Clubbing intervista Mancuso e De Giorgi: Arcigay chiede il ritiro delle copie in distribuzione a Milano

Il direttoredi ‘Clubbing’,FelixCossolo,parla dopo l’accesa questione riguardante il ritiro delle copie cartacee del free magazine a tematicagay, chepresentava una doppia intervista del presidente di Arcigay, Aurelio Mancuso, e del direttore di Gay.it, Alessio De Giorgi. In seguito, Cossolo ha intervistato Paolo Ferigo, presidente di Arcigay Milano.

Dopo la tempesta si spera torni un po’ di quiete. Ho vissuto male questi giorni. Non credevo che un’intervista mi avrebbe coinvolto fino al punto di ‘litigare’ anche con persone che un tempo consideravo amici. Domenica scorsa sono tornato amareggiato a riprendermi le copie di Clubbing non distribuite al Borgo a causa della pubblicazione sul numero di luglio di una mia intervista ad Alessio De Giorgi.
Paolo Ferigo in un sms aveva scritto che ero un delatore, in una email che sarebbe iniziato il boicottaggio di Clubbing (e non solo). C’era chi sosteneva che anche da parte mia ci fosse un complotto contro la direzione nazionale dell’Arcigay e interessi da difendere. Stavo semplicemente combattendo la mia piccola battaglia per la libertà di stampa e la libertà di espressione. E forse sono stato frainteso.
Mi fa piacere che Paolo abbia risposto alle mie ‘cattive domande’ come aveva fatto Alessio nell’intervista incriminata. Questa per me è democrazia. Ho bisogno di capire cosa sta succedendo e credo che anche i lettori abbiano lo stesso diritto.
Per quanto mi riguarda auspico solo che questa fase di tensione si affievolisca e riprenda il dialogo all’interno della comunità. Da parte mia farò il possibile e scusatemi se mi sono lasciato prendere dalla foga nei giorni scorsi, prenderò una tisana che consiglio anche a tutti coloro che sono stati coinvolti nella querelle.

INTERVISTA di FelixCossolo a Paolo Ferigo.

A quanto ammonta il tesoretto Arcigay Milano?
Nell’ultimo bilancio approvato dall’Assemblea dei soci, il 29/11/2008, inviato alla Provincia come da Legge e disponibile per qualunque socio lo voglia esaminare, l’accantonamento ammontava ad € 496.624,43 che sommato allì’avanzo dell’esecizio 2007/2008, pari ad € 119.643,15, da un totale di € 616.267,58.

Come volete utilizzarlo?
Lo scopo dell’accantonamento è di creare un gay center polifunzionale a Milano.

Perché non avete sostenuto la libreria Babele?
Non è compito del C.I.G. o di Arcigay in generale sostenere economicamente attività commerciali private. Ci siamo offerti di rilevare la libreria al fine di preservarne il valore sociale, culturale e storico pur sapendo delle difficoltà economiche che comporta un’attività del genere ma fattori a noi non riconducibili, ed ampiamente trattati a suo tempo, ci hanno impedito di concludere la trattativa.

Perché vi siete disinteressati quando De Corato ha attaccato viaSammartini con il coprifuoco alle 10.00 di sera nonostante il Tar ciabbia dato ragione per ben due volte?Quando ci fu un brutale atto intimidatorio contro i locali e i frequentatori di via Sammartini, con controlli di polizia a tappeto e anche ilfermo dell’On. Grillini ci attivammo immediatamente con un sit-in e comunicati stampa tanto che andammo anche ad incontrare il Questore. Nel caso di De Coratola situazione era ben diversa in quanto la decisione da lui presa era di ordine pubblico per la quale non avevamo elementi per poterla contestare. Come ricorderai ci incontrammo a tal proposito e ti proponemmo un possibile percorso comune che era quello di attivare tutti i locali della via perché di loro
iniziativa venisse creato un servizio d’ordine e di controllo, che noi eravamodisposti a supportatare, che avrebbe reso ingiustificati i motivi delcoprifuoco. Ma a questa proposta i locali no dettero seguito. E noi non potemmofare nulla.

