L`arte è morta. Evviva l`arte

ANTIFUNZIONALE. Questo è il termine giusto per definire il tema portante di tutta l’arte dal dadaismo ad oggi. Perchè tutto parte da lì, dal caro e vecchio Marcel Duchamp che ha capovolto un gabinetto e ha stravolto tutto. Da quel momento la storia è cambiata. Non è interessato più a nessuno delle belle pennellate leccate e studiate alla maniera di Raffaello.. Della sezione aurea.. e nemmeno della prospettiva.

Che te ne fai di un gabinetto a capo all’ingiù? Mica ci puoi pisciare.

Che te ne fai di un sellino di bicicletta se ha le corna? Che fai? Ti infilzi le palle?

Che te ne fai di un ferro da stiro pieno con dei chiodi incastonati? Fabbrichi camicie coi buchi?

E sta tutto li il discorso! In questa società moderna dove tutto è costruito a misura d’uomo, per la funzionalità, la facilità e la semplicità di ogni nostro gesto. Dev’essere tutto sempre e per forza facile come bere un bicchier d’acqua.. All’arte non gli sta bene. Allora si rivolta cosi: creando oggetti al limite dell’impossibile.

Che cosa me ne faccio di una padella sporca d’olio? Eppure Tiravanija le ha regalate durante una sua performance, e chi se l’è prese..diventerà ricco.

Come faccio a giocare a biliardino se tra gli omini ci sono bicchieri candele e tazze? Eppure Daniel Spoerri è su ogni libro d’arte contemporanea.

A che serve un palazzo se è tutto impacchettato che non posso neanche entrarci? Eppure Christo e Jean Claude sono a posto per tutta la vita con quella genialata! Hanno impacchettato pure un’isola.

Il punto è proprio questo adesso: l’arte è una continua produzione di merce inutile. L’arte non risolve alcun problema, è la soluzione a problemi che non si pongono. c’è un autore che sostiene che l’arte sia scomparsa: Baudrillard nel suo libro "La sparizione dell’arte". In un mondo dominato dalle immagini, tutto è diventato oggetto estetico. Dalla pubblicità, ai marchi, ai vestiti, agli oggetti di design. E dal momento che tutto è oggetto estetico, niente più è oggetto estetico.

In un mondo di ricchi nessuno più è realmente ricco, rendo l’idea? Quindi siamo in un momento totalmente caotico, dove il valore dell’arte è diventato arbitrario, e affidato a critici che spendono e spandono parole su artisti più o meno mediocri. Siamo a un punto di stasi. Tutto è già stato fatto, le avanguardie hanno portato i più grandi cambiamenti. Tutto è già stato scoperto, e ogni cosa è stata liberata. Il ventesimo secolo è stato il secolo delle rivoluzioni e delle liberazioni in ogni campo: liberazione della donna, liberazione del bambino, liberazione delle pulsioni sessuali, liberazione politica. Siamo arrivati alla fatale domanda: "Cosa fare dopo l’orgia?". Ed eccoci qua, a riflettere su cosa sia davvero arte oggi, sul valore delle merci, e sulla sovrapproduzione di immagini e di oggetti estetici. In attesa di un evento che sconvolga questo caos e questa calma piatta, continuamo a rimanere a bocca aperta sullo scenario artistico mondiale. Non so dove arriveremo, forse l’arte è davvero scomparsa.

Paola Baccigalupo
redazione@gay.tv

Venerdì 11/09/2009 da in

Condividi questo articolo con i tuoi amici di Facebook

1
2
3
4
5
6
PIU' LETTI
9
10
torna su