Niente bacio gay a Sanremo 2012. Ma che freddo fa.

Niente bacio gay a Sanremo 2012. Ma che freddo fa.

S’è aperta con un micidiale mix composto da inno di Mameli, Beatles e Alda Merini l’ultima serata del Festival di Sanremo 2012 (vedi video su Repubblica.it >). Sul palco un’infinità di baci, ma solo di coppie eterosessuali.

Con l’impaccio di un 68 enne travolto dall’incapacità di gestire il proprio egocentrismo, Gianni Morandi ha spalmato mera ignoranza sulla questione gay durante tutto il festival. Sì, c’è; eccome se c’è una “questione gay” in questo paese. Abbiamo assistito sul palco a un effluvio di stelline su sfondo blu (orrendamente perugina by nestlè) che luccicavano su baci schioccati tra tutte le possibili coppie eterosessuali, rigorosamente dotate di pene e vagine d’ogni estrazione e razza. Nessuno spazio per un bacio tra due ragazzi, tra due donne, tra due anziani omosessuali. La messa in scena della calma piatta, della norma fatta eccezione, della sospensione cerebrale. La sparizione del dubbio, della virgola, della curva. Un’autostrada dritta e arrogante, indefessamente lanciata verso dignitosissimi e opachi orizzonti di conti in ordine e triple A. Che tecnica! Che noia maledetta!

Eppure il palco dell’Ariston è “quel” palco. Che fu di Anna Oxa e Patty Pravo. Mia Martini e Nada. Loredana Bertè (!) e Whitney Houston. Spice Girls e Mina. Raffaella Carrà e Madonna. Tanto per pescare a vuota mazza nel mare magnum di icone che gli eterosessuali hanno amato in conseguenza di un’acclamazione gaia. Lasciatemi fare un po’ di gay pride gratuito: abbiamo bagnato quel palcoscenico di glamour e luce, dramma ed emozioni, per non vederci rappresentati neanche in un momento di baci.

Voglio dare un senso al Sanremo 2012 di Mario Monti Presidente: è stato la perfetta rappresentazione della fase “martelliamoci le palle ce lo siamo meritati” in cui ora si trovano gli Italiani. E certo il vate Grasso del circo televisivo ha ben da sottolineare che dalla farfalla del premio Nobel Eugenio Montale siamo passati alla farfalla di Belen – non senza passare per la farfallina eroina di Luca Carboni, aggiungerei – ma qui è evidente che il clima da finito impero berlusconiano ha lasciato un horror vacui di estro e creatività che ci ha cristallizzati: immobili, arresi ai soliti idioti che razzolano l’aia mentre noi ce ne stiamo fermi. Incapaci anche di indignarci perché tanto più baci, più taci. Ma che freddo fa.

Giuliano Federico

 

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Martedì 21/02/2012 da in ,

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