Categorizzazione e idiozia: si amano troppo per lasciarsi…!

Se l’obiettivo è clistallizzarsi in gabbie patinate tramite le quali farsi vedere per come non si è ma “si tende” semplicemente a essere, questo è il periodo della Rivoluzione normale! La Rivoluzione normale in cui l’unica matrice comune è magari l’inclinazione sessuale e tutto il resto diventa fumo di parole. C’è infatti oggi una chiara propensione alla scarnificazione di ciò che potremmo diventare, rendendoci magari più particolari in noi stessi, in virtù della più spavalda delle trasgressioni: essere uguali, identici. E’ proprio in riferimento a questa “teoria gay” che solo perché Gaspare e Gennaro sono omosessuali, debbano condividere gli stessi gusti musicali, attoriali, riguardo il vestiario e il cosiddetto “lifestyle”. E allora se Gaspare ama Madonna, balla Lady Gaga e adora indossare magliette rosa aderenti, automaticamente anche Gennaro deve prostarsi alla medesima logica di vita dell’amico. Ecco che improvvisamente, come un fulmine a ciel sereno, nasce il GAY. Gay… gay? Gay! Gay nel modo di parlare, di atteggiarsi, di muoversi e comunicare! Addirittura di muoversi… com’è possibile ghettizzarsi a tal punto? Com’è possibile leggere nei quotidiani da beoti che vengono definiti “giornalisti” che Madonna sia l’icona gay? Icona… di chi? Io sono gay… ma non ascolto Madonna, non ballo lady Gaga e non ho mai comprato né indossato una maglietta rosa aderente.

Eppure appena asserisco di esserlo, gli occhi che mi guardano delle persone che mi ascoltano mi hanno già categorizzato, annichilendo le mie speranze di vittoria particolaristica! Ma il tratto di “binario”- tanto per rimanere aggrappato alla sponda della metafora- che congiunge felicemente categorizzazione a idiozia si verifica proprio nel momento in cui sono gli stessi omosessuali ad attribuirsi caratteristiche universali… onde per cui, ricapitolando: gay sta a madonna, sta a lady gaga, sta a magliettina rosa aderente e SOPRENDENTEMENTE sta anche a donna! Sì, perché se Gennaro percepisce se stesso come spirito femminile, allora per la proprietà transitiva anche Gaspare si sentirà, sarà e dovrà essere appellato come donna! MA a questo punto, invece di annichilire le proprie peculiarità, non sarebbe più proficuo scappare al percorso della stupidità irreversibile verso orizzonti nuovi, diversi… personali?

Sabato 25/09/2010 da

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