Chiesa e pedofilia: una suora come Papa è la soluzione

“Sarà vero? Dopo Miss Italia avere un Papa nero?”. Lo dicevano i Pitura Freska alcuni anni fa al Festival di Sanremo. Dopo l’elezione di Barack Obama a Presidente degli Stati Uniti, però, la vera avanguardia è un’altra: una donna come Papa. Meglio se suora. “A nope for pope” (Un no per il papa) è l’editoriale attraverso cui Maureen Dowd, giornalista del New York Times, lancia una provocazione alla luce dei recenti e spiacevoli retroscena che legano Vaticano e pedofilia: “La Chiesa Cattolica non potrà mai recuperare finché il suo Santo Pastore sarà visto come una pecora nera, nel sempre più buio scandalo sugli abusi sessuali. La cultura completamente paternalistica ed autocratica del Papa ha portato ad un gretto ed esclusivo sistema che ha fallito nel sorvegliare se stesso, e che è diventato un corrosivo rifugio per segreti e vergogne”, ha sentenziato la Dowd dalle pagine del quotidiano più famoso d’America.

La soluzione, allora, pare una soltanto, estendere un certo tipo di mansioni, responsabilità e anche libertà a chi sinora non ne ha potuto godere: “Se la Chiesa potesse aprire le sue vetrate colorate e far entrare un po’ d’aria, ovvero incoraggiare le donne a diventare sacerdoti, le suore ad essere più emancipate e i preti a sposarsi, se potesse bandire i preti criminali e chiudere con la sordida cultura degli uomini che proteggono chi fa violenza sui bambini, potrebbe sopravvivere. E sarebbe un incoraggiante segno di umiltà e pentimento”.

Del resto, i crimini trovano possibilità di crescita direttamente nelle privazioni e nei segreti. Secondo la giornalista, allora, un’apertura comporterebbe un clima più disteso e la volontà di agire, per la prima volta, alla luce del sole, in totale rettitudine.

Magari grazie all’aiuto di una o più donne: “Le suore hanno storicamente rimediato ai guai dei preti. E questo è un guaio di portata storica. Benedetto dovrebbe tornarsene a casa in Bavaria. E i cardinali dovrebbe mandare la fumata bianca dal camino, proclamando: Habemus Mama.

Fonte: gaynews24.com

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