Case popolari: coppie gay penalizzate

Modifiche al regolamento di assegnazione delle case popolari in Veneto che premino con ancora più punti rispetto a oggi le famiglie considerate “tradizionali“, cioè fomate da un uomo e una donna, sposate con rito religioso o civile e con figli. La maggioranza di centrodestra in Regione non solo fa ancora di più pressione attorno a Massimo Giorgetti, assessore all’Edilizia pubblica protagonista dell’esternazione che ha detto “no” alla concessione alle coppie omosessuali di alloggi dell’Ater, l’azienda regionale che gestisce gli immobili da concedere ai cittadini bisognosi. Adesso il Pdl e la Lega rincarano il colpo, respingendo le richieste di dimissioni e le censure per il veronese Giorgetti avanzate da Arcigay, Partito Democratico e Udc, accompagnate da lettere in partenza verso il governatore del Veneto Luca Zaia e, per presunte violazioni costituzionali del principio di uguaglianza, al presidente della Repubblica Napolitano.

Ora Pdl e Carroccio vogliono ridurre sempre più le possibilità per una coppia omosessuale di ottenere un tetto pubblico in affitto. A guidare la crociata Elena Donazzan, del Pdl, assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro. Anche lei, come Giorgetti, non ne fa una crociata contro i gay: “I comportamenti sessuali sono privati, però è diritto della politica fare scelte precise, specie nei momenti difficili come quello attuale dove le risorse sono limitate”. “Per me e il mio partito l’unica famiglia possibile è fomata da un uomo e una donna, uniti stabilmente, con i loro figli. La casa pubblica va destinata a loro, specie se in difficoltà economica”.

“Non mi stupisce che il centrosinistra si scandalizzi e parli di discriminazione anti-gay. E’ chiara la sua concezione di famiglia, ma ha perso le elezioni e , anche su questo punto, è stato bocciato dai cittadini. Invece il centrodestra e noi di destra siamo stati votati per questo e rispetteremo la parola data agli elettori”. Dozzan conclude: “A Giorgetti il mio sostegno. Sono pronta a votare in giunta regionale un regolamento per definire i criteri di attribuzione delle case pubbliche ancora di più a favore delle famiglie”.

Anche Daniele Stival, leghista del Veneto Orientale è d’accordo e pronto a votare una maggiore caratterizzazione pro-famiglie tradizionali nell’assegnazione delle case popolari, aggiundedo però il requisito della residenza in regione da almeno 15 anni.

fonte: corriere.it

Mercoledì 01/09/2010 da in , , ,

Condividi questo articolo con i tuoi amici di Facebook

1
2
3
4
5
6
PIU' LETTI
9
10
torna su