ISOLA DEI FAMOSI, ARCIGAY DENUNCIA LA TRANSFOBIA CONTRO VLADIMIR

AGGIORNAMENTO 03 NOVEMBRE 2008

Si apprende oggi, da una nota di Arcigay, che le discriminazioni sull’Isola dei Famosiverso il mondo LGBT non sarebbero finite. Riportiamo un estratto del comunicato stampa di Arcigay:

"Negli ultimi giorni di ‘Isola dei Famosi’, in vista delle prossime eliminazioni, sono arrivati gli insulti volgari e sbracati di due dei nuovi concorrenti, inseriti come riserve, forse per imbarbarire un’edizione che era partita in modo troppo educato. Ha iniziato Rossano Rubicondi che, per reagire alla propria incapacità di leadership, la definisce come “più uomo di tutti i maschi dell’Isola”. Ha proseguito ampiamente Patrizia De Blanck con una sequela di ricchione e trans del cazzo, giustificandosi che lei, la contessa, -lo chiamo uomo quanto mi pare, perché per me uno che ha il cazzo è un uomo!-

[...] Noi auspichiamo che gli autori e la conduttrice del reality di RaiDue, questa sera abbiano il coraggio di portarli alla luce e di dare spazio alla denuncia di questi atti che offendono migliaia di persone LGBT che seguono con passione una trasmissione popolare, divertente e spesso costruita con intelligenza. Sappiamo che Vladimir avrà la forza e la sensibilità per denunciarli con pacata educazione, cogliendo una buona occasione per insegnare ai telespettatori, vivendolo sulla sua pelle, che transfobia e omofobia sono mali radicati nella nostra cultura e che solo l’integrazione delle diversità, anche in un reality televisivo, porta ad una migliore convivenza."


15 OTTOBRE 2008

Nessuno vuole togliere a Rossano Rubicondi ciò che è di Rossano Rubicondi, ossia l’essere una mitologica creatura a metà tra il Nando Meliconi di Alberto Sordi di ‘Un americano a Roma’ e Lapo Elkann. ("iù nnòu…apologiais…mai frend…plis").

L’unico che dopo la partenza di Valeria Marini ha dato una scossa alla noia mortale e soporifera dell’Isola apportando, finalmente, i due elementi fondamentali per ogni vero protagonista di reality show: ossia il sembrare non tanto un personaggio reale, quanto un’imitazione della Gialappa’s, e il rendersi immediatamente insopportabile all’intero gruppo, litigando con chiunque per qualsiasi cosa. Quindi, grazie Simona per Rossano Rubicondi. Probabilmente però, grazie anche a Rossano per averci fatto sentire le parole più belle della serata. No, non Vladimir Luxuria che indirizza ad un restio praticante dell’igiene personale Carlo-il-bidello: "Eh, l’omo (!) ha da puzzà ma fino ad un certo punto". Altre parole. Ma proseguiamo per gradi e facciamo una breve premessa, per chi a quell’ora stava vedendo il film con Steven Seagal su Rete 4.

L’ultimo arrivato sull’Isola, Rossano Rubicondi, marito della miliardaria Ivana Trump, racconta agli altri naufraghi del suo fantasmagorico matrimonio con, appunto, Ivana Trump, soffermandosi in particolare sulla descrizione dell’insegnante di danza che lo aveva istruito per l’occasione e somigliava a Freddie Mercury:"Un frocio". Anzi, come dicono a Kansas City, "un faggot".

Il gelo cala su Vladimir Luxuria che, prima si allontana dal gruppo, poi prende da parte il buon Rossano e spiega, pacatamente ma con animo da vera pasionaria, che faggot non si dice e frocio tantomeno. Non accetto quella parola. Perchè se non si chiama storpio un portatore di handicap, o terrone un meridionale allora non si deve nemmeno chiamare frocio un omosessuale. Insomma, morettianamente: Rossano, le parole sono importanti. Rossano si scusa con Vladimir, "iù nnòu…ho molti amici gay", il bene insomma sembra trionfare. Ovviamente, ma forse non era nemmeno troppo scontato, la discussione viene riproposta durante il prime time.

E’ un tripudio di frocio e faggot e gay e dyke e lesbica e omosessuale da tutti i pulpiti. Ma tipo che per almeno 10 minuti non si è sentito altro. Poi il voltafaccia di Rossano: "Ho chiesto scusa non perché avevo torto ma per non continuare a litigare". Apriti cielo. Vladimir ridiventa serissima e con le codine e le mutande di Valeria Marini in testa ed il cuore in mano pronuncia indignata parole come "omofobia" e "discriminazione".

Cita la tragica storia del 16enne di Torino suicidatosi perchè deriso dai compagni a scuola. Si è sentita forte e chiara la parola "bullismo", in prima serata e davanti a 5 milioni di telespettatori. E ci siamo ritrovati ad essere sinceramente orgogliosi di quella donna così autoironica, intelligente, brillante e al contempo così incredibilmente fiera e determinata. Il pubblico in studio applaudiva, partecipe e commosso. Che ti veniva spontaneo chiederti se è il pubblico in studio di Rai Due ad essere così più facilmente impressionabile rispetto al Parlamento o se Vladimir è stata effettivamente più convincente davanti alla telecamere rispetto a quando sedeva tra i banchi di Montecitorio. Poi arriva la miglior frase della serata, uno vero slogan, quasi da farci il claim di una campagna ministeriale antiomofobia. La strombettante voce della verace Mara Venier che sentenzia: "Eh no Rossà, frocio nun se deve dì!". Immensa. (Comunque non siate vendicativi, plis…seiv Rossano.).

alessia.gargiulo@gay.tv

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