Il mio ragazzo effeminato mi mette in imbarazzo! – La Posta del Cuore

ragazzo effeminato 2

Ciao Steve,
Visto che hai dato un ottimo consiglio al ragazzo che si è innamorato di un “bruttino”, ti scrivo per un “problema” simile. Sto uscendo con un ragazzo, ci troviamo bene, però lui vorrebbe cominciare a frequentarci “pubblicamente” ma a me non va. Il motivo? Beh… lui è molto femminile. Insomma mettiti nei miei panni: ho cominciato a frequentare ragazzi solo da pochi mesi, ho fatto coming out da pochissimo, solo con alcuni miei amici, come faccio ora a portare un ragazzo che si atteggia e si veste in modo decisamente femminile e si trucca? A me lui piace, ma vorrei aspettare.. Non perché mi vergogni di lui sia chiaro, ma perché insomma…non voglio farmi vedere in giro da tutti con una mezza donna, e se lo sapessero i miei genitori?
Come posso fare? Luca


Facciamo un gioco: chiudete gli occhi e immaginate un elefante, una fragola e una ragazza lesbica.
Scommetto che i più hanno pensato a un animale grigio, a un frutto rosso, e a una ragazza abbastanza maschile. Eppure se ci pensiamo un attimo gli elefanti sono colorati di rosa in Dumbo, le fragole sono verdi quando stanno maturando, e ci sono un sacco di donne lesbiche che sono più femminili della nostra mamma. E allora perché siamo abituati a vedere i gay secondo lo stereotipo del ragazzo effeminato?
Caro Luca, l’accettazione di se è un percorso decisamente difficile e talvolta un pò lungo. Sopratutto se si è “soli” in questo percorso o se chi è vicino a noi è già più avanti in un percorso di accettazione simile.

Il mondo gay è un mondo molto vasto: ci sono avvocati, imprenditori, ragionieri, impiegati, shampisti e truccatori. Ci son ragazzi così “insospettabili”, passami il termine, che guardandoli riesci tranquillamente ad immaginarli in un bar in alta Val Trompia, mentre ridono e fanno cori da stadio per fare casino. E ci sono anche ragazzi che lo fanno davvero.
Allora perché quando pensiamo a un ragazzo gay pensiamo subito a un effeminato, uno skinny boy, truccato e con la frangetta?

ragazzo effeminato

Anni di Gay Pride, sfilate, e le nostre abitudini di stile nel nostro modo di vestire e acconciare, hanno mostrato al mondo soprattutto il nostro lato un po’ più esteta, quello più interessato alla cura del corpo. Vero è che essere gay non è questione di stile, ma sicuramente è ancora nello stereotipo che “il gay” si curi della sua estetica più di un etero (sebbene i metrosexual prima e gli hipster poi abbiano mostrato il contrario!)
E automaticamente può scattare questo sentimento di “discriminazione” nel quale un ragazzo poco maschile viene immaginato meno uomo. Ne abbiamo parlato spesso: gli effeminati vengono, ahimé, spesso discriminati dai cosiddetti gay “virili”.

Io non sono il tipo esattamente macho. Insomma: è evidente. Ho una rubrica in cui dò consigli sentimentali su un sito gay, sono un grande fan di Carrie Bradshaw, e soffro di paturnie infinite sulla maggior parte dei miei ex ragazzi. Però capisco e condivido un poco il tuo punto di vista: non vado in giro coi tacchi nemmeno a Carnevale o ad Halloween, anzitutto perché sembrerei una giraffa poco aggraziata, e secondo perché un po’ di mascolinità mi piace.

Non credo che tu debba sentirti troppo in colpa, o peggio “razzista” perché ti vergogni del fatto che il tuo ragazzo sia un pò effeminato, o meglio: estremamente sottile è la linea che separa il sentirsi a disagio con qualcuno, dal discriminarlo. Provo a spiegarmi meglio: sentirsi a disagio per gli atteggiamenti o i comportamenti di qualcuno, è qualcosa che non si può evitare. Possiamo sentirci a disagio se qualcuno rutta a tavola, sebbene ciò non sia considerato maleducato in alcune culture. E similmente possiamo sentirci a disagio se il ragazzo accanto a noi è vestito da drag queen in pieno giorno, poiché nella nostra cultura ciò è considerato assai poco comune. Tutto sta nel riconoscere la libertà altrui e lavorare sul proprio disagio.

