Centrodestra incivile sulle unioni civili, Musso, Vinai, Rixi, ora basta !

Centrodestra incivile sulle unioni civili, Musso, Vinai, Rixi, ora basta !

Ieri grazie al Secolo XIX si è aperto finalmente il tema del registro delle coppie di fatto nella campagna elettorale genovese si inizia a parlare anche di diritti civili.

Certo è strano, mentre tutti i giorni il governo ci ricorda che dobbiamo rispondere alle richieste dell’Europa quando si intende la BCE, che la troppo spesso ci si dimentichi che l’Europa ci ha anche invitato a riconoscere le coppie lesbiche e le coppie gay; l’ultima volta, a marzo scorso, il Parlamento Europeo ha espresso rammarico per “l’adozione da parte di alcuni Stati membri di definizioni restrittive di “famiglia”, con lo scopo di negare la tutela giuridica alle coppie dello stesso sesso e ai loro figli; ricordando anche che il diritto dell’UE viene applicato senza discriminazione sulla base di sesso o orientamento sessuale, in conformità della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea”.

Certo è faticoso dover discutere questi temi partendo sempre dall’inizio, dover rispiegare in continuazione che quando parliamo di famiglie parliamo anche di coppie omosessuali, dover ricordar che sempre più spesso gay e lesbiche sono anche genitori i cui diritti sono dimezzati anche sotto questo aspetto (che vuol dire, in sostanza, meno tutele per le figlie e per i figli). Sembra il mito di Sisifo, sono oramai decenni che gay e lesbiche in Italia sono usciti allo scoperto, sono decenni che raccontiamo le nostre vite e i nostri amori e rivendichiamo diritti.

Poi il dibattito si chiude, magari perché finisce una campagna elettorale, magari perché proprio su queste questioni qualcuno fa cadere un Governo, magari semplicemente perché c’è una nuova polemica che pare più ghiotta, il sasso rotola di nuovo giù e si riprende a spingerlo, mentre le nostre vite restano sospese e i nostri affettisono lasciatinella precarietà più assoluta.

Domani le associazioni LGBT saranno in molte piazze del Paese, lo slogan, che si rivolge al nostro parlamento è “Ora basta! Tocca solo a voi!”. Gay e Lesbiche chiederanno di nuovo, con forza, il diritto al matrimonio; a due anni da quando la corte costituzionale ha affermato per la prima volta la dignità costituzionale delle coppie formate da persone dello stesso sesso, dopo che la Corte di Cassazione ha riconosciuto il diritto della coppia formata da persone dello stesso sesso a una vita familiare e “a ricevere un trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata”.

E anche a Genova è l’ora innanzitutto di dire basta! Come si permette ancora oggi Vinai a definire gli amori di lesbiche e gay “fisime demagogico-ideologiche” , è un candidato civico ? Gay e Lesbiche sono cittadine e cittadini, anche in Italia, anche a Genova che a lui faccia piacere o no.

Rixi non provi a metterci all’angolo, vuole occuparsi di famiglie? Si occupi anche delle famiglie che oggi, in questo paese, sono fantasma, perché lesbiche e Gay formano famiglie, come possono spiegargli il parlamento europeo , la nostra corte di cassazione ma soprattutto le nostre vite.

E non provino a fare i furbi, il registro, ci dicono non serve a nulla? Perché allora gli fa così paura?

Si informino e scopriranno che c’è registro e registro, che al registro si può affiancare l’attestazione anagrafica come prevista prevista dal D.P.R. 223/1989, che il Comune puo iniziare a riconoscere le coppie, a inserirle nelle graduatorie per le case popolari, che con l’attestazione anagrafica le coppie possono essere riconosciute rispetto alle pratiche di successione.

Certamente non basta e serve un intervento legislativo nazionale, certo non ho mai visto nessuno di loro a fianco al movimento LGBT che pure lo chiede da anni.

A differenza di Sisifo spingere il sasso non è stato inutile, quando il 55% degli italiani ritiene che i diritti civili in Italia non siano abbastanza tutelati (si tratta di un recente sondaggio di Euromedia Research, istituto a cui si è spesso affidato Berlusconi quindi non certo gay-friendly) e addirittura tra gli elettori del PDL (la fonte è sempre la stessa) il 63% degli elettori ritiene che i diritti dei gay non siano abbastanza tutelati.

Quindi tutti sono avvertiti, non è più il tempo di una politica incivile, facciamo di Genova la città dei diritti, Davvero!

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