Cassazione: fare outing è reato. Picchiare un gay non ancora.

Cassazione: fare outing è reato. Picchiare un gay non ancora.

Clamorosa sentenza emessa dalla Corte di Cassazione, secondo la quale parlare dell'orientamento sessuale e di una presunta relazione gay, al di là delle cautele dell'anonimato, non lede solo il "diritto alla privacy", ma "offende anche la reputazone della persona alla quale è stata attribuita la relazione gay". La sentenza n. 30369 della quinta sezione, accoglie il ricorso di un 70enne marchigiano, P.P., il quale si era sentito diffamato da un articolo di giornale apparso sul Corriere Adriatico datato 27 marzo 2009 e intitolato "Tradimento la relazione omosessuale": nel pezzo si parlava di una relazione che l'uomo avrebbe avuto con un dipendente del suo esercizio commerciale, a causa della quale si sarebbe separato dalla moglie.

Il 2 maggio 2011, il gup del Tribunale di Ancona aveva dichiarato il "non doversi procedere" per omesso controllo nei confronti del direttore del quotidiano perchè l'articolo non aveva offeso il settantenne – del signore non era riportato nemmeno il cognome per esteso – ma alla fine P.P. ha fatto ricorso con successo in Cassazione, sostenendo che i fatti non rispettavano i requisiti della "pertinenza" e della "verità" e che il suddetto articolo "potrebbe aver violato, ad un tempo, la privacy della persona offesa e, attraverso tale violazione, la reputazione della stessa".Il caso verrà quindi riaperto dal Tribunale.

Si tratta di una sentenza dal valore anacronistico che recita che l'omosessualità è "una situazione di fatto riconducibile alle scelte di vita privata"di una persona e "non ha alcun rilievo sociale" quindi non è coperta dal diritto di cronaca.In un Paese retrogado come il nostro per quanto riguarda la concessione di un benchè minimo diritto agli omosessuali, sentir parlare in una sentenza della Cassazione di scelta di vita privata di essere gay, di diffamazione in caso si dica di qualcuno che è gay, direputazione violata ci fa fare ancora più passi indietro. Se possibile.

E' difficile credere che il signore avrebbe querelato il giornale qualora avesse tradito la moglie con una donna molto più giovane, ad esempio. E risulta ancora più grave che qualcuno ricorra alle vie legali in Italia nel 2012 per un semplice caso di outing (seppur nel pieno dell'anonimato tra l'altro. Recita ancora la Cassazione: "non occorre che l'offensore ne indichi espressamente il nome, ma è sufficiente che l'offeso possa venire individuato per esclusione in via deduttiva, tra una categoria di persone, a nulla rilevando che in concreto l'offeso venga individuato da un ristretto numero di persone").

Finchè essere gay verrà ritenuto dai gay stessi un disvalore o un problema per la "reputazione", e finché l'organo supremo che giudica la legittimità delle sentenze si pronuncerà con questo tipo di linguaggio, alloraquesto Paese dovrà fare una fatica terribile per raggiungere dei risultati decenti sul piano dei diritti civili a favore della comunità lgbt.

Perché più importante che difendere i diritti dei gay, risulta il difendersi dalla diffamante accusa di poterlo essere.

P.S. Ricordiamo che in Italia ancora non si è trovato il tempo per legiferare a livello nazionale su una legge anti omofobia.

ultimo aggiornamento 25 luglio, ore 12.00

Mercoledì 25/07/2012 da in ,

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