L’ossessione di Benedetto XVI

Chi si aspetta aperture e rivoluzioni dall’ultimo libro intervi
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Chi si aspetta aperture e rivoluzioni
dall’ultimo libro intervista del papa rimarrà profondamente
deluso. Le sue parole, come si evince dagli stralci che,
quotidianamente, televisioni, radio, riviste e quotidiani hanno
premura di farci conoscere, ci consegnano la figura di un uomo
arroccato sulle sue posizioni che non comprende la gravità del
diffondersi di una malattia terribile e attuale come l’HIV (per
non parlare delle altre malattie sessualmente trasmissibili) e che
vede l’omosessualità come una prova da superare.

Un male quindi, qualcosa di moralmente
inaccettabile che può far capolino nella vita delle persone e
che queste sono tenute a rifiutare, da bravi cristiani come, ogni
giorno, si rifiuta Satana. Una prova quindi, probabilmente proprio
una prova del male che l’entità superiore che qualcuno
chiama Dio metterebbe sulla nostra strada per “testare” la nostra
fede.

È preoccupante questo pensiero
ed è agghiacciante che a diffondere questo “verbo” sia la
persona che è a capo della maggiore istituzione religiosa del
paese, se non del mondo, una persona che gode della possibilità
di parlare a milioni di persone e che, quindi, contribuirà a
diffondere l’odio nei confronti delle persone omosessuali viste
impersonificazione del male..

Nessuno si aspetta parole di conforto
da parte del papa nei confronti delle persone omosessuali che
vengono, quotidianamente, violentate, umiliate, uccise, imprigionate
e torturate in diverse parti del mondo, nessuno spera che la
misericordia cristiana e l’amore per il prossimo potessero
comprendere anche gay, lesbiche, bisex e trans che sono da sempre
oggetto dell’odio razziale di religioni e totalitarismi di destra e
di sinistra.

Nessuno pretende neppure che la
religione, il papa e il vaticano, che ad oggi è una delle
istituzioni più potenti al mondo, cambi idea
sull’omosessualità. Sappiamo tutti qual è il pensiero
e l’ideologia del potere ecclesiastico. Solo vorremmo che si
evitasse, quotidianamente, di far propaganda a dichiarazioni omofobe,
pericolose e prive di una qualsiasi logica.

Le posizioni dell’ex cardinale
Ratzinger sembrano abbracciare quelle di un altro individuo molto
vicino al mondo religioso e cattolico, Joseph Nicolosi, il quale
sostiene di poter far superare agli uomini la difficile prova
dell’omosessualità. Parlare di una naturale variante
dell’orientamento sessuale come di una prova da superare significa
sostenere che dall’omosessualità si può “guarire”,
che si deve rinunciare alla propria natura in favore di una
sessualità eterosessuale imposta dalla società sia a
livello culturale che ideologico.

Le parole del papa, lette in
quest’ottica, sono gravissime perché affermano che non si
deve e non si può accettare la propria natura ma occorre
lottare contro di essa andando così a creare problemi a tutti
coloro che, per cultura o per debolezza, già non si accettano.

Se il papa la smettesse di pontificare
dall’alto del suo castello dorato, ricoperto di drappi preziosi e
ori di ogni genere come un imperatore bizantino, e scendesse in
strada a vivere la quotidianità come fanno le persone comuni,
forse si renderebbe conto del male che fa ogni volta che parla di
omosessualità come di una prova o di un male per la società.

Marino Buzzi

Martedì 23/11/2010 da in , ,

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