duo omosessuale che, a sentire di alcuni, ci farebbe arretrare, nell’immagine, di almeno dieci anni.
E siamo ridicoli, ridicolissimi a pensare ancora che per essere accettati dagli eterosessuali dobbiamo comportarci secondo le linee guide che essi hanno imposto alla società. Siamo vecchi se ci perdiamo ancora nell’inutile discussione “la checca si, la checca no”. Siamo superficiali se passiamo il nostro tempo a gonfiare la macchina dei reality e conosciamo a memoria ogni singolo partecipante di “amici”.
Ho guardato X factor e mi sono innamorato forse dell’unica vera cantante che c’è in quella trasmissione, Manuela.

Per il resto ho visto solo dei casi pietosi messi li a fare audience.
Carne da macello.
Se non fossimo un paese così dannatamente vecchio non ci importerebbe nulla dell’omosessualità dei Kymera.
Invece ne discutiamo.
Loro stessi, scusate ma credo sia la verità, sono lì, sono stati scelti non per le doti canore (a mio avviso inesistenti) ma perché sono omosessuali. Sono quella parte di patetico che mancava nel carrozzone dei casi umani del reality accanto a quello che ha dormito per strada, a quella che non trova più il papà, a quello che balbetta e fa piangere tutti appena apre bocca (bravo, scusate non è per cattiveria ma odio l’ipocrisia, Stefano è davvero bravo ed è uno che ha studiato anche ma tutte le volte che sale sul palco lo trattano come se fosse un caso clinico. Ne viene meno anche la sua dignità di persona e di artista) accanto agli immancabili bellocci a talento zero che servono per l’audience delle ragazzine.
E il mondo omosessuale, che di solito dorme su fatti importanti, si anima attorno ai Kymera, tutti i siti GLBT ne parlano, le opinioni si spaccano: icona sì, icona no (nel paese dei cachi…. tanto per rimanere in tema).
La verità è che è triste vedere gente con talento (tipo Manuela e Stefano, magari anche qualche altro nome) buttarsi via in qualche reality perché ha la consapevolezza che ormai questo è diventato l’unico modo, insieme a quello antico dei favoritismi e delle conoscenze, per realizzare i propri sogni (o forse il più illusorio o il più veloce, fate voi).
Inutile che il duo si lamenti della inopportuna uscita della Tatangelo (sono felice di vedere una coppia gay in prima serata), loro stessi si sono proposti ai provini (per quel che ne so) come coppia omosessuale, se non fosse per la loro omosessualità, lo ripeto, non sarebbero in quella trasmissione (è un parere soggettivo ovviamente ma trovo che le doti canore siano vicine allo zero).
E il mondo GLBT dovrebbe smetterla di interrogarsi su quale immagine di noi dare al mondo di fuori perché al mondo di fuori possiamo far vedere di essere identici agli eterosessuali ma quando gli “altri” sapranno che in realtà siamo omosessuali tutto il resto smetterà di contare.
Marino Buzzi

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