Lucia Annunziata è contro i gay anche se non lo sa [VIDEO]

Lucia Annunziata è contro i gay anche se non lo sa [VIDEO]

La salute di un paese dipende dalle parole. Il loro utilizzo disciplina l’evoluzione di una nazione. La crescita dell’Italia, in questo momento, è congelata dai continui fraintendimenti proposti dai mass media. Per alcuni protagonisti dell’attualità non è ancora chiara la differenza che c’è tra le parole notizia e gossip. La prima racconta un fatto documentabile. Il secondo esiste a prescindere dalle fonti. Gossip sembrava Notizia nella puntata di In 1/2h intitolata “Italia no gay”. Il dibattito sull’omofobia organizzato da Lucia Annunziata aveva come punto iniziale l’omosessualità di Lucio Dalla. La giornalista ha ribadito che il cantante era gay senza dimostrare ai propri telespettatori che la sua tesi si basava su delle prove inconfutabili. Annunziata e gli altri giornalisti che in queste ore farciscono i propri ragionamenti di aggettivi, probabilmente, non sanno che il cantante parlò del suo orientamento sessuale a Babilonia all’inizio degli anni ’80.

Il fraintendimento sulle fonti non è l’unico esibito con orgoglio dalla giornalista a cui, probabilmente, non è chiara la differenza che c’è tra un funerale e una manifestazione. Il primo è un sacramento disciplinato da un sacerdote. La seconda prevede il coinvolgimento del maggior numero di persone. Solo per loro istanze servono le telecamere. Durante la puntata di In 1/2h Funerale è diventato Manifestazione. A Bologna, per seguire le esequie di Lucio Dalla, c’erano due partecipanti del talk di Annunziata. I due erano sul posto perché gay. Il loro orientamento sessuale è stato presentato al pubblico di RaiTre prima delle loro storie, personali più di un aggettivo identificativo. Per l’ex presidente Rai il vissuto dei suoi ospiti era meno importante del sottopancia trasmesso dalla televisione. Annunziata ha precisato l’orientamento di ogni persona ospite di In 1/2h.

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Queste sfumature sono inedite per il programma. Fino ai ieri il telespettatore seguiva la trasmissione senza immaginare il movimento di lenzuola degli ospiti. Il dinamismo delle idee erano più che sufficienti. Le vere e nuove necessità dovrebbero essere altre. I fan di Paola Concia, deputata Pd, e Paolo Patané, presidente di Arcigay, dovrebbero chiedersi se le loro speranze sono ben riposte. Entrambi, infatti, hanno preferito non contraddire Lucia Annunziata che davanti a loro ribadiva l’errore commesso a Servizio Pubblico. Per la giornalista, ieri come oggi, sostenere che i gay debbano essere portati nei campi di sterminio è solo una provocazione non riconducibile al reato punibile, in altri stati, con due anni di carcere.

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L’errore, evidentemente, è il perno della carriera della giornalista da sempre impegnata nel racconto degli sbagli altrui. Sul viale del Potere, probabilmente, Annunziata ha smarrito la persona, la stessa che anni fa avrebbe detto ai giovani cronisti che il professionista migliore è quello che con le sue azioni diventa un buon esempio. Per chiedere scusa bastavano solo trenta secondi.

Giovanni Molaschi

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