Cloudburst, l’adorabile coppia lesbo di Thom Fitzgerald vince il Festival Mix 2012: tutti i premi

Cloudburst, l’adorabile coppia lesbo di Thom Fitzgerald vince il Festival Mix 2012: tutti i premi

Si è concluso ieri sera il Festival Mix Milano 2012 con la vittoria del film che ha chiuso il cartellone delle proiezioni, quel Cloudburst di Thom Fitzgerald: il road movie con protagoniste una coppia di lesbiche anzianeha conquistato la giuria che lo ha premiato con questa motivazione:

Racconto avvincente di un sentimento ostinato che fa di due anziane lesbiche due memorabili eroine romantiche, in lotta contro la brutalità dei pregiudizi. Road movie rocambolesco e movimentato, Cloudburst sceglie il registro della commedia per parlare di temi importanti come l’amore, la vecchiaia, i diritti civili. Un’opera popolare, toccante e divertente, che sa far ridere e pensare, e che confidiamo sarà in grado di far capire a tutti che nessuno può toglierci il diritto di essere… happy together.

In fondo all'articolo la recensione della nostra inviata.
Premio Speciale abbastanza annunciato al bellissimo Weekend: Andrew Haigh aggiunge al suo palmares anche il riconoscimento del festival meneghino con la motivazione della giuria: "ci ricorda che concedersi la possibilità di un amore resta la più dolce, e forse la più faticosa, delle rivoluzioni".
Menzione speciale a Yes or no? della tailandese Saratsawadee Wongsomphet, con una motivazione che premia in particolare "la bella prova attoriale di Supanart Jittaleela, che con la convincente interpretazione di Kim ci regala unpersonaggio che resta nella testa e nel cuore".
Miglior documentario United in anger: a history of act up di Jim Hubbard "che racconta di una battaglia difficile come quella contro l'Aids facendone capire il senso politicoe le battaglie per i diritti ad essa legati." Menzione speciale a There were always dogs never kids di Alessandro Magania e Max Tannone.
Miglior cortometraggio lo spagnolo Dicen – They say di Alauda Ruis de Azùa sul bullismo e menzione speciale a Cyclicity di Jason Knade.
Cloudburst
regia di Thom Fitzgerlad
conOlympia Dukakis, Brenda Fricker e Ryan Doucette
Canada, 2011
Mentre l'Italia intera ieri sera si fermava a trattenere il fiato sugli addominali di Balotelli, al teatro Strehler di Milano ( in una sala gremita di persone che non hanno ancora dimenticato le parole di Cassano) veniva proiettato nella serata di chiusura della XVI edizione del Mix Festival il film Cloudburst, l'ultimo lavoro di Thom Fitzgerald. Il film, tratto da un precedente lavoro teatrale dello stesso regista, è anche stato il vincitore della kermesse: vittoria meritatissima grazie al coraggio di raccontare con ironia e delicatezza due temi difficili da trattare come l'amore lesbo e l'amore nella terza età.

Protagoniste di questo road-movie sono infatti due lesbiche che hanno varcato da tempo la soglia dei 70 anni, Stella e Dotty, interpretate da due straordinari premi Oscar, Olympia Dukakis e Brenda Fricker. Hanno continuato ad amarsi ininterrottamente, tra alti e bassi, per 31 anni: il loro amore ha resistito ai chili che Dotty ha cominciato ad accumulare, alla cecità che l'ha colpita e certo continuerà a resistere anche all'ospizio in cui l'ottusa nipote di Dotty ha deciso di rinchiuderla. Stella e Dotty voglio restare insieme fino all'ultimo loro giorno sulla terra: l'unico modo per poterlo fare è riuscire a rendere legale la loro unione sposandosi, ma questo diritto è a loro concesso solo in Canada. Stella corre all'ospizio per riprendersi Dotty e inizia la loro folle corsa verso il confine canadese per poter finalmente dichiarare al mondo intero il loro amore.

Si tratta di una commedia che definire brillante è davvero riduttivo: un susseguirsi di battute esilaranti e intelligenti che piovono sul film con un perfetto tempismo senza mai privare il racconto della sua intensità. Un film che sa parlare di diritti negati e concessi senza cadere nella trappola della politica, e che affronta con ironia un tema, quello delle unioni civili, che è sempre più soffocato nel dibattito pubblico dalla retorica da campagna elettorale. Il romanticismo commovente di queste due donne che hanno vissuto il cambiare dei tempi, dalla buoncostume ai dvd lesbo in vendita dal benzinaio, tiene incollati allo schermo. Ma Dotty e Stella devono ancora fare i conti con un mondo che vuole continuare a chiudere gli occhi davanti alla realtà, proprio come fa la nipote di Dotty che dopo ben 31 anni non ha ancora voluto capire che sua nonna è lesbica.

Sulla strada del loro viaggio, Dotty e Stella incontrano vari personaggi e un "ballerino" di danza moderna (Ryan Doucette) che le accompagnerà in questa loro avventura: diventerà, a suo modo, il loro angelo custode che riuscirà a raccogliere l'essenza dell'amore che lega le due donne.

Questo è il viaggio della vita di Dotty e Stella, durante il quale emerge in tutta la loro forza l'amore e la gioia che le hanno tenute unite per 30 anni. Sesso? Ce n'è e tantissimo tra le parole, le battute, i ricordi di gioventù e un vibratore che ormai serve solo per farsi il solletico: ma la tenerezza di queste due "vecchie lesbicacce" vince su tutto e ci regala uno dei baci più romantici del cinema lesbo (e non solo). Anche a voler ignorare i temi che affronta, si tratta di una commedia che riesce a far ridere come ormai non capitava da tempo, anche quando rischia di spingersi oltre i limiti: se vi chiedete se un uomo nudo che rincorre due donne può ancora far ridere, guardando Cloudburst avrete una piacevole sorpresa. Ma è impossibile ignorare che sullo schermo ci siano due lesbiche che nel loro piccolo lottano per un diritto che, proprio come in Italia, non è ancora stato riconosciuto. Troppo facile nascondersi dietro alla scusa "non le ho fatte io le regole": questo lo diceva Joseph Goebbels, gerarca nazista, (dice Stella) ed è forse giunto il momento che anche chi quel diritto ce l'ha sempre avuto e ormai non sa più che farsene si renda partecipe di un problema che è non è più possibile ignorare. Cloudburst ha la forza necessaria per poter scalfire il muro dei pregiudizi e questo è di per sé un buon motivo per augurarsi che trovi una buona distribuzione in Italia; se poi si pensa alla qualità delle commedie che sono in sala, allora non ci sono proprio più scuse per non vederlo in tutti i cinema.

Mercoledì 04/07/2012 da in

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