Lettera d’amore di una ragazza lesbica a Belen Rodriguez [LEGGI]

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Cara Belen (virgola a capo)

Ho scritto e cancellato almeno 10 volte l’incipit di questa mia lettera per te. Ci sono tante cose che vorrei dirti, ma la prima è una e una sola “Belen, sei bellissima… e sei anche bonissima”. Mi permetto di dire “bonissima” essenzialmente per due motivi:
1) Sei fidanzata con un truzzo che te l’avrà detto mille volte che sei bona, per cui credo di non risultare troppo volgare ai tuoi occhi.
2) Se vai in giro con quelle robe al posto delle mutandesmetti di essere bellissima e diventi bonissima (e maiala).
Volevo dirti che ieri sono andata dal tatuatore più “cool” di Milano e ho prenotato il mio primo tatuaggio: una farfalla. Ho dovuto dargli un anticipo e mi sono dovuta fare prestare i soldi, perché con lo stipendio ho pagato l’affitto, ma per te farei debiti anche col diavolo, sappilo. Comunque, ho sempre pensato che le farfalle fossero un ottimo modo per acchiappare. Sai, tutta quella storia sulla collezione di farfalle tanto decantata nei film e nei libri, beh, l’ho fatta mia e incrocio le dita… magari riconoscerai la mia anca tra milioni di anche. No, sto vaneggiando e mi sudano anche le mani sulla tastiera.
Te l’ho detto che dopo il famoso sextape (che devo ammettere ho visto circa 37 volte ), sono andata al gattile e ho preso una micetta e l’ho chiamata proprio come te? E lei se ne sta lì e mi guarda, anche se le manca un occhio. Lo sai come siamo noi lesbiche con gli animali: andiamo a cercarli con il lanternino e scegliamo quelli problematici, quelli che nessuno vuole. Siamo pur sempre donne e la nostra mission è quella di essere crocerossine: redimere, rendere le vite migliori, avere la presunzione talvolta di salvarle.

Belen nuda

Ecco, vorrei porre l’accento su questa questione: lo sai che se tu scegliessi me non prenderesti più multe e non avresti bisogno di andare in giro senza slip su una moto? Io ho l’abbonamento ATM e sono dalla parte dell’ambiente. Ho un contratto a progetto e ho poco da offrirti, ma ho l’abitudine di regalare i fiori la domenica. Non le rose. Troppo banali, io regalo tulipani, una tipologia di fiore da regalare preferibilmente ancora chiusa. La bellezza sta nel vederli aprirsi il giorno dopo, appena sveglie, dopo averti portato il caffè a letto. Io non posso offrirti una casa in Corso Como, ma un appartamento in condivisione in Corso Lodi. Pensaci, io e te, giovani e felici.
Non sei stufa degli eccessi? Vabeh che i tuoi eccessi sono sempre meravigliosi… Potrei accompagnarti durante tutti i servizi fotografici che fai per Vanity Fair e sì, terrei la bocca chiusa quando in tre sono lì a spogliarti e in 10 a guardarti e a fare clic con le loro macchine fotografiche giganti.
Con me non dovresti abortire, potremmo adottare un bambino cambogiano, come Angelina che prima di conoscere te, era la mia preferita.

E poi mi sta anche simpatica tua sorella che in fondo non è niente di che eh.. Eppure dicono che i secondi sono sempre meglio dei primi… Bugia! Tu sei la più bella del mondo. Ti preferivo anche con le tue labbra naturali, ecco, sul seno naturale invece avrei qualche dubbio: così sei perfetta. E sei perfetta quando con quel tuo accento spagnolo dici “Sono la donna delle provocazioni” ma sì, provocami tutta la vita. Fai di me quello che vuoi. Calpestami pure (va a finire che mi piace). E mentre mi calpesti, dimmi tutte le parole italiane che iniziano con la “V”, sì, perché tu hai la perfetta “V” spagnola. Quando hai detto “Dirige l’orchestra il Maestro Beppe Bessicchio” stavo per svenire.
Canti, balli e metti in risalto l’inutilità della Canalis (a cui ho preferito la Corvaglia da sempre) e fai sembrare meno rincoglionito Morandi e addirittura più bassa quella cavallona di Ivanka che – diciamocela tutta – non è minimamente paragonabile a te e alla tua classe : cosa posso volere di più?
Io lo so che sei umile e sei dalla parte delle donne e poi sei anche una che ama sperimentare, dammi una chance, io posso renderti felice e possono testimoniarlo tutte le mie ex e anche la tipa con cui sto uscendo adesso. La smollo al volo eh, chi se ne frega, tanto neanche stiamo insieme. Sperimenta con me, noi donne siamo come la cioccolata: una volta che la provi non torni indietro. Se servisse a farmi sembrare migliore, giuro che mi farei mettere in galera e scrivere un libro su quanto in questo mondo ci siano congiure ingiuste verso le persone buone. Ah, quasi dimenticavo, io so giocare anche a calcio ovviamente, non ti farei rimpiangere neanche l’aitante fisico di Borriello che tra l’altro è mio coetaneo.

E poi ho gli occhi verdi e grandi, hai ascoltato la canzone di Celeste Gaia al Festival? Lei ha un’idea precisa di cosa voglia dire: "Verdi, verdi, mi piacciono gli occhi verdi, mi sanno di calma interiore e equilibrio. Li ho sempre associati all’amore". Ci hai mai pensato? E allora chiamami Carlo se vuoi, chiami come vuoi, non mi chiamare mai. Fai tutto quello che vuoi.
E se davvero neanche questa lettera non ti ha convinta, beh, abbasserò il tiro e ascoltando Someone like you di Adele piangerò e mi farò bastare il suo di sextape, a malincuore ma lo farò.
Tua sempre, per sempre
B.

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Venerdì 24/02/2012 da in

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