“Quel gay nella Capanna”: ovvero la difficoltà di essere se stessi a Natale. COMMENTA

“Quel gay nella Capanna”: ovvero la difficoltà di essere se stessi a Natale. COMMENTA

Quest’anno sono stati ancora tanti i messaggi ricevuti di uomini, soprattutto giovani, che lamentavano l’impossibilità per qualsivoglia motivo (più o meno condivisibile) di fare coming out in famiglia. Ed ecco che le feste natalizie si prospettano tutt’altro che gaie per alcune coppie omosessuali.Soprattutto al sud? Sono molti i gay e le lesbiche meridionali che spesso con la scusa del lavoro –che a guardar bene non è affatto tale- si trasferiscono nelle grandi città del centro-nord come Roma e Milano, dove finalmente ritrovano una propria dimensione e riescono a vivere serenamente la propria sessualità e vita affettiva.
La stessa cosa accade in altre parti del mondo, come per esempio in Russia; migliaia di ragazzi lasciano la propria patria per tornare a respirare all’estero. E così via…

È tutt’altro che lieto e buono il Natale quando la persona che amiamo non può essere al nostro fianco, e quando siamo costretti a scegliere se aprire i regali e mangiare gomito a gomito con i cugini, gli zii e i fratelli, oppure con la persona con cui, fino al giorno prima, siamo usciti di casa per andare a lavoro, o per dare un esame all’università; con cui ci siamo vestiti al mattino nello stesso bagno e abbiamo fatto colazione.
"Be’, scemo chi sceglie di stare con i parenti, se questi non accettano il suo compagno/a, quindi se non accettano lui!"
Èdavvero così semplice?
Per molti gay il Natale diventa il periodo più teso dell’anno. Molti cercano di barcamenarsi fra telefonate appartate dalla moglie e dai figli per scambiare due parole con il proprio compagno, o dai genitori, o dai compagni di scuola.
Molti uomini di Chiesa ricordano che Gesù nacque in una famiglia che visse il proprio dramma proprio in questo giorno: ecco Maria – donna incinta e non sposata; le difficoltà di un lungo viaggio senza un posto dove stare… È per questo che alcuni portano il Natale come esempio del momento più azzeccato per darci da fare e affrontare ciò che pare "indebolire" la nostra famiglie. Il momento della riconciliazione. Eppure, di fronte a queste parole molti bigotti pensano: "Ecco, se dev’essere un momento di riconciliazione, allora non fare il ricchione del presepe, il gay nella capanna, e non rovinare tutto venendotene fuori col fatto che sei gay quando la zia Palmira ti chiede perché ancora non sei sposato!".
Insomma molti scambiano il Natale, il momento propizio per aprire il nostro cuore alle persone a cui teniamo di più, con la circostanza meno adatta per “fare scenate”, la situazione ottimale per “imparare a chiudere quella boccaccia”. Cercare di rendere parte della nostra vita le persone a cui vogliamo bene diventa in questo modo sconveniente, così come lo è parlare di politica a tavola, intorno al capretto al forno con patate. Il Natale diventa insomma l’ennesima occasione per discriminare e far soffrire anche le persone a cui ci sentiamo più legate, allontanandole sempre di più da noi.
Quindi ecco il mio terzo consiglio per gli acquisti di Natale di quest’anno, un regalo per la mamma o la zietta fondamentalista: "Iglesia católica y homosexualidad"(Editore Nueva Utopía, 2006, p. 224 ) diRaúl Lugo, sacerdote dello Yucatán (Messico)che spiega come Gesù di Nazaret non abbia mai condannato gli omosessuali, e che“chiunque sia discepolo di Cristo, debba necessariamente stare accanto alle persone che soffrono, a prescindere dal giudizio morale che si possa ad esse attribuire”.
A proposito di indignati "Padre Lugo è un appassionato di letteratura. Le ingiustizie, la manipolazione della fede e la mancanza di rispetto verso i più poveri lo sdegnano. Per questo, dal 1991 prende parte a Indignación, un’organizzazione civile che promuove l’esercizio dei diritti umani nelle comunità maya dello stato dello Yucatán; è, inoltre, amico e pastore dell’Oasis de San Juan de Dios, albergo ubicato nel comune di Conkal che accoglie gli ammalati di HIV/aids. […] autore di “Las trampas del poder” (“Gli inganni del potere”); “Flor que nace de la muerte” (“Fiore che nasce dalla morte”)" etc…
In questo volume Don Lugo difende la diversità sessuale. Sul suo testo, pubblicato in Spagna dalla Casa Editrice Nueva Utopía, è stata fatta istanza vaticana. "La Chiesa deve condannare l’omofobia" legge l’intervista di Christian Rea Tizcareño al sacerdote messicano "D’accordo con Lugo, le chiese cristiane dovrebbero mettere seriamente in discussione il proprio discorso religioso per capire se, ideologicamente, incoraggiano o meno i mali sociali come l’omofobia; infatti non troviamo né nelle prediche, né nella prassi di Gesù alcuna critica all’omosessualità; al contrario, pare che Egli abbia sempre dato poca importanza agli argomenti di sessualità”.
Un altro testo molto interessante potrebbe essere“Gesù non l’ha mai detto” di Bart D. Ehrmanche, come recita il sottotitolo, spiega“Millecinquecento anni di errori e manipolazioni nella traduzioni dei vangeli”,palesando almeno la possibilità che non tutto ciò che sta alla base di molte discriminazioni stupide che resistono ancora oggi non hanno alcun fondamento.
Detto questo, se vi andrà ancora di capire perché soprattutto il meridione d'Italia sembra non essere stato assolutamente toccato dal vento fresco dell'Illuminismo e perché qui sopravvivano elementi "magici" piuttosto che razionali, vi consiglio"Sud e Magia" un classico, di E. De Martino con introduzione di U. Galimberti(ed. Feltrinelli).
Vi auguro di nuovo buon Natale e ci sentiamo presto.

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Giovedì 29/12/2011 da in , , , , ,

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