Il vice procuratore e il suo blog omofobo

Quel ragazzo gay fa troppe richieste. Chiede diritti per le persone omosessuali in un modo troppo radicale. Il suo modo di vivere la propria omosessualità è troppo sereno, risolto. Il ragazzo non nasconde minimamente le sue preferenze affettive e sessuali. Il suo comportamento va stigmatizzato, additato, denunciato.

Devono essere stati questi i ragionamenti che hanno indotto Andrew Shirvell, avvocato assistente procuratore generale del Michigan (USA), ad aprire il blog “Chris Armstrong Watch”, nel quale lo studente apertamente gay Chris Armstrong viene additato per i suoi comportamenti troppo attivi sul fronte dell’impegno pro-gay. “Niente di personale” ha commentato in un’intervista alla CNN l’autore del blog, che considera l’atteggiamento del ragazzo troppo schierato dalla parte dei diritti dei gay, considerando anche ch’egli è presidente dell’associazione studentesca dell’Università del Michigan. Una questione di principio, insomma. Secondo Shirvell, che si definisce un autentico cristiano, Chris Armstrong sarebbe leader di un movimento propagandistico deviante, che denuncia l’omofobia anche dove non c’è e che fomenta la promiscuità sessuale.

Ma le spiegazioni date da Shirvell alla CNN non convincono. E sembra proprio che ci sia qualcosa di personale sotto. Basta dare un occhio al blog, per capirlo. Blog su cui l’avvocato ha pubblicato nell’ultimo mese cronache al limite del paranoico, e abbondantemente oltre la soglia dello stalking, farcite di dettagli sui movimenti del ragazzo, spiati sul suo profilo Facebook. Non solo. Sul blog vengono dispensate anche foto del ragazzo, schizzate di segnacci nazistoidi e insulti omofobici.

Come se Shirvell non fosse riuscito, nella gestione personalissima del suo blog, a tenere a freno la sua omofobia lacerante, violenta, così impetuosa da non poterla trattenere, nonostante un ruolo pubblico di grande responsabilità, come quello appunto di far parte dell’ufficio del Procuratore Generale del Michigan.

Polemiche sono piovute anche sul Procuratore Generale stesso, Mike Cox, che ad oggi, quando scriviamo, non ha ancora licenziato Andrew Shirvell dal suo ufficio, sebbene abbia diffuso il seguente comunicato: “Le opinioni di Mr Shirvell sono sue e solo sue e non riflettono quelle della Procura Generale del Michigan. Naturalmente l’immaturità e la sua mancanza di rispetto sono evidenti”. Ma ai microfoni della CNN Andrew Shirvell insiste, sottolineando che il fatto che Chris Armstrong sia gay non lo mette al riparo dalle critiche che chiunque deve potergli muovere per la sua attività radicale di propaganda anti-omofobia. In particolare, quel che pare aver sconvolto particolarmente Shirvell, della condotta politica di Armstrong, è la battaglia portata avanti da quest’ultimo per rendere neutre le differenze legate al genere all’interno dell’Università.

Questa storia in realtà altro non è che una storia di pura omofobia. Tanto più grave, in quanto proveniente da una persona appartenente alle istituzioni giudiziarie, anche se Shirvell ha sempre sottolineato che le sue sono opinioni personali, di “un cristiano che vuole impegnarsi per tutelare gli ideali a favore della vita, dei valori cristiani e dei minori“. Come scrisse sin da aprile, nel suo post di apertura del blog (vedi qui).

Questa è una storia di pura omofobia, appunto. Una di quelle tipiche storie che rafforzano la teoria secondo la quale gli omofobi altro non sono che gay repressi. In tal senso, ci è parso elegante e doverosamente superiore l’atteggiamento dello stesso ragazzo, Chris Armstrong, il quale ha preferito non commentare la campagna di odio scatenatagli contro dall’avvocato cristiano.

Giuliano Federico

Giovedì 30/09/2010 da in

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