L’apocalisse veste Versace per H&M. LEGGI

L’apocalisse veste Versace per H&M. LEGGI

Versace per H&M: allo store di San Babila Milano la presentazione in anteprima con shopping selvaggio della collezione che tutti hanno aspettato. Presenti all’evento giornalisti, blogger, gente della moda, eunuchi con il ciuffo alla Morrissey, superfighe di un’altra dimensione e cinquantenni rampanti (dietro museo davanti liceo: sì proprio loro).

A questo bagno di sangue dedicato ai detentori del sacro fuxia invito, è stata data la possibilità di svuotare le proprie tasche con i capi in limited edition, alla faccia dei comuni mortali che dovranno aspettare addirittura domani, giovedì 17 novembre, per mettere mano su una delle creazioni tanto agognate.
E non è finita qui: per l’occasione tutta la collezione H&M era scontata del 20%. Sì, proprio quella da pin-up dei poveri o quella da casalinga disperata con maglioni oversize, stampe a fiori secchi e colori da frutta secca. Ci siamo capiti.

Ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare: o meglio, che voi umani che vivete a Milano potete aver sentito dall’amico dell’amico che lavora nella moda o che avete visto da lontano con il binocolo. O che anche se c’eravate vi sentivate fuori posto.

Lo so quello dell’ ”Ho visto cose e blahblah” e “l’apocalisse è già qui e vi sta fottendo tutti” è un gioco retorico vecchio: vedi la Littizzetto da Fazio e quando una cosa viene lanciata da Fazio, si sa, questa cosa è già vecchia.

Ma davvero: ho visto veramente cose che voi umani non potete neanche immaginare.

Ho visto quei capelli che fanno swiss, shiss, swiss. Che ti giri impanicato perché pensi che qualcuno ti stia sfilando il portafogli e invece no: ti appare come un fascio di luce la chioma lucente e liscia (chevvelodicoafà che il riccio fa cheap), che ti ondula davanti come un ottovolante senza mai un capello fuoriposto. Per una volta, la pubblicità non ci ha mentito.
Ho visto il debito pubblico dell’Italia intera concretizzarsi in borsoni straripanti leggings palmati, foulard da pappone di Miami, chiodi di pelle morbidissima con le borchiette luminescenti, borsette da polso che nello spazio di un pugno hanno un buco nero che può contenere portafogli, portacarte di credito, make-up per essere sempre perfetti e perfettibili, fazzoletti di carta, chiavi, specchietto, farmaci vari e. Ci siamo capiti.

Ho visto questi esseri sovrannaturali, eterei nella loro taglia fluttuante tra la 36 e la 38, ondeggianti sui tacchi 12, di “vestimenti leggieri” adornati strapparsi di mano l’ultima taglia, l’ultimo lembo Made in Romania appeso, darsi gomitate di santa ragione e denudarsi tra la gente come sirene alla mercé degli sguardi di chi, accaparrandosi solo un misero foulard, trincava vino bianco in faccia alla Dukan.
Ho visto il terrore negli occhi di quei commessi, come Indiani prima dello sterminio: capelli fuxia, occhialoni grossi, tatuaggi da freak, seni rifatti, taglie 44 soccombere uno dopo l’altro alle estenuanti richiesti di taglie over34.
Ho visto la collezione uomo lasciata lì a marcire nella sua pazza e folle proposta di taglie over46 a scapito della collezione donna/eunuco saccheggiata in 10 secondi con gli scaffali ripuliti più velocemente di quanto aveva fatto per le coltivazioni l’ottava piaga d’Egitto, l’invasione delle cavallette.

Ho visto così tanto in soli 15 minuti, che sono scappata all’altro H&M, quello di piazza Duomo, per comprarmi una sciarpa con la quale impiccarmi perché i foulard di Donatellona me li avete fregati tutti.

Chiara Zecchetto

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Mercoledì 23/11/2011 da

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