Donne senza uomini. VIDEO

Quattro donne, quattro sguardi, quattro corpi. Quattro fantasmi.
Il fantasma di una puttana che ha perduto l’umanità, vuoto corpo scheletrico che tenta di strapparsi la pelle nel bagno turco.
Il fantasma di un amore perduto, di una giovinezza passata, di sogni di una vivacità intellettuale sulla soglia della menopausa.
Il fantasma dell’innocenza innamorata, violentata per le strade vuote di Teheran.
Il fantasma di della libertà seppellita in giardino da un fratello integralista, finalmente risorta e libera, come spettro, di gridare in piazza “Iran libero”.

Sullo sfondo di un Iran degli anni ’50 che combatte per la democrazia e rivendica risorse energetiche proprie (così lontano, così vicino) i destini di quattro donne affluiscono in un giardino segreto. I loro corpi violati, martoriati e avvizziti guariscono tra i fiori selvatici di una casa di campagna dove non ci sono veli, dove non ci sono uomini.

Vincitore del Leone d’Argento a Venezia, “Donne senza uomini” è l’opera prima dell’artista iraniana Shirin Neshat. La pellicola sarà nelle sale italiane dal 12 marzo, ma la storia che racconta, i volti delle protagoniste, il messaggio che porta con sé hanno già fatto il giro del mondo come una rivoluzione silenziosa.

Elegante, duro, raffinato e crudele: il film di Neshat non ha pietà delle donne, degli uomini e del pubblico. Non aspettatevi redenzione: per quanto si lavi fino a sanguinare, per quanto spicchi il volo per fuggire, per quanto si nasconda nei veli neri del buon comportamento, il corpo delle donne è sempre terra di conquista. “Cosa c’è negli uomini?” si chiede Zahri, prostituta silenziosa. Implacabile la risposta: “una voracità, una bulimia che inghiotte tutto“.

donne senza uomini

Ma oltre la violenza e la sopraffazione, oltre la città che brucia, oltre Teheran assediata, esiste un’oasi selvaggia. E in esso le donne possono guarire i loro corpi e curare le loro anime. E’ il giardino della loro libertà, è il baluardo della loro resistenza che, in Iran e ovunque, da duemila anni non cede. E’ la roccaforte di una rivoluzione senza armi, senza veli, senza uomini.

donne senza uomini

Il blog di “Donne senza uomini” è disponibile QUI

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