Gandhi era gay: amava un bodybuilder tedesco

Il Mahatma Gandhi, uno dei più grandi leader spirituali del XX secolo era gay. La notizia, sebbene un po' "in ritardo", è di quelle curiose. E' quanto viene riportato all'interno di una nuova biografia, "Great Soul", scritta da Joseph Lelyveld e recensita dal Wall Street Journal come "agiografica e piena di entusiasmo". E fra i vari aneddoti e vicende di vita del famosissimo pensatore indiano (fra cui la sua avversione verso le persone di colore), spunta l'omosessualità. E anzi, la descrizione anche abbastanza dettagliata di una vera e propria storia d'amore gay che Ghandi avrebbe avuto con un bodybuilder tedesco di origine ebree di nome Hermann Kallenbach.

Così scrive Andrew Roberts su WSJ: [clicca qui per leggerlo in versione originale]

Lelyveld scrive molto chiaramente che l'organo sessuale di Gandhi molto raramente si eccitava in presenza delle giovanissime donne con le quali dormiva, perchè l'amore della sua vita era un ebreo tedesco, architetto e bodybuilder, di nome Hermann Kallenbach, per il quale Gandhi decise di lasciare sua moglie nel 1908. "Il tuo ritratto è l'unico che c'è sul caminetto della mia camera da letto" avrebbe scritto Gandhi a Kallenbach. Per qualche ragione la lana e la vaselina erano "un costante ricordo" dell'amante e Lelyveld ritiene che gli oggetti siano collegati in qualche modo ai clisteri che Gandhi faceva, anche se è lecito pensare che ci possano essere altre spiegazioni al riguardo.

Gandhi scrive ancora a Kellenbach "quanto completamente tu abbia preso possesso del mio corpo.

E' una schiavitù mista ad una vendetta". Il Mahatma si era soprannominato "Upper House" e aveva chiamato il suo amante "Lower House" [Camera superiore e camera inferiore n.d.t.], al quale aveva fatto promettere di "non guardare con lussuria nessuna donna". I due si erano poi giurati "amore, e ancora amore, così tanto amore che il mondo non ha ancora visto".

Gandhi e Kellenbach si separano quando il Mahatma torna in India nel 1914 (all'età di 45 anni) dato che l'amante tedesco non poteva raggiungere l'India per via del divieto di transito in tempo di guerra. Gandhi però, non si arrese mai all'idea di non poterlo riavere con lui, e nel 1933 gli scrive: "vieni sempre prima dell'occhio della mia mente". Più tardi, sulla via del suo ashram, quando anche le coppie sposate dovevano giurarsi castità, Gandhi scrive: "non riesco ad immaginare niente di più brutto che l'atto sessuale fra un uomo e una donna". Si poteva infatti venire espulsi dall'ashram anche per "titallamento eccessivo" (anche il sale era proibito perchè "esaltava i sensi").

fonte: The Wall Street Journal

Giovedì 12/07/2012 da in ,

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