In The Skin of Robert Mapplethorpe: un tributo al fotografo genio degli anni ’80

Robert Mapplethorpe: per chi peccasse di ignoranza è un pezzo di storia (grosso, ingombrante, rivoluzionario) della fotografia. Quello che Manet è stato per il romanticismo, lui è stato per la fotografia. Quello che Dante è stato per la lingua italiana, lui è stato per l’estetica della pornografia. Sadomaso e classicità, natura morta e corpo vivo si sono intrecciate, in Mapplethorpe, facendo di lui un violentatore del gusto generalizzato: il porno, l’underground s&m americano, la gay life più “dirt” (celebre è un suo autoritratto in cui utilizza il manico di una frusta come dildo). Numéro Homme ha deciso di omaggiare Robert con un editoriale dal titolo “In the skin of Robert Robert Mapplethorpe“, del fotografo Jean-Baptiste Mondino. E anche se non mancano le fruste, le banane, la pelle, i fiori, la natura morta e l’assenza di colori l’esperimento riesce a metà: non ricorda Robert ma fa venire tanta nostalgia della sua scomparsa.

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