Diversi da chi?

In una società profondamente conformista, commerciale, fondata su un modello che tende sempre più a mettere da parte il valore meritocratico del singolo individuo per lasciar spazio a un elitè di deliranti personalità megalomani ed egocentriche, la parola “uguaglianza” innesca automaticamente un senso di repulsione e di fastidio.
Ognuno rivendica il proprio diritto ad esser “diverso” dall’altro, dalla società, dai modelli che ci sono stati imposti.
Nessuno è uguale all’altro, per carità, ma quello che mi sono chiesto è il perchè convincersi che la propria diversità sia qualcosa di cui andare fieri e vantarsi?
Ognuno è unico nel suo genere, unico nel suo modo di essere ma se è vero che essere diversi non significa avere qualcosa in meno rispetto agli altri non dobbiamo dimenticare che è altrettanto vero che non vuol dire necessariamente essere migliori.
E’ giusto manifestare, ribellarsi, sgolarsi contro una società che giudica dei gruppi sociali, noi omosessuali in particolare, come cittadini di serie B ma trovo sbagliato, ingiusto e decisamente fuori luogo pretendere di esser trattati da “normali” (intendo dire come tutti gli altri, senza alcun tono pregiudizievole) se siamo noi i primi a comportarci da “diversi”. Pretendiamo un trattamento paritario ma allo stesso tempo ci scervelliamo, il signor Buzzi in questo caso, a porre una distinzione assolutamente futile tra eterosessuali e gay.
Cosa significa essere gay? Cosa significa essere eterosessuali?
Io credo che la prospettiva giusta sia quella che inquadra etero,gay,lesbiche,transgender prima di tutto come persone capaci di amare, soffrire, piangere, ridere, provare emozioni ma soprattutto ragionare.
Le diversità ci sono, è naturale, ma sicuramente non possono e non devono in nessun caso basarsi sulle preferenze sessuali ma su capacità personali, aspirazioni, modi di vivere, modi di rapportarsi agli altri.
Bisognerebbe vivere la propria sessualità come un fatto privato e con questo non intendo affatto dire, mi rivolgo a chi sta storciendo il naso leggendo questa frase, che bisogna vergognarsi e/o non dire a nessuno ciò che siamo ma vorrei far capire che l’essere omosessuali o eterosessuali non è una scelta, non è qualcosa di cui vantarsi, non è qualcosa da rivendicare a tutti i costi, non significa aver quel qualcosa in più rispetto agli altri.
L’eterosessualità o l’omosessualità sono semplicemente tendenze NATURALI e non scelte e proprio per questo motivo non dovrebbero interessare nessuno. La scelta, semmai, viene dopo e riguarda l’accettarsi e vivere serenamente la propria vita ascoltando i propri impulsi o decidere di vivere una vita che non ti appartiene.

L’unica distinzione che riesco ad accettare è quella tra persone intelligenti e stupide. Ma questa è un’altra storia.
Klezmer

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Venerdì 07/01/2011 da in , ,

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