I giardinieri (in affitto o no) sono i nuovo cuochi. GALLERY

I giardinieri (in affitto o no) sono i nuovo cuochi. GALLERY

In principio erano i calciatori; ma ormai si tratta di leggenda. Poi sono arrivati i cuochi, che proprio in questi mesi hanno raggiunto l'apice della popolarità mediatica. I vari Carlo Cracco e Alessandro Borghese impastano i sensi e friggono i cuori delle italiane/i e il fatto che gli uomini in cucina siano sexy è ormai verità assodata. Ma proprio perché gli chef hanno raggiunto l'acmé, è ora di guardare oltre alla ricerca della next big thing, ovvero il prossimo mestiere di cui innamorarci.
Poiché la televisione ragiona per categorie professionali, i sogni erotici non si incarnano più in singoli individui ma in assai più pervasive e simbolicamente potenti associazioni di arti e mestieri: i Calciatori, i Bagnini (sì sì, abbiamo tutti guardato Baywatch negli anni '90), i Medici, i Cuochi e… Chi sono i prossimi? Presto detto: saranno i Giardinieri.

La categoria in questione ha innanzitutto già due portavoce di degnissima presenza pronti a capeggiare il battaglione: Jonathan Clark e Vittorio Fantin di "Giardinieri in affitto", il programma di LEI tv in cui due affascinantissimi giardinieri professionisti arrivano a casa delle persone e trasformano i loro desertici rami secchi in giardini pensili di Babilonia. Belli, affaticati, con le camicie a quadri un po' sciupate, i due giardinieri in questione sono proprio il genere di persona che vorresti trovarti in giardino al posto del nano di gesso che ti ha regalato tua zia.
Jonathan Clark è un inglese poetico e super ecologista, con un animo sensibile da artista e le mani sporche di terra come un vero "duro"; Vittorio Fantin è un designer italiano fissato con le bellezza e la perfezione, quello un po' stizzoso che però si carica in spalla i sacchi di terra mettendo in mostra i bicipiti. Entrambi sintetizzano una serie di ottimi motivi per cui il prossimo mestiere di cui innamorarsi è quello del giardiniere, ovvero: i giardinieri lavorano con le mani, hanno un rapporto molto tattile e sensuale con la terra, fanno fatica, sudano e si sporcano. Allo stesso tempo sono delicati e sensibili, maneggiano con cura e amore cose fragili come i fiori, sono visionari guidati da una bellezza che ancora non esiste, e che devono coltivare.

Chi non vorrebbe essere un giardino, per essere trattato così?

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Lunedì 14/11/2011 da in

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