Maternità surrogata o “utero in affitto”: 10 cose da sapere per farsi un’opinione chiara


Maternità surrogata o “utero in affitto”: 10 cose da sapere per farsi un’opinione chiara

Padri gay

In questi giorni il dibattito sulla famiglia, sull’adozione gay e sulla surrogazione di maternità è più acceso che mai, anche in seguito alle dichiarazioni controverse di due noti stilisti. Ma di cosa parliamo quando parliamo di surrogazione di maternità? Ecco 10 cose da sapere per chiarirsi le idee.


1. Che cos’è la maternità surrogata

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E’ la pratica per cui una donna, volontariamente, decide di portare avanti una gravidanza per altri, dall’impianto degli embrioni (fecondati in vitro) fino al parto, e rinuncia ai suoi diritti di mamma sul nascituro.


2. Come si chiama

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I nomi sono tanti. Si parla di GDS (Gestazione di sostegno) o GPA (Gestazione per altri), ma anche di Surrogazione di Maternità o Maternità Surrogata. Apertamente polemica seppure molto diffusa è invece l’espressione “Utero in affitto” che svilisce il ruolo primario della donna portatrice.


3. E’ legale?

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No, non in Italia. La Legge 40/2004 sulla procreazione assistita vieta di praticare la GPA, di commercializzare gameti o embrioni e di fornire informazioni su dove essa può avvenire. Le pene sono molto severe: da tre anni di reclusione a multe fino al milione di euro. Tuttavia sempre più cittadini italiani vi ricorrono all’estero e una volta tornati in Italia possono ricondurre con sé i bambini avuti in questo modo senza affrontare conseguenze penali di alcun tipo.


4. In quali Paesi è legale?

Utero in affitto

Tra i Paesi dove è legale ricordiamo l’India, l’Ucraina, alcuni degli Stati Uniti, il Canada, la Grecia (ma solo per donne sterili), l’Inghilterra, la Russia.


5. E’ solo per i gay?

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No, anche se per le coppie gay può essere l’unico modo di diventare genitori. Alla GPA ricorrono anche coppie eterosessuali sterili, coppie lesbiche, single sia etero sia gay.


6. Perché una donna dovrebbe farlo?

chi tutela la donna

Una donna che decide di offrire il proprio corpo a una coppia sterile o omosessuale o a un single dovrebbe essere motivata non dall’interesse economico ma dal desiderio di compiere un atto di generosità e d’amore. La donna dovrebbe inoltre essere informata, consapevole e operare la sua scelta in piena autonomia di giudizio.


7. Una donna è davvero libera di scegliere?

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Questo è uno dei punti più delicati su cui insiste chi critica la GPA. Effettivamente in alcuni Paesi dove la GPA è legale, come l’India o l’Ucraina, può sussistere il reale pericolo che la donna portatrice sia sfruttata, costretta o, nel migliore dei casi, mossa da mero interesse economico.


8. Di chi sono gli ovuli?

di chi sono gli ovuli

Dipende. Ci sono due differenti di GDS. In quella tradizionale gli ovuli sono della donna che porterà avanti la gravidanza. In quella gestazionale, gli ovuli provengono da un’altra donna detta donatrice.


9. Chi tutela la donna?

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Nei Paesi in via di sviluppo, è alta la possibilità che la donna non sia minimamente tutelata. Viceversa nei Paesi occidentali dove la GPA è legale la sicurezza della portatrice è garantita da scrupolosi controlli e assistenza delle cliniche specializzate.


10. Che rapporto mantiene la donna col figlio?

coppia gay con madre surrogata

La donna portatrice deve essere in totale accordo con la coppia di futuri genitori sotto ogni punto di vista anche per quanto riguarda i futuri contatti col figlio, che, se entrambe le parti lo desiderano, potranno essere mantenuti negli anni.

Venerdì 20/03/2015 da Fabio Genovese

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