Lettera al me stesso dodicenne che non ha ancora fatto coming out

ragazzo giovane che legge

"Se potessi scrivere una lettera al te stesso da giovane, cosa gli scriveresti in due sole parole?" Me l'hanno chiesto recentemente, e mi è venuta in mente una lettera che in prima media avevo scritto al "me stesso futuro". La lettera conteneva più che altro domande futili: quali sarebbero state le mie materie preferite? I miei migliori amici? I miei gusti musicali? Ma quello che mi ricordo soprattutto era la domanda, scritta in verticale e meticolosamente nascosta in una piega del foglio: "Hai già fatto coming out?"

Ripensare a quella domanda così ben nascosta mi ha fatto ricordare quanto la mia adolescenza fosse paralizzata dalla paura del coming out. Soffrivo di insonnia e passavo molte notti a guardare film a tematica omosessuale dopo che i miei erano andati a letto. E anche se quei film mi rassicuravano che quanto provavo era normale, dipingevano sempre il coming out come l' "E vissero felici e contenti" e sembravano sottintendere che solo i gay che lo facevano erano destinati a essere amati e felici. Io avrei voluto tanto essere uno di loro, ma a 12 anni per me era davvero troppo presto. Così, quando il film finiva, mi mettevo a leggere blog e forum, cercando una rassicurazione: anche i gay non dichiarati potevano essere amati e felici?

Mi ricordo quanto quello spazio mentale fosse buio e distruttivo, pieno di odio per me stesso, ma nonostante tutto non rinnego quel periodo. Oggi mi rendo conto di quanto sia stato importante nel mio processo generale di coming out. Dovevo comprendere pienamente cosa significasse stare nascosto per poter iniziare a comprendere cosa significasse liberarsi.

Ma liberarsi non è da tutti. Per me è stato così e credo che il coming out sia un processo bellissimo di arricchimento (un'esperienza che mi sento fortunato ad aver fatto), ma capisco che non è un'esperienza per tutti.

E capisco anche che non uscire allo scoperto e non odiarsi sono esperienze che possono tranquillamente convivere.

Perciò al mio "me stesso dodicenne" io scriverei solo due parole: Non temere. Non temere il tempo in cui sarai nascosto, non temere la paura e la solitudine. Prenditi il tuo tempo, quello che stai attraversando è parte di un lungo viaggio alla scoperta di te. Vali quanto gli altri, sei degno di amore e quando sarai pronto – se lo sarai – il modo di uscire allo scoperto lo troverai da solo.

(tratto da Huffington Post Gay Voices)

Vedi anche:

Sei pronto per il coming out? TEST!
Da quanto tempo sai di essere omosessuale?
  • Da poche settimane/mesi
  • Da qualche anno
  • Praticamente da sempre
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Mercoledì 15/07/2015 da - . - in

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