Marianna Pizzolato: `La verita` vince sempre e comunque`

Il mezzosoprano Marianna Pizzolato ha iniziato gli studi musicali a Palermo con Claudia Carbi, completati poi al Conservatorio “V. Bellini” di Palermo. Partecipa alle master class tenute da Magda Olivero and e Anita Cerquetti. Le sue qualità vocali e interpretative si sono messe in luce in un repertorio ch va da Monteverdi, Vivaldi, Bach, Handel fino a Schubert, Schumann, Brahms , Wolf, De Falla, Debussy e Milhaud. Il suo debutto operistico risale alla stagione 2002/03 interpretando il Tancredi di Rossini a Pesaro. Subito dopo è stata Rosmira nell’opera di Vivaldi Rosmira fedele a Nizza. Nel 2003 ha debuttato al “Rossini Opera Festival,” come Marchese Melibea ne Il viaggio a Reims, dove è ritornata nel 2004, come protagonista del Tancredi, nel 2005 (Stabat Mate),2006 (L’Italiana in Algeri), 2008 ( Ermione), 2009 (Zelmira). Tra i suoi prossimi impegni troviamo l’esecuzione e la registrazione per “Opera Rara” della Linda di Chamounix al Covent Garden di Londra e L’Italiana in Algeri a Santiago del Cile.
La sua discografia comprende, tra l’altro, Glia amori di Apollo e di Dafne di Cavalli (cd “Naxos”), La donna del lago (cd “Naxos”) L’Italiana in Algeri e l’Ermione di Rossini (dvd “Dynamic”).

Il tratto principale del tuo carattere?
La determinazione.

Il tuo principale difetto?
Una certa impulsività nei comportanti, da apparire aggressiva

Segno zodiacale?
21 marzo, cuspide pesce-ariete. Mi sento decisamente ariete

Superstiziosa?
Assolutamente no

Cosa volevi fare da grande?
Sono un geometra. Poi mi sarebbe molto piaciuto occuparmi del sociale, direttrice in una comunità e infatti avevo iniziato a studiare scienze della formazione, ma la mia vita ha preso poi un percorso diverso.

La musica come è arrivata?
Ho iniziato a studiare il sax all’età di 12 anni, sono poi entrata nel coro della Cappella del duomo Monreale. Avevo 16 anni quando il direttore del coro mi ha incoraggiata a dedicarmi al canto. Inizialmente mi sono mossa su vie parallele: come ti dicevo ho studiato da geometra e poi l’università, contemporaneamente studiavo musica.

La svolta quando è stata?
Beh, la prima scelta l’ho fatta quando, invece dell’Università sono andata al Conservatorio. Pochi giorni dopo il diploma, casualmente, mi è stato rivolto l’invito ad andare a seguire una “master class” tenuta da Enzo Dara al Teatro Comunale di Piacenza e legata a una produzione del Tancredi. Io da vera “folle suicida”…In questo mi ritengo impulsiva!…Preparai l’aria di Tancredi (sconsigliatami caldamente da chi me lo aveva proposto…) Era la mia prima audizione in assoluto. Mi scelsero proprio come Tancredi e così ho iniziato tutto.

Possiamo dire che è stata una follia che è andata a buon fine.
Beh,si, in questo caso direi proprio di si.

La tua ambizione da bambina?
Sognavo tante cose. Volevo essere mamma, dottoressa e di diventare suora. Ma cantavo sempre con dei finti microfoni.

Un’immagine della tua infanzia?
Io sono vissuta a Chiusa Sclafani, il paese dove è stato girato il film “Nuovo cinema Paradiso”. Un luogo dai colori e Ho vissuto in un mondo che ha un colore e un sapore unico. A proposito di sapori, ricordo sempre il pane con lo zucchero che mi faceva mia nonna. Lo bagnava nel latte e poi lo inzuccherava. Era di una bontà infinita.

Sono quei sapori che ti rimangono stampati nella memoria in modo indelebile.

La tua famiglia ti ha sostenuto nelle tue scelte?
Assolutamente si. Mi reputo fortunata in questo. Quando ho deciso di dedicarmi al canto, tutti e in particolare mio padre mi hanno incoraggiato ad affrontare questa avventura.

Cosa ti manca di più della tua vita di oggi?
Sicuramente una quotidianità, che sicuramente si perde. Abito a Roma, ma ho una casa nella campagna siciliana. E’ il mio rifugio dove ritrovo la mia linfa vitale.

La delusione più grande?
Avere riposto la fiducia in una persona che credevo amica e che invece non lo era. Mi è accaduto proprio in questi giorni e, sono sincera, devo ancora accusare il colpo!

Che importanza dai al denaro?
provengo da una famiglia di operai, quindi so quello che vuol dire non averne. Questo non toglie che e comunque credo di avere un rapporto assolutamente equilibrato con i soldi. Ovvio, aiutano e non poco, ma non sono quelli che ti danno la vera qualità della vita

In cosa ti ritieni spendacciona?
Scarpe, vestiti e profumi.

Un tuo sogno ricorrente?
Sogno alberi, non so che significato possa avere

La musica che ascolti di sottofondo a casa tua?
Ascolto tanta musica classica (adoro il violoncello e Jaqueline Du Prè..) ma piace anche Fiorella Mannoia, poi ascolto fado, jazz, Billy Holliday, Stefano Bollani.

L’ultimo libro che hai letto?
L’eleganza del riccio” di Barbery Muriel, mentre adesso sto leggendo “I delitti di via Medina-Sidonia” di Santo Piazzese. Un libro divertentissimo.

Il libro che hai amato in assoluto?
“Anima mundi” di Susanna Tamaro, più che altro perché è legato a un momento particolare della mia vita.

Di cosa hai più paura?
Di stare terribilmente male.

La cosa che ti imbarazza di più?
Quando si parla troppo di me.

La cosa che non sopporti in assoluto del tuo lavoro?
La tanta ipocrisia che circola. Tanti sorrisi che, in realtà, sarebbero delle pugnalate. Io ho dei carissimi colleghi, veramente cari, ma tra questi ho pochissimi amici, ma pochi davvero!

La tua più grande ambizione?
Vivere davvero ogni momento. Con ogni suo turbamento. Dice la canzone “la vita va da sola”.

La tua più grande sfida?
Rimanere sempre me stessa.

La situazione più rilassante?
La mia casa, il mio giardino, una bel

Mercoledì 23/09/2009 da in

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