COLLEGHI












Chi è l’amico del cuore?


Io e il mio collega ci consociamo da anni ma solo qualche tempo fa abbiamo capito che eravamo entrambi gay. Poi ci siamo incontrati anche con i reciproci partners e abbiamo cominciato a frequentarci anche oltre il lavoro. Domeniche fuori…cinema cene…compleanni. Anche i nostri fidanzati sembravano gradire.
Poi circa sei mesi fa il suo ragazzo viene a trovarlo in ufficio, lui era in riunione ed entra nel mio ufficio…uno sguardo…uno sfioramento e poi sesso selvaggio…sulla scrivania…in piedi…sempre nell’angoscia che il mio amico entrasse. Da quell’episodio ogni volta che ci troviamo insieme anche con i nostri partners cerchiamo di appartarci per una sveltina. Ci eccita….ci piacciamo.
Non ti scrivo per essere giudicato, so che sono un pezzo di merda. Da qualche settimana io non riesco più a vivere bene. Lui mi manca. Ne abbiamo parlato ma lui vuole solo sesso…quel tipo di sesso ed io lo assecondo perché forse è l’unico modo per continuarlo a vedere e l’unico modo per non alterare gli equilibri.


Vittorio33,Milano







In questo quadro intricato di sentimenti e attori coinvolti mi sembra che qualsiasi azione stia per provocare la rottura di un falso inquietante equilibrio. Non c’è stato freno nei vostri istinti…alcuna remora finché ad un tratto i soli istinti almeno per te si trasformano in qualcosa di diverso. Non ti preoccupi minimamente né del tuo amico né del tuo ragazzo. Pensi solo a te stesso e al fidanzato del tuo collega.
Cosa fare?Chiederti chi sei…guardarti per un secondo allo specchio. Non è un giudizio ma la consapevolezza di una strada che ben presto diventerà per te senza uscita, una traccia…una parola non detta uno sguardo un rumore…e quel giochino rischioso e senza controllo si schianterà procurando dolore sia a voi che alle persone coinvolte.

Per te non è più un gioco, d’accordo, ma per l’altro è solo quello. Renditi conto di questo…e i giochi si esauriscono un giorno….Ci si stanca di giocare. Il gioco in realtà è già finito…soprattutto per te ed è finto quando ti sei innamorato di questo ragazzo. Forse è arrivato il momento di fare il punto della situazione. Guarda in faccia alla realtà, stai diventando grande.










Io e il mio compagno stiamo insieme da una vita. La nostra vita è scandita da una serie di abitudini ormai e da un profondo affetto. In alcuni momenti però mi chiedo se ne valga la pena, entrambi quarantenni ci siano appisolati in questa storia senza più passione senza scossoni. Quando vogliamo scopare ci cerchiamo reciprocamente la materia prima ( per noi la passione è solo un vago ricordo) ma tavola mi sembra che ci siamo costruiti più un paracadute che una storia. Ma secondo te quando è il caso di continuare a “rianimare” il rapporto e quando invece lasciarlo morire?


Riccardo 43, Torino






Si rianima qualcosa che è vivo e si vuole salvare…ma nel vostro caso il vostro rapporto d’amore… mi sembra defunto da quel di …solo che voi non lo avete ancora capito del tutto…parlatene…cercate insieme una conclusione dignitosa la vita può riservarvi tante sorprese ancora. Accontentarsi è come morire.. e non mi sembra che a 40 anni la vita sia finita.



Domenica 01/04/2007 da in , , ,

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