IL BIANCO E IL NERO

Il bianco e il nero,
il femminile ed il maschile,
due vasi separati,
due mondi distinti..
..o almeno così li ho sempre visti, quand’ero ragazzino..
E poi?..
E poi quelle letture, la Psicoanalisi, il caro vecchio sign.Freud…
…un nuovo modo di guardare, nuovi occhiali, lenti diverse, nuova immagine del mondo: il dinamismo, il divenire, mescolanza di forme e leggi ( eh.. è l’entropia che domina l’universo caro mio!..c’è poco da fare!)
..e allora una scossa..come di un terremoto..
e quei vasi?! Prendono ad oscillare pericolosamente sul loro baricentro;
descrivono archi di cerchio sempre più grandi fino a che….BADABUUUM!! crollano su di un fianco, per terra ( esiste una terra?..non so mi sembra tutto bianco qui, indefinito..)
e al tonfo segue uno scroscio, come di una cascata che quasi mi fa male alle orecchie…
ed eccole lì..quelle due masse di liquido, una alla mia destra, una alla mia sinistra, il bianco e il nero, il femminile , il maschile: scorrono una verso l’altra…fino a fondersi…una massa caotica…. il disordine, la vera armonia…
il risultato..questo unico grande fiume dalle acque ora calme, si distende, in una SCALA INFINITA DI GRIGI!… ” dio!!..ma hai visto quante tonalità? così tante che è impossibile distinguerle tutte!!”

… e mi sono ritrovato lì.. a mollo fino al petto…lì, in quella massa liquida, che intorno a me era di un grigio strano, scuro, ma come striato di bianco da una rete che si dipanava intorno e mi circondava…
e non ne ho avuto paura….ho lasciato che si mescolasse con me ..a darmi forma, a disegnare i miei contorni…e mi lasciavo attraversare, scorrere dentro..e mi sentivo IO..
… e vi ho visto tutta l’umanità che ci nuotava dentro, in quello strano fiume che non scorre , chi più vicino alla riva nera , chi a quella bianca, ognuno in un tratto di grigio diverso… c’eri anche tu lo sai?
…e c’era pure quello lì, laggiù, più verso il bianco…quello…come si chiamava?..ma si, dai, quello che muove le mani così, che parla con quella vocina… si quello che dicevo che non lo sopportavo, che quando lo vedevo dicevo ” anch’io sono gay ma mica mi atteggio così!..si lo fa apposta, per mettersi in mostra”…( tanto tempo è trascorso da allora, quanto me è passato)
…l’ho salutato lo sai?..gli ho detto” dai vieni su quell’isolotto che ci prendiamo un caffè!”
..Siamo stati a parlare fino a tardi..è simpatico, sai?!
…e quante risate a guardare quello lì.. il meccanico di via Giusti, quello con quell’espressione sempre da duro….
…che piangeva… vedessi come!! di nascosto..mentre leggeva ” I ragazzi della via Paal”
siamo rimasti fino all’alba… a parlare….
…che pace che c’era…ma dentro… perchè fuori c’era sempre il solito casino.

Venerdì 03/09/2010 da

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