Roberto Formigoni tra spese folli e brutte camicie: ecco cosa sta succedendo alle “natiche roteanti” di Cl

Roberto Formigoni tra spese folli e brutte camicie: ecco cosa sta succedendo alle “natiche roteanti” di Cl


Roberto Formigoni
, Governatore della Regione Lombardia in cui 10 consiglieri su 80 sono indagati aveva reagito così solo fino al 18 aprile in merito alle indagini sui suoi rapporti con Piero Daccò: "Anche Gesù ha sbagliato a scegliersi uno dei collaboratori. Sono limpido come l’acqua di fonte".
A parte scatenare le ire di Avvenire, Formigoni ha avuto tempo e modo di pentirsi di aver scomodato Gesù Cristo, dal momento che nel giro di 4 giorni chiunque sta facendo i conti in tasca a Daccò, intermediario e consulente con il San Raffaele, carcerato dal 15 novembre per accuse di appropriazione indebita e intestazione fittizia di beni, presunto "bancomat di Cl" e presunto foraggiatore delle vacanze milionarie di Formigoni & co.
Ha cominciato Carla Vites, moglie di Antonio Simone, storico amico di Formigoni ed ex assessore alla Sanità lombarda, ciellino della prima ora, arrestato lo scorso venerdì nell'ambito dell'inchiesta relativa a 56 milioni di euro della Fondazione Maugeri trasferiti in fondi neri all'estero. Nel giorno del compleanno del marito in carcere e della foto del "Governatore a tutto campo mollemente adagiato su un letto megagalattico del Salone del Mobile, che se la ride soddisfatto" Carla ha accusato con una lettera al Corriere l'amico "Robertino" di aver mentito circa i rapporti tra i tre in una precedente intervista al quotidiano di via Solferino. Ecco cosa è successo da quella lettera in poi.
Le falsità dette da Robertino: la lettera di Carla Vites al Corriere 19/04/2012
E passiamo al fatto che possa serenamente dire che non ha mai avuto rapporti direttamente con Daccò. Ebbene lo spettacolo dei suoi «rapporti» con Daccò è sotto gli occhi dei molti chef d'alto bordo dove regolarmente veniva nutrito a spese di Daccò stesso, vuoi Sadler, vuoi Cracco, vuoi Santin, vuoi Aimo e Nadia, per non parlare dei locali «à la page» della Costa Smeralda dove a chi, come me, accadeva di passare per motivi vari, era possibilissimo ammirare il nostro Governatore seguire come un cagnolino al guinzaglio Daccò, lo stesso con cui non aveva rapporti diretti. Vederli insieme era una gioia degli occhi: soprattutto per una come me che assieme a tanti altri meravigliosi amici di Cl ha militato per lui volantinando, incontrando gente, garantendo sulla sua persona. (…)
Ma certo, ci credo anch'io che Robertino non abbia mai raccolto soldi od altri effetti dalle frequentazioni col faccendiere Daccò: a lui bastava l'onore di essere al centro di feste e banchetti, yacht e ville. Che se ne dovrebbe fare dei soldi uno così narcisista? I soldi a lui non servivano. Tranne per qualche camicia a fiori o per una giacca orrendamente gialla. (…)
Per finire, credo che il travaso di bile di cui questa mia è segno non sarebbe forse avvenuto se, dopo avere letto sul «Corriere», a pagina 9, le falsità dette da Roberto, non avessi visto, nella Cronaca di Milano, il Governatore a tutto campo mollemente adagiato su un letto megagalattico del Salone del Mobile, che se la ride soddisfatto.

