La vera storia dei miei capelli bianchi: biografia privata e politica di Paola Concia

La vera storia dei miei capelli bianchi: biografia privata e politica di Paola Concia

La vera storia dei miei capelli bianchi – Quarant'anni di vita e di diritti negati esce l'8 maggio edito da Mondadori. E' la biografia scritta da Maria Teresa Meli, giornalista del Corriere della Sera, di Anna Paola Concia, unica deputata omosessuale dichiarata in Parlamento.

Il libro, scrive il Corriere, vuole essere "un esempio per i giovani" ed un "incoraggiamento" a non commettere gli stessi errori della Concia nel tentare inizialmente di nascondere e soffocare il desiderio, omosessuale o eterossessuale. E' appunto un inno al diritto ad essere felici e a combattere anche per questo diritto.
Dall'infanzia ad Avezzano in una famiglia di militanti dell'azione cattolica al primo amore Giulia, fino alla scelta di vivere pubblicamente il fatto privato del matrimonio con la compagna Ricarda: perchè in un paese che ancora si chiede perché i gay pride, perchè i coming out, la risposta è "perché il privato è pubblico se l'obiettivo è una liberazione, personale e collettiva".
Il libro è anche una ricostruzione politica, dalla candidatura da parte di Veltroni alle politiche ai compromessi accettati per combattere delle battaglie parlamentari:
Ecco allora la collaborazione con Mara Carfagna, ministro pdl per le Pari opportunità, per una legge sull'omofobia che pure non passerà, ecco l'amicizia con l'ex fascista (ora fli) Flavia Perina per andare nelle scuole a parlare di omosessualità, e perfino un dibattito acceso al centro sociale di destra Casa Pound. (…) Senza rancori ma senza sconti Concia cita l'immobilismo della Finocchiaro nella battaglia sui Pacs, le grandi liti con Rosi Bindi (e non solo) prima per le troppe ipocrisie sui Dico, poi per la cautela – o conservatorismo, omaggio al Vaticano, paura – con cui nel partito si discute di unioni gay. E ancora, c'è la critica a D'Alema per averla voluta usare come pedina ideale nel gioco politico impazzito per la segreteria regionale della Puglia, e la generale, delusa, gridata reprimenda a tutto il Parlamento ma alla sinistra di più per la mancanza di coraggio di chi potrebbe fare coming out e non lo fa (tra il 7 e il 9% i gay «velati» in Parlamento, come da media nazionale, secondo la Concia).

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Giovedì 03/05/2012 da in

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