Christopher Ciccone: `Mia sorella Madonna? Gli ultimi concerti da ricordare sono stati il Blond Ambition e il Girlie Show`. INTERVISTA >

Gli show e i fidanzati, la famiglia e l’attaccamento alla carriera, i rapporti umani e quelli con i media, GAY.tv ha intervistato Christopher Ciccone, fratello minore della popstar più famosa al mondo. Lui che è stato direttore creativo di due dei più spettacolari e amati tour di Madonna, il Blond Ambition e il Girlie Show, parla degli show attuali e di quanto sia inimmaginabilmente difficile essere fratello minore di un’icona moderna.

Sei spesso stato accusato di essere invidioso del successo che Madonna è riuscita a conquistare. Credi davvero di aver vissuto in modo così parassitario?
Non mi importa di ciò che "qualcuno" pensa. Credo che le dinamiche del nostro rapporto siano molto chiare. Attraverso una grande quantità di lavoro entrambi siamo riusciti ad arrivare dove volevamo. Lei ha solo voluto più di quanto io volessi e alla fine ha dato più di quanto io potessi dare. Poi certo, chi non invidierebbe tutti i soldi per comprare ciò che vuole, per aiutare gli amici, ma la fama, l’assenza di privacy, lo scotto emozionale, la vendita della tua anima no, queste cose non le invidio e non le ho mai invidiate.


L’impostazione educativa che vigeva tra te, i tuoi fratelli e le tue sorelle coi vostri genitori, ricorda il tipico rapporto familiare siculo delle vecchie generazioni. Poche parole, attitudine di stampo militare del capofamiglia, forti convinzioni religiose, uso parsimonioso del denaro. Quali di questi aspetti ti sei portato crescendo e quali hai scartato?
Adesso che sono cresciuto capisco che mio padre era un uomo di grande saggezza e forza. Ci ho messo un po’ di tempo per capirlo e per diventare amici, ma adesso che ho raggiunto questi obiettivi non avrei voluto ottenerli in nessun altro modo. Lui ci ha insegnato l’onore, la lealtà e di fare sempre la cosa giusta ma soprattutto mi ha insegnato la fede e la capacità di credere in cose che non puoi toccare o vedere, qualcosa senza cui, penso, nessuno possa vivere.


Quindi non credi che lui possa essere stato troppo duro con voi?
Non proprio. È stato il suo modo disciplinato di vivere che ha dato sia a me che a Madonna la tempra che tutti e due abbiamo e ovviamente anche le debolezze. Credo che la perdita di nostra madre in giovane età abbia avuto un effetto profondo su tutti noi e lui ha fatto del suo meglio per tenerci uniti; ci ha portato avanti come una famiglia e non ci ha mai fatto focalizzare sulla perdita ma sull’essere grati per ciò che avevamo.


Ma credi che nelle viscere di Madonna questa inflessibilità possa essere stata la causa della sua voglia di fuga, oppure, la sua necessità di scoprire il mondo è stata semplicemente un’ovvia conseguenza di un’ irrefrenabile voglia di egocentrismo artistico?
È una combinazione di entrambe le cose che sono servite a tutti e due a spronarci. La principale differenza emotiva tra me e Madonna è che io non chiedo lo stesso tipo, o quantità, di attenzioni e di "manutenzioni" che lei chiede; io sono indirizzato verso cose diverse. Essere provocativi ed egocentrici sono i marchi distintivi di una superstar e raramente si riesce a raggiungere quel tipo di fama senza di essi.


Regina del trasformismo, sempre capace di reinventare se stessa e non soltanto a livello musicale. Miss Madonna Ciccone è la sola donna che sia riuscita ad invertire il corso del tempo diventando di anno in anno più provocante, più sofisticata, più glamour. Nel corso di 25 anni di carriera ha lanciato un’infinità di mode e di stili: vi riproniamo i 250 più riusciti in una supergallery >>


Parlando di onore e di conseguenza anche di rispetto, probabilmente per molti anni tua sorella ha attentato a questi valori ma, ciononostante, le sei ugualmente rimasto accanto. È stato uno smoderato senso di affetto fraterno o la voglia di godere anche tu di qualche momento di gloria?
È stato un’insaziabile bisogno di essere creativo, che nessuno poteva fermare.

Tutti facciano cose che col senno del poi non rifaremmo, ma non rimpiango nulla del passato.

Però, in alcune parti della tua vita sembra che non tu non abbia avuto alcuna influenza sul tuo futuro. Sembra che fosse Madonna a dirigere il tuo percorso con i suoi "si" o "no". Perché hai sempre scelto di tornare alla sua corte anche se questo ti demoralizzava?
Non è mai stata una questione di "si" o "no", di continuare a lavorare per lei o di non farlo. Lei era l’unica famiglia e la sola vita che conoscevo al tempo. Non c’era dove andare se l’avessi lasciata, o almeno questo è quello che pensavo allora. Davvero non avevo idea di come la vita potesse essere fuori dal nostro mondo e non volevo saperlo. Il tempo e la saggezza hanno cambiato tutto.

Madonna – Blond Ambition Tour

E oggi chi è la tua famiglia? Com’è la vita fuori dal mondo di Madonna?
La mia vita adesso è completamente in mio possesso. Sono libero dal peso di dover focalizzare tutte le mie attenzioni sull’essere certo che il suo mondo funzioni e sono libero di concentrarmi su di me. Mi sento più me stesso di quanto non lo sia mai stato. Ovviamente lei sarà sempre mia sorella e troveremo un modo di essere di nuovo come fratelli.


Nel tuo noto libro ‘Life with my sister Madonna’ oltre alle polemiche suscitate sul rapporto con tua sorella impariamo molto anche sulla genesi sociale dell’omosessualità, una porzione di vita che la gente non conosceva apertamente prima di quel momento. Qual era lo stato d’animo di un ragazzo che viveva questa condizione e come si è evoluto l’approccio all’omosessualità?

Da giovane ragazzo e poi da giovane uomo ho sempre saputo di essere diverso. Non ho mai capito cosa fosse a rendermi differente. Da come sono cresciuto e da come ho scoperto la mia omosessualità ho compreso che era una delle cose che mi rendevano diverso, anche se non era l’unica; è solo una delle cose che mi definisce come essere umano. Poiché sono in genere una persona discreta, sono stato raramente attivo nelle cause civili gay ma trovo che con la notorietà del libro ho la responsabilità di esserne coinvolto. Il mondo del cinema ha sempre accettato la comunità gay purché non desse nell’occhio. Uomini eterosessuali continuano a recitare ruoli gay nella maggior parte dei film e spero davvero che un giorno un uomo gay possa interpretare un ruolo gay senza pregiudizi.

Lunedì 13/07/2009 da in ,

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