Ti sei reso conto che con il Borgo (arricchendo una strutturaetero) avete decretato la morte della vita gay a Milano la domenicasera (a parte naturalmente la serata del Borgo) inimicandovi quasitutti gli esercenti dei locali milanesi che anche per questo da anniormai non partecipano più alle vostre iniziative?
Di che vita gay a Milano la domenica sera stai parlando? Quando nascemmo,al Colony di piazza XXIV Maggio, lo facemmo per cercare di raccogliere fondiper le iniziative organizzate dal C.I.G. (vedi Pride, Festival del Cinema, Telefono Amico, Accoglienza, Prevenzione, Convegni, ecc.ecc) per i quali nessuno dei locali contribuiva. Ci posizionammo in un orario in cui non c’era null’altro, dopo il Gasoline e prima del Papé, proprio per non dare fastidio.
La prima sera eravamo in 118, tutti volontari del CIG, facendo da mangiare a casa nostra.

Poi la serata piacque e crebbe. Se altri non sono stati finora in grado di proporre iniziative alternative valide non è certo per colpa nostra.
Non arricchiamo una struttura "etero"; (che non avrebbe certo bisogno di noi) abbiamo con una struttura commerciale che ha creduto in noi un accordo vantaggioso per entrambi. Nessun esercente "gay" all’inizio ha volutoscommettere su di noi. Hanno sbagliato valutazione. Mi spiace ma è così. Con la nostra politica dei prezzi abbiamo calmierato il mercato che aveva raggiunto eccessi ingiustificati, pur sottostando per intero alle leggi fiscali e volutamente senza l’obbligo del tesseramento perché siamo per l’integrazione
(Join the Gap = Unisci la distanza). Probabilmente abbiamo semplicemente dato una risposta ai desideri di una grande fetta della popolazione LGBT e nel contempo raccolto fondi per la popolazione LGBT.

Chi pensi abbia pagato per i Pride, e gli eventi collegati, dal 2001 in poi? E chi pensi si debba ringraziare se è ancora possibile organizzare il Festival del Cinema a Milano?
Giusto per fare gli esempi più visibili?

I gestori dei locali gay milanesi sono esercenti commerciali con scopo di lucro, a parte qualche raro caso in cui fanno qualche benemerita iniziativa politica o culturale, come tutti gli altri etero. Noi ci preoccupiamo della popolazione LGBT generale non dei singoli interessi personali.

Perché non è stato organizzato il Pride milanese e perché tirifiuti di rispondere a qualsiasi collaborazione di esterni perorganizzarlo (compreso la mia)?
Il Pride di Milano quest’anno non è stato da noi organizzato per le stesse ragioni per cui non lo fu nel 2006. La presenza di un Pride nazionale in una città vicina a cui non si voleva fare ombra. Dietro specifica richiesta degli organizzatori dei Pride nazionali e con l’accordo del movimento. Scelta politica quindi. Ma non siamo stati comunque con le mani in mano collaborando con Genova all’organizzazione e alla buona riuscita della manifestazione e della festa finale.
Nego la tua affermazione che noi abbiamo rifiutato collaborazioni nell’organizzazione del Pride milanese. Anzi, le abbiamo anche stimolate. Su nostra iniziativa si riuscì a organizzare anche una collaborazione con i maggiori esercenti milanesi per il Pride del 2006. Quando si parla di collaborazione però si dovrebbe partire da un equilibrata ripatizione degli oneri e degli onori. Noi non siamo una struttura in grado di sopportare, e
supportare, gli interessi e i progetti di tutti senza un corrispondente contributo. Abbiamo tutti i limiti che da una organizzazione che si basa sulvolontariato ci si può aspettare ma che spesso non sono compresi da chi"lavora" nell’ambito LGBT.

Perché il tesoretto che dovrebbe ammontare ad almeno 400-500

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