Omofobia: ecco il video della rissa su Canale 5

Follia. Ecco cosa ha guidato la
trasmissione “Domenica Cinque” di ieri. Nella trasmissione
per famiglie si è tentato di parlare di Omofobia, ma è stato
tutto vano. La scelta della maggior parte degli ospiti è stata
oculata e lasciava premettere una trasmissione interessante,
ma due di questi sono stati scelti probabilmente per la loro
incompatibilità. Il primo, Alessandro Cecchi Paone, è noto
per le performance Tv accese, non ultima quella che l’ha visto
protagonista a “La Vita in Diretta” insieme ad Alessandra
Mussolini; il secondo è l’anonimo (fino a sabato) Maurizio
Ruggiero
, presidente dell’Associazione Sacrum Imperium,
movimento legittimista cattolico ultra conservatore (guarda
il sito ufficiale di Sacrum Imperum
). Movimento dalle idee
singolari, come si evince dalle parole di Ruggiero rilasciate alla
rivista “Pride” tempo fa: “La Rivoluzione francese ha
rappresentato un baratro spaventoso,
un esplosione satanica
senza precedenti
e soprattutto ha distrutto quel principio
sacrosanto che è la regalità sociale di nostro signore Gesù
Cristo
” come, per esempio, l’illuminismo e la fine delle
monarchie assolute.

Il programma si apre con il video
testimonianza di Dino, l’uomo accoltellato da “Svastichella” a
Roma questa estate (guarda il video>). Al rientro in studio la
conduttrice Barbara D’Urso presenta gli ospiti, in studio regna un
ordine reverenziale nei confronti del filmato appena trasmesso. Ma
la calma dura poco
.

A soli 3 minuti Ruggiero riprende una
coppia gay di Savona che ha fatto richiesta di matrimonio in comune,
ricordando che la legge in Italia non lo permette e che per le coppie
“sodomitiche” la parola matrimonio non è adatta. Ma i toni si
alzano solo un minuto più tardi, dove lo stesso “tradizionalista”
provoca Cecchi Paone con l’infelice battuta: “Lei ha un
cognome con l’accrescitivo Paone… pallone
”. Da qui il
tracollo.

Ruggerio sferra a destra e a manca
anatemi e maledizioni (Cecchi Paone “brucerà tra le fiamme
dell’inferno
”), tutti i presenti sbraitano contro l’ultra
cattolico, fino ad arrivare ad un ragazzo che affronta il religioso
con fare deciso e “violento”. Il resto è noia.

Se l’unico modo per portare
all’attenzione pubblica la questione omofobia è inscenare giorno
dopo giorno risse televisive, sarebbe forse meglio non parlarne
affatto.

L’informazione e la discussione sono mezzi efficaci, le
guerre verbali sono armi boomerang
. Il rischio è che 30 minuti
di follia televisiva spazzino mesi (se non anni) di manifestazioni,
azioni atte a smuovere l’opinione pubblica e sensibilizzazione al
problema dell’omofobia.

Lunedì 19/10/2009 da in , , , , , ,

Condividi questo articolo con i tuoi amici di Facebook

1
2
3
4
5
6
PIU' LETTI
9
10
torna su