Voglio farti un esempio tratto dalla mia vita. Pochi giorni fa ho invitato il mio migliore amico alla mia festa di compleanno.

(Volevo fare una cosa per pochi intimi, ho steso una lista di 30 invitati, che poi son diventati 40 mentre cercavo di ridurre il numero, e 50 quando ho scritto la lista degli inviti, temo che diventeranno 60 prima di inviare gli inviti, ma cercherò di limitare i danni). Questo mio migliore amico, con il quale mi frequento da quasi 8 anni, a un certo punto ha esordito con “Oddio, devo scegliere l’outfit, comprare nuovi tacchi e cercare una nuova parrucca!” e a me si è gelato il sangue nelle vene. Non ho avuto coraggio di dirgli che sarebbe meglio secondo me se non si travestisse.

E visto che sono gay dichiarato con tutti, che tutti mi conoscono e che sanno come sono i miei amici, ti chiederai: perché mi si è gelato il sangue? Beh, a parte che sarà la mia festa e vorrei essere io al centro dell’attenzione, la sola idea di attirare gli sguardi dei passanti nel raggiungere il locale insieme a un ragazzo vestito da donna, con i tacchi da 20cm e una parrucca bionda cotonata, mi preoccupa. Non è questione di vergogna, credo, ma di timidezza. Quindi, capisco in parte il tuo disagio.

Tornando alla vostra situazione, mi pare di capire che tu sei “all’inizio” della tua scoperta del tuo essere gay, e quindi molti suoi atteggiamenti ti sembrano troppo strani. L’ideale, per voi due, sarebbe probabilmente trovare un punto di accordo su cosa ti mette a disagio, e su cosa no, in modo che lui possa sapere in cosa “limitarsi” per metterti il più possibile a tuo agio. Tu in realtà hai molto da imparare da lui: imparare a fregartene della gente, ad accettarti ed esprimerti per quello che sei senza limitazioni.
Se lui ti piace davvero, ed è solo un problema di disagio, secondo me con la completa accettazione di te, automaticamente giungerai anche alla completa accettazione del fatto che non ti importa cosa pensano gli altri del tuo ragazzo. Però è un percorso lento, e che non nasce dal nulla.

Nasce anzitutto dal saperti accettare, dal conoscerti, e dal sentirti amato, amare, e soprattutto amarti per come sei: Splendido e unico.
Credo che se ti piace questo ragazzo non dovresti vergognartene. Questo sarà il consiglio che probabilmente leggerai di più ai commenti all’articolo su Facebook e sugli altri social. Ma in realtà essendo tu alle tue prime esperienze e ai tuoi primi coming-out, è normale che vorresti mostrare un ragazzo “maschile” come te. Penso sia normale, all’inizio, che tu voglia frequentare qualcuno che ti faccia sembrare un “gay da pubblicità semi-progresso”, quelle pubblicità in cui i due stanno seduti sul divano e si scambiano un bacino tra gli amici etero. A nessuno piace sentirsi discriminato, o additato come “il diverso” della situazione.

Però è anche vero, che se ti piace davvero, non serve fare le corse: avete tutto il tempo per conoscere i rispettivi amici, specie se pensate di passare il resto della vita insieme. Spiegagli la situazione: io credo che sarà più comprensivo di quanto immagini, specie se sarai onesto come sei stato con me, e se lo farai riflettere. Lo sa anche lui che non è facile accettarsi, che ci vuole del tempo, che il parere degli altri influenza molto la nostra opinione in questi momenti.
E se anche lui ci tiene a te, vedrai che capirà.

Un abbraccio,
Steve Pik

Vuoi chiedere un consiglio a Steve? Scrivigli: redazione.gaytv@gmail.com
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Vedi anche:

Effeminato o virile: come ti vedono gli altri? TEST!
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Lunedì 30/03/2015 da alicema in ,

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