La pedofilia dei preti è incesto, la Chiesa è complice

AGGIORNAMENTO DEL 2 APRILE 2010

E seguito delle dichiarazioni rilasciate ieri al quotidiano Il Giornale da Pietro Forno, capo del pool antimolestie, il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha inviato a Milano un ispettivo allo scopo di verificare la condotta del procuratore aggiunto. Forno, pertanto, viene messo al centro di un’indagine ispettiva a causa delle sue affermazioni sulle responsabilità delle alte gerarchie ecclesiastiche negli scandali pedofilia. La nota ministeriale in proposito chiarisce che “Il ministro lette le dichiarazioni rese ieri alla stampa dal Procuratore aggiunto di Milano dott. Forno, che ha accusato le gerarchie ecclesiastiche di coprire i sacerdoti responsabili di gravi fatti di pedofilia, considerato il carattere potenzialmente diffamatorio di tali dichiarazioni, ha dato mandato al suo ufficio ispettivo di verificare se il dott. Forno con tale condotta abbia violato i doveri di correttezza equilibrio e riserbo che devono essere particolarmente osservati nella trattazione di procedimenti delicati come quelli per reati di pedofilia, reati che vanno perseguiti con estrema decisione ma evitando pericolose generalizzazioni“.

Fonte: La Repubblica


Essere a capo del pool antimolestie significa scavare nelle profondità più marce della società, a caccia di mostri. E significa anche dover combattere per squarciare una coltre di silenzi e omertà che i mostri e i loro complici tessono intorno alle loro colpe, per nascondere i loro peccati. Intervistato dal quotidiano Il Giornale parla Pietro Forno, procuratore aggiunto della Repubblica a Milano e capo del pool specializzato in molestie e stupri. In Italia, Forno è uno dei più esperti cacciatori di mostri, uno dei magistrati più attivi nella lotta alla pedofilia e racconta il ruolo delle alte sfere ecclesiastiche nelle indagini che vedono membri della Chiesa indagati per abusi sessuali sui minori (“la lista, purtroppo, non è corta” sottolinea Forno). Il magistrato dichiara di non essere mai stato ostacolato nelle sue indagini da parte delle istituzioni religiose, aggiungendo che “però le notizie positive finiscono qui“.

Nei tanti anni in cui ho trattato l’argomento non mi è mai, e sottolineo mai, arrivata una sola denuncia né da parte di vescovi, né da parte di singoli preti” dichiara Forno; sebbene non esista per gli ecclesiastici alcun obbligo formale di denuncia – in quanto non sono pubblici ufficiali – una responsabilità civile e morale dovrebbe spingere qualunque essere umano entri in contatto con un sospetto o un’evidenza di abuso su minore, a rendere noto il fatto alla Giustizia. Tanto più una categoria sociale ammantata di una così evidente autorità spirituale, come la Chiesa, dovrebbe essere in prima fila per denunciare il Male. Ma “questo non avviene mai. Mai“.

Forno si dichiara sicuro che le alte autorità ecclesiastiche siano a conoscenza del fenomeno pedofilia diffuso all’interno delle istituzioni religiose, ma che preferiscano tacere.

Nessun prete pedofilo viene consegnato alla giustizia “terrena”, spesso la sanzione da parte del Vaticano si limita al trasferimento in una diversa diocesi. E così il Male continua, il contagio dilaga. “Non li puniscono perché li hanno scelti loro, educati loro, allevati loro, e quindi si creano dei legami di difesa, di protezione. E c’è soprattutto paura dello scandalo (…) una paura poco cristiana“.

Un prete che abusa di un bambino è più paragonabile a un genitore incestuoso che a un pedofilo di strada che insidia i bambini ai giardinetti…Bisogna partire da un dato di fatto: il sacerdote ha un enorme potere spirituale tanto che spesso viene chiamo padre“. Secondo il magistrato dunque l’abuso sessuale da parte dei preti pedofili avrebbe non solo le caratteristiche dell’assalto pedofilo, ma conterrebbe anche la simbologia dell’incesto. Un incesto non biologico ma spirituale, ma comunque devastante. A questo proposito Forno ricorda il caso di un sacerdote condannato a Milano: “nel confessare ragazze di 14 o 15 anni le faceva spogliare e le palpeggiava dicendo “lo vuole Gesù”. Ecco, il concetto del “lo vuole Gesù” è il punto d’arrivo dell’incesto spirituale“.

Fonte: Il Giornale

Giovedì 01/04/2010 da in , , , ,

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