Chi nasce Trota non muore Salmone: dopo Renzo Bossi la Lega Nord dovrebbe puntare sui gay

Chi nasce Trota non muore Salmone: dopo Renzo Bossi la Lega Nord dovrebbe puntare sui gay

Con la propria natura, prima o poi, bisogna fare i conti. Chi nasce Trota non può pensare di avere la capacità e la muscolatura di essere anche Salmone e risalire, senza problemi, il torrente delle proprie nefandezze.

Renzo Bossi lascia la Regione Lombardia senza aver completato la transizione faunistica che avrebbe potuto emanciparlo dall’immaginario decadente del padre. L’eterno wannabe, dopo la spegnimento del suo pigmalione, è diventato uno dei tanti concorrenti del Grande Fratello invisibili senza una telecamera.

Proprio in tv l’ex consigliere regionale aveva iniziato la sua transizione. Su la7, durante la prima puntata delle Invasioni Barbariche post Era Glaciale, Renzo Bossi provava a correggere le dichiarazioni omofobe fatte a Vanity Fair. Davanti a Daria Bignardi il ragazzo prestato alla politica proponeva un riconoscimento per le coppie gay diverso dal matrimonio.

La questione omosessuale ha spaccato la Lega Nord in tempi non sospetti. Il celodurismo del leader maximo conviveva a fatica con il partito del territorio rappresentato da Flavio Tosi. Il sindaco di Verona, lo scorso anno, finanziò uno spettacolo teatrale contro l’omofobia. Il primo cittadino insieme a Luca Zaia (governatore del Veneto) e Roberto Maroni (ex ministro degli Interni) rappresenta l’area riformista delle Lega Nord.

I tre, inoltre, potrebbero contare sui mass media del partito. La comunicazione della Lega Nord, secondo Leonardo Facco (autore di Umberto Magno), sarebbe gestita da professionisti gay-friendly. “Per la Lega Nord, precisava l’ex militante a Polisblog nel 2010, l’omosessualità non è mai stata un tabù. Per la Padania lavoravano anche i gay”.

Attraverso il 10% della popolazione la Lega Nord potrebbe emanciparsi dal Pdl, contrario al riconoscimento delle coppie omosessuali auspicate, invece, dall’elettorato di centro-destra. Secondo un sondaggio da Euromedia Research, ripreso dal Giornale, il 60% dei pidiellini vorrebbe legalizzale le unioni omoaffettive.

@gmolaschi

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Martedì 10/04/2012 da in , ,

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