LeTutine di Zelig










LeTutine” sono la parentesi frociara di Zelig. Finalmente un siparietto che prende in giro i finocchi e li prende in giro proprio sugli stereotipi più tipicamente amati dagli eterosessuali: balletti ammiccanti, motivetti gay come I WILL SURVIVE, nonché le ridicolissime tutine di lycra, aderentissime e coloratissime.
Questo piccolo capolavoro di coraggio e risate è diventato un cult per raffinati autoironici, anche se non manca chi se l’è presa (ma si sa che non tutti i gay sanno ridere di se stessi e in fondo è anche comprensibile).

Il Trio è formato da Cristiano Di Calisto (26 anni di Roma), Rocco Ciarmoli (34 anni di Montefalcone BN), Luca Drago (27 anni di Imperia).





Un po’ di storia: i tre si uniscono dopo aver percorso differenti esperienze formative, tutti comunque provenienti dalla Scuola di Teatro di Arma di Taggia. Alla ricerca di diversi metodi di espressione, i tre attori trovano nel maestro Antonio Fava della Scuola di Commedia dell’Arte il binario giusto per lo studio del movimento delle maschere comiche del ’500, unito all’acrobatica, alle danze rinascimentali, fino ad arrivare al tango.
In seguito si ritrovano a studiare alla Scuola Internazionale dell’Attore Comico di Reggio Emilia, sempre seguiti dallo stesso Fava: lo scopo, quello di creare uno spettacolo comico da portare in teatro, che possa contenere i loro pezzi ballati.

Ecco allora “LeTutine” di oggi che portano a spasso uno spettacolo su base “dance”, come direbbe un bravo mixatore, creando sul palco una serie di situazioni spinte all’inverosimile, eppure sempre abitate da personaggi di volta in volta riconducibili al reale.







Abbiamo raggiunto telefonicamente Cristiano Di Calisto





Cristiano, come nasce l’idea scenografica de LeTutine (cioé le tute di nylon aderenti e colorate)?

Per caso, 3 anni fa volevamo inscenare un balletto che prendesse in giro le band anni ’80, hai presente?, tipo Duran, Europe eccetera. Ci facevano troppo ridere questi soggetti che dal palco, agghindati con improbabili vestiti lamierati, cantavano seguiti da gridolini di ragazzine adulanti. Così, abbiamo pensato: se noi tre, con queste facce che abbiamo, facessimo qualcosa del genere, restando seri? E infatti il contrasto gioca a nostro favore. Metti ‘ste facce, i micromovimenti che facciamo e le tutine aderenti e il gioco è fatto. Ah le tutine, le trovammo all’inizio per caso in un negozio di costumi. Erano in svendita buttate in un cesto.










Siete due piccoli e un lungo, che mettete sempre al centro: non ti sembra un po’ fallica come scenografia?

Mah sai, molti ci vedono tante cose: la barca a vela, la piramide, il fallo, ognuno ha i suoi problemi e ci vede quelli…


Secondo te i gay vi amano o vi odiano?

Non ci risulta ci odino, anzi.

Devo dire comunque che in generale ci trovano divertenti tutti, uomini, donne, etero, gay, bambini, anziani.







Se vi proponessero di fare le veline accettereste?

Ovviamente come ruolo immagine no, però devo dire che se ci proponessero, chessò, di fare un giorno alla settimana Striscia al posto delle veline, come tutine, beh… sarebbe troppo bello. Almeno un giorno alla settimana niente culi e tette, ma pacchi e lycra.


In che genere di locali portate il vostro spettacolo?

Lo portiamo nei teatri e nei locali comunque predisposti al cabaret. Noi abbiamo bisogno di spazio e di attenzione del pubblico.







LeTutine sono davvero di lycra o di volgare nylon?

No, sono effettivamente di lycra, abbiamo una sartoria di Roma che ce le fa su misura. Anche la nostra email lo ricorda: lycra@letutine.it






Puzzate molto dopo uno spettacolo?

Beh quando c’è caldo, sotto la lycra si raggiungono anche i 58° C. Infatti preferiamo quando c’è freddo. Comunque per evitare spiacevoli aromi, di solito ci cambiamo tra un balletto e l’altro.







Ospiti di CloseUp il 12 Marzo »









giuliano@gay.tv

Lunedì 16/12/2002 da in

Condividi questo articolo con i tuoi amici di Facebook

1
2
3
4
5
6
PIU' LETTI
9
10
torna su