Checco Zalone: “No alle adozioni gay”

Avevamo parlato meno di una settimana fa di Checco Zalone che, in un’intervista a Vanity Fair, chiedeva commosso scusa a Tiziano Ferro per aver esagerato con alcune sue imitazioni, che potevano aver ferito il cantante gay (leggi qui >> Checco Zalone scusa a Tiziano Ferro: Ho esagerato). Il mea-culpa ci aveva fatto piacere e avevamo dato atto a Zalone di avere una “coscienza”. Tutta la polemica attorno all’omofobia della parodia forse era il solito caso di critica snob verso un personaggio la cui unica colpa sarebbe quella di concedere troppo a un immaginario nazional popolare che usa battute al limite del politically correct per far ridere. Insomma erano solo le solite battute in buona fede e senza malizia.

In realtà, però, la notizia che vi abbiamo dato era basata sulla preview online del giornale femminile; solamente alcuni giorni dopo abbiamo avuto sotto mano la versione cartacea e l’intera intervista all’artista-comico. Ci erano sfuggite, perciò, altre frasi, altri punti, che Zalone pronuncia e dichiara riguardo all’omosessualità e alle tematiche lgbt. Una frase in particolare ha catturato la nostra attenzione: alla domanda: “E’ favorevole o contrario alla regolarizzazione delle unioni gay?” il comico risponde con un:
“E’ giusto che ci siano mentre non ammetto l’idea che una coppia omosessuale possa adottare un bambino”.

Un’opinione netta che non lascia dubbi. Il comico “non ammette l’idea” punto. Anche se all’inizio tenta di essere aperto di vedute, in fin dei conti non dice altro che:” guardatemi sono assolutamente aperto, accetto pure che esistano coppie omosessuali, non vi giudico, però l’adozione non ve la concedo”.

Per un artista che si lamenta del pregiudizio nei suoi confronti da parte di una certa lobby cinematografica che non riesce a vedere la profondità intellettuale della sua arte, sembra proprio un altro passo falso. Ci ricordiamo tutti le battute fortemente omofobe su Nichi Vendola (>>> leggi qui ) ma Checco, che si definisce comico quasi per caso con aspirazioni da grande artista, non è nuovo a queste uscite da bagaglino. Le battute machiste e misogine erano un suo cavallo di battaglia nel repertorio di Zelig ( il tormentone D’Addario prendeva di mira le donne più che le abitudini inquietanti del nostro Premier ).

Voi che ne pensate? Checco Zalone: satira tagliente o battuttacce da bar? Ma sopratttuto friendly con dei limiti o omofobo con qualche spiraglio di larghe vedute?

Fonte: Vanity Fair

Lunedì 25/07/2011 da in , ,

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