Casablanca serba









Titolo: Casablanca serba (racconti da Belgrado)
Autore: A.A.V.V. (a cura di Nicole Janigro)
Traduzione: Silvio Ferrari; Ines Olivari Venier; Alice Parmeggiani
Edizione: Feltrinelli (collana “I Canguri”)
Prezzo: € 15


Nel mondo vi sono paesi che, per naturale evoluzione storica, riescono a sviluppare al loro interno un certo numero di correnti letterarie (se non veri e propri “generi”). Questo esiste in potenza, in minor parte, in certi casi geografici più ristretti, come le città. Esistono città, infatti, nelle quali le influenze geografiche e storiche sono riuscite a creare la stessa dinamica vivacità artistica che potrebbe contenere un paese intero. Esempi, se pur non moltissimi di grande portata, potremmo ritrovarne in Europa e nelle Americhe, ma c’è un esempio particolare che caratterizza questo fenomeno, un esempio che, a differenza di altri (purtroppo…), non ha ancora concluso il suo lungo travaglio sociale (né tantomeno quello culturale), una città sotto molti aspetti ancora da definire, un nome ora tanto scomodo: Belgrado.
Belgrado è un’utopia, l’illusione di un possibile crocevia fra Europa e mondo balcanico, la città-sogno di un ponte fra Oriente e Occidente, sogno mai realizzato per cause di forza maggiore: dittature, imperi al collasso, interessi e scandali di vari generi ed entità, ecco il tragico paradiso nel quale si muove una vivace cultura tra vecchio e nuovo, paradossalmente stimolata dai suoi stessi drammi.
Lo sviluppo dell’ambiente letterario serbo si è evoluto nelle direzioni più diverse, ma senza mai abbandonare la città d’origine, la musa. Il racconto storico, quello psicologico, il surreale e l’iperreale, passando per quello sentimentale o nostalgico, vengono tutti raccolti nell’antologia “Casablanca serba” (Feltrinelli), nella quale il lettore italiano potrà riconoscere una cultura sofferta, una storia drammatica senza lunghe tregue, una società spesso e volentieri abbandonata a sè stessa che ha partorito intere generazioni rovinate.
Sono pagine da leggere, a tratti sottilmente ironiche o surreali, pagine nelle quali anche dietro un sorriso si cela uno sguardo nostalgico al sogno di ciò che poteva essere e che invece non è stato.











Gabriele Strazio

Giovedì 27/02/2003 da in

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