GAY E LAVORO: OLTRE LA MODA C`E` ANCORA DISCRIMINAZIONE?

Gay, lavoro e discriminazione: cosa succede quando si supera il confine degli ambienti creativi e delle aziende “politicamente corrette”? Se all’estero i gay vengono corteggiati dalle più importanti multinazionali, in Italia dichiarare la propria omosessualità in alcuni ambienti è ancora un tabù? Se lo chiede D di Repubblica, che al tema lavoro e omosessualità ha dedicato un reportage.







MOBBING E DENUNCE – Tra le testimonianze riportate quella del presidente nazionale Arcigay Aurelio Mancuso: “Il pregiudizio c’è, e a tutti i livelli. Nessuno parte con l’idea di dichiararsi. (…) Sta tornando la paura, frutto di un clima di intolleranza generale che poi si riversa nei posti di lavoro, nelle piccole imprese, nelle aree non sindacalizzate”. Le storie di mobbing sono frequenti: lo conferma Massimo Mariotti, responsabile del centro gay della Cgil di Milano. Nel 2005 le telefonate di denuncia sono state 300, “negli ultimi due anni sono diminuite del 40%, ma sono in aumento le difficoltà dei transessuali“. Pochissime denunce, però, arrivano in tribunale. “E la colpa”, spiega Mancuso, “è anche della legge: il governo Berlusconi recepì nel 2003, stravolgendola, una normativa europea. Tra i tanti problemi c’è anche il fatto che l’onere della prova della discriminazione spetta a chi denuncia”.







COLLOQUIO E CURRICULUMNessuno dovrebbe indagare su un qualsiasi aspetto legato alla sfera personale. A parlare è Gabriella Bagnato, esperta di selezione del personale, che aggiunge “E’ lecito informarsi esclusivamente su aspetti legati alle prestazioni future del candidato”. Lo conferma un articolo dello statuto dei lavoratori chevieta ogni tipo di indagine e richiesta di informazioni non strattamente collegate alla prestazione. Paolo Citterio, presidente dell’associazione risorse umane Gidip, conferma ma aggiunge delle precisazioni: “In un curriculum non è obbligatorio inserire l’età o lo stato civile, tanto meno ci si può informare sull’orientamento sessuale (…). Cercherei di non assumere un omosessuale solo nel caso in cui fossi sicuro, avendo sondato il contesto, di metterlo in difficoltà”.







LAVORO CHE VAI – Sempre Citterio afferma: Ci sono ambiti, come quello della moda, dove forse la diversità è accettata positivamente. In realtà fortemente maschili come la fabbrica, esiste ancora una differenza ambientale radicata. Ma più si cercano persone qualificate, più conta quanto si vale davvero. D ha chiamato a testimonianza lavoratori appartenenti a diversi settori. Questo è quanto emerso:


Creativi - Secondo Alberto, pubblicitario, “essere gay non è né un problema, né una nota di curriculum. In un campo come quello della pubblicità, più sei strano meglio è. “L’idea comune è che gli omosessuali facciano solo certi tipi di lavoro, spiega Mancuso “e certo in alcuni settori la loro presenza è più evidente. Ma non ci sono zone franche”.







Banche - Sono recenti le notizie di grandi gruppi bancari esteri che hanno deciso di adottare un atteggiamento aperto nei confronti della comunità LGBT: in USA la Goldman Sachs concede come benefit ai propri dirigenti il cambio di sesso (leggi l’articolo>> ), mentre in Asia la banca d’affari Lehman Brothers è a caccia di talenti tra i giovani omosessuali (leggi l’articolo>> ). “Le grandi aziende internazionali hanno una sensibilità maggiore. Invece in Italia”, spiega Alessandro Zan, responsabile lavoro Arcigay “ci sono ambienti dove esiste ancora una certa rigidità. In banca continua a valere una precisa etichetta, e molti hanno timore a dichiararsi. Maurizio, banchiere campano trapiantato a Milano, racconta la sua esperienza: “Ho trovato un ambiente aperto e una relazione con un collega. In ambito bancario non ho trovato nessuna difficoltà: la differenza piuttosto è tra Sud e Nord, città e provincia“.







Industria“Ancora oggi l’omosessualità fa paura a diversi settori, alle piccole e medie imprese, agli ambienti marcatamente maschili o dove il livello culturale non è elevato, per esempio l’industria, afferma Mariotti, “Poi quando si riesce a superare la diffidenza iniziale gli omosessuali vengono apprezzati per la loro professionalità. Lo conferma Emanuele, responsabile di un reparto di un’azienda di provincia: “Quando sono stato assunto non ho fatto coming out. Oggi gli operai che lavorano per me lo sanno, alcuni sono veri amici. E’ stato graduale, ed è stato capito”.


ScuolaNell’insegnamento l’omessualità continua ad essere un grande tabù. Maria Gigliola Tonniolo, responsabile dell’ufficio Nuovi diritti della Cgil, spiega che “purtroppo persiste un pregiudizio, da combattere in ogni modo, che lega l’omosessualità alla pedofilia. La testimonianza di un maestro, che ha preferito rimanere anonimo, conferma: “A scuola ho avvertito la sensazione di non poter confessare le mie preferenze sessuali. All’inizio la pressione era molto forte, quasi una paranoia. Credo che i miei colleghi l’abbiano capito, ma continuiamo a non parlarne”.







Università - Neppure l’università è esente da pregiudizi. Se Lorenzo, ricercatore presso la Facoltà di Filosofia di Milano può affermare che dichiarandosi si assume una posizione di forza, in altre facoltà non si gode della stessa libertà. Andrea, docente di ingegneria, con le battute ci ha convissuto per anni: Quello ingegneristico è un ambiente di uomini in cui vige un cameratismo radicato. Per anni sono stato oggetto di battute che facevano male, poi anch’io ho risposto a tono. E le battute, almeno, sono finite”.


Ospedali - “Alcuni colleghi hanno conosciuto il mio ragazzo, con altri non mi sento di parlarne”, afferma un medico ventinovenne del Nord. Il nostro ambiente è piuttosto conservatore. Spero che a nessuno interessi quello che faccio a letto, se sono un bravo medico. Non avverto discriminazioni dirette, ma non mi sento sereno al punto di comunicarlo a tutti“.







UN PAESE INCIVILE – Uno dei padri fondatori del movimento gay, Vanni Piccolo, crede che molto debba partire da se stessi: “La cosa più saggia è presentare agli altri altri la propria omosessualità in modo naturale. Il problema è che questo è un paese incivile: basta vedere come tratta i disabili e le donne. (…) tra omosessuali ed eterosessuali non deve esserci differenza giuridica, e non si deve considerare questo come un tema morale”.


redazione@gay.tv

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