La lettera di un soldato gay al suo amore perduto nella Seconda Guerra Mondiale

La lettera di un soldato gay al suo amore perduto nella Seconda Guerra Mondiale

Due soldati, l’amore, la Seconda Guerra Mondiale. In questa lettera, pubblicata per la prima volta nel 1961 dalla rivista One, Brian Keith ricorda l’amore perduto della sua vita, Dave.

Caro Dave:

Questa lettera è in memoria del nostro anniversario. L’anniversario del 27 Ottobre 1943, quando per la prima volta ti ho sentito cantare, nell’Africa del Nord. Quella canzone mi riporta il ricordo dei giorni più felici che abbia mai vissuto. Il ricordo di uno spettacolo per le truppe, il sipario fatto con la tela dei dirigibili, le luci fatte con lattine del cacao, le prove che andavano avanti fino a sera, e un ragazzo bellissimo con una splendida voce da tenore.

Il debutto al teatro a Canastel, forse un po’ troppo vino, e qualcuno che capì tutto. Giorni emozionanti a suonare nel maestoso Teatro dell’Opera di Oran, una incomprensione, un chiarimento dietro le quinte appena prima dell’inizio.

Qualche drink al Coq d’Or, una cena all’Auberge, un anello e una promessa. Lo spettacolo per la Prima Divisione, moscato, scotch e vino, e qualcuno che dovette essere trasportato dal camion e messo a letto nella sua tenda. Una notte di pioggia torrenziale e due soldati molto bagnati sotto a un albero solitario in una pianura africana. Una decappottabile francese a noleggio, una sorgente sulfurea calda, il fresco Mediterraneo, e un picnic a base di gallette e Coca Cola calda. Due tenenti che furono abbastanza intelligenti da capire la verità, ma non abbastanza da capire che volevamo stare soli.

Un pianista un po’ matto, la competizione, giorni disperati e notti solitarie. La notte, ventosa e fredda, in cui strisciammo dentro alla finestra di un teatro e ci addormentanno in una brandina sul retro, abbracciati; e lo shock che provammo quando una volta svegli capimmo che, per miracolo, non eravamo stati scoperti. Una corsa veloce in macchina fino a uno scoglio a picco sul mare, due foto, una sosta tra i grappoli viola e le foglie fresche di una vite.

La felicità quando ci dissero che andavamo a casa, e la disperazione quando scoprimmo che non ce ne saremmo andati insieme. L’addio dolcissimo su una spiaggia nascosta, sotto il cielo trapuntato di stelle di una notte africana, e le lacrime che non si fermavano quando, in piedi sulla diga, guardavo il tuo convoglio sparire all’orizzonte.

Avevamo promesso di stare insieme una volta tornati a casa. Il destino ha voluto diversamente: tu non ci sei mai arrivato. Perciò, Dave, dovunque tu sia, spero che questi ricordi ti siano preziosi, almeno quanto lo sono per me.

Buonanotte e dormi bene, amore mio.

Brian Keith

Mercoledì 25/09/2013 da - . - in

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