CASO ELUANA: ARCIGAY CON LA BRESSO, BALUARDO DI LAICITA`

C’è molto da impensierirsi (e indignarsi?) quando un cittadino italiano, anche se cardinale, impone ai fedeli l’obbedienza alle leggi della Chiesa e non a quelle dello Stato. Se la Legge non vale per tutti, ma solo per i non credenti, allora lo Stato è nei guai. Guai grossi.

Il presidente della regione Piemonte Mercedes Bresso è l’unico politico che si è opposto alle parole dell’arcivescovo di Torino, il cardinale Severino Poletto il quale su Repubblica ha dichiarato che i cattolici devono prima obbedire alla Chiesa e poi alle leggi dello Stato se non sono in contraddizione. Ossia: "La legge di Dio non può mai essere contro l’uomo. La legge di Dio è sempre per l’uomo. Andare contro la legge di Dio significa andare contro l’uomo. Dunque, se le due leggi entrano in contrasto è perché la legge dell’uomo non è una buona legge e si rivelerà tale dai suoi frutti".

E nello specifico ha imposto ai medici cattolici di non operare sul caso di Eluana Englaro anche se una sentenza dello Stato Italiano dovesse dire il contrario.

"Questa non è la repubblica degli ayatollah" risponde la Bresso, sempre su Repubblica "A Poletto, che richiama i medici cattolici alla obiezione di coscienza, chiedo: quale è la differenza tra l’Italia di oggi e gli stati clericali, come quello degli Ayatollah, dove viene ingiunto a tutti coloro che credono di assumere un certo comportamento? Una cosa è una raccomandazione, l’espressione di una posizione che io considero assolutamente legittima, Un’altra cosa è l’ingiunzione a persone che sono tenute al rispetto delle leggi del proprio Stato che fino a prova contraria è ancora uno Stato laico".

"Io penso che ci sia un dovere delle strutture pubbliche di dare attuazione alla decisione della Cassazione, che peraltro è stata presa due volte perché c’era stato un annullamento per ragioni formali. Trattandosi di una questione molto delicata sul piano etico, è evidente che pur non esistendo nel nostro ordinamento l’obiezione di coscienza dei medici se non per la 194 esplicitamente indicata, è evidente che nessuno che non lo desiderasse sarà obbligato a intervenire in questo caso. Ricordo peraltro che medici cattolici e non cattolici, credenti e non credenti tutti i giorni prendono con le famiglie decisioni di questo tipo e non vedo che altro principio adottare se non quello che deriva dall’habeas corpus, fondante del diritto occidentale, cioè la decisione di una persona e di chi quella persona rappresenti quando questa non è più in grado di decidere".

Nel silenzio assordante dei media e dei politici (dove sono i vertici del PD in questa vicenda importantissima?) l’unica voce di solidarietà è quella di Aurelio Mancuso, presidente di Arcigay che ha diramato questo comunicato:

Grazie Mercedes Bresso per aver saputo sollevare con grande coraggio e determinazione la questione che lo Stato ha il dovere di occuparsi di Eluana, senza tener conto delle ingerenze sempre più odiose perpetrate dalle gerarchie cattoliche.

Tu rappresenti la speranza che anche in Italia sia possibile governare, occuparsi dei problemi concreti delle persone, unendo la capacità di decisione con l’attenzione dovuta dalla politica di rispettare ogni punto di vista, la laicità delle istituzioni, la difesa e la tutela di tutte le differenze.

Ti abbiamo avuto al nostro fianco quando hai ricoperto gli incarichi di Presidente della Provincia di Torino e di europarlamentare; da Presidente della Regione Piemonte hai sostenuto, come non ha mai fatto nessuno in questo paese, il Pride Nazionale di Torino del 2006, mettendoci la faccia, i sostegni economici, il peso politico.

Anche rispetto al presidio "Non guarirete mai!" organizzato a Brescia per sabato 24 gennaio, dove protesteremo contro lo svolgimento di corsi mascherati da lezioni religiose che intendono guarire dall’omosessualità ci hai assicurato il tuo sostegno morale di sempre: contro ogni forma di razzismo, xenofobia, omofobia.

Noi speriamo sempre, che un giorno potremo come persone LGBT, insieme a tante e tanti cittadini italiani, andare alle urne e votare un leader nazionale della tua levatura morale.

Giorgio Lazzarini

redazione@gay.tv

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