Giudicate i miei atti di governo, non le mie camicie e cravatte sgargianti: la lettera di risposta di Roberto Formigoni a Tempi.it (20/04/2012)
Oltre ad annunciare agli amici e lettori di Tempi che il mio avvocato sta per depositare una serie di querele per diffamazione, colgo l’occasione per dirvi cosa c’è di reale in tutta la montagna di fango che mi è stata riversata addosso e che, cara Carla Vites, dovrebbe a tuo avviso provocare a Cl “un sussulto di gelosia per la propria identità.
C’eri talvolta anche tu, in quelle vacanze al mare, in quelle cene e lo sai e l’hai anche detto tra le righe dei tuoi sfoghi alla stampa.
Nessun festino, nessuna occasione per tramare ai danni di chicchessia, nessuna riunione di affari.
Mi rimproveri di essere stato trascinato mio malgrado in vacanze spendaccione, nel lusso e nello sfarzo.
Scusate, plotone di esecuzione della stampa politicamente avversaria, non è un reato. Le spese delle carte di credito di Daccò sono elevate perché si riferiscono a conti collettivi. E se ci sono biglietti aerei e una settimana di vacanza alle Antille con cifre importanti, scusate tanto, non sono Brad Pitt ma me le posso pagare, me le sono pagate col mio stipendio.
Le ricevute dei rimborsi delle spese anticipate da Daccò? Non le ho tenute, le ho buttate; scusate, è un reato?
Scusate, esiste una legge che fa obbligo di tenere gli scontrini dei viaggi se questi viaggi non sono per lavoro, non vengono scaricati sulla Regione e, giustamente, rientrano negli affari del privato cittadino?
Carla, l’hai confessato tu, pur nella tua rabbia furibonda nei miei riguardi: niente stupidaggini lussuriose, niente combutte alle spalle del cittadino contribuente. Cara Carla, perché a scatenare la tua ira è bastata quella fotografia del Governatore “mollemente adagiato su un letto megagalattico del salone del Mobile”?
Faccio un brutto mestiere, lo sai, un po’ come il chirurgo che deve entrare in sala operatoria e andare avanti a operare anche la mattina in cui avesse saputo che un amico ha perso il lavoro, ha avuto un lutto o, come mi hai severamente richiamato tu, è stato arrestato.
Ti assicuro, quella foto al Salone del Mobile rende ragione al dovere che io ho, specie in questo frangente in cui le fabbriche chiudono e la disoccupazione brucia la vita di tante, troppe persone, di dare supporto, partecipazione e, diciamolo, anche immagine all’Italia che tira la carretta, che cerca di ripartire, che lotta per ricreare posti di lavoro. (…)
C’entra qualcosa il mio personale modo di atteggiarmi, i miei limiti personali, i miei gusti o non gusti, con l’oggetto proprio della valutazione di un buono o cattivo amministratore?
Che cosa si deve giudicare: le mie camicie o i miei atti di governo?
Le mie giacche o le mie leggi?
I miei limiti di uomo o la mia concreta attività al servizio dei cittadini e il fatto che abbiamo reso questa Regione la più avanzata, moderna, efficiente in Italia?
Non vi fate accecare dal buono o cattivo gusto delle mie cravatte sgargianti, o dall’antipatia, o simpatia che un Presidente della Lombardia il cui temperamento e carattere può destare sentimenti quali che siano.
Giudicatemi sui fatti, soltanto sui fatti di quanto è stato realizzato in questa nostra terra lombarda.

La via Crucis del Celeste: Massimo Giannini "recensisce" la lettera di Formigoni su Repubblica
Nessuna persona normale, a distanza di anni, conserverebbe la documentazione di viaggio delle sue vacanze. Ma non regge nella sostanza. Intanto, non è in gioco una questione di privacy. E poi, nessuno pretende che il Celeste esibisca gli scontrini e le ricevute di quei viaggi, per dimostrare che pagava lui e non altri. Ma se davvero volesse e potesse fugare ogni dubbio, avrebbe a portata di mano una soluzione semplicissima. Basterebbe richiedere una distinta alla banca, dalla quale sarebbe facilissimo verificare se alla vigilia di quel viaggio il governatore ha movimentato denaro per sostenerne le spese, o se prima, durante o dopo la vacanza ha pagato o rimborsato con assegni o carte di credito tutto ciò che quel viaggio ha comportato, in termini di costo.
Perché non fa questo, signor presidente? Forse perché non può? "Non giudicate le mie camicie, ma i miei atti di governo", conclude Formigoni nella sua lettera. È proprio questo il punto. Esigere una risposta alle domande inevase sulla sua "Vacanzopoli" non è pruderie forcaiola, non è "demagogia stercoraria", non è spiare come spendono il proprio tempo e i propri soldi i ricchi e i potenti di questa "classe dirigente" italiana plasmata dall'arroganza cafona del quasi ventennio berlusconiano. Quello che Formigoni non capisce (e con lui molti disinvolti "ideologi della libertà", pronti a confondere ogni volta la difesa delle regole con il "moralismo") è che lui può andare in vacanza con chi vuole, può passare i Capodanni dove vuole, può pagare quanto e come vuole. Ma non può lasciare che aleggi il sospetto che i suoi viaggi e le sue vacanze siano pagate non da un amico qualsiasi, ma proprio da "quell'amico", che lavora con e per le imprese appaltatrici della Regione Lombardia. Perché in questo caso, anche se non dal punto di vista penale, almeno dal punto di vista fattuale quella che Formigoni chiama la "compensazione" si può rivelare, molto più prosaicamente, una forma di corruzione.
Per questo il governatore deve rendere conto. E deve ancora fornire tutte le risposte che mancano. È la fatica della democrazia, e l'etica della responsabilità. La stessa che ha spinto la ministra inglese Jacqui Smith a dimettersi per aver pagato con 32 sterline di denaro pubblico un dvd pornografico affittato dal marito. La stessa che ha costretto il presidente tedesco Christian Wulff a rassegnare il mandato per aver ottenuto un prestito a tasso troppo agevolato. Non c'è democrazia senza verità. O si è in grado di garantirla, o ci si dimette. Per questo l'opinione pubblica e i giornali hanno il diritto di pretendere da Formigoni una versione chiara e credibile, su ciò che è realmente accaduto in quei due capodanni.

I conti delle spese di Daccò per i capodanni ai Caraibi 20/04/2012
Nelle due settimane del 2008 va via un capitale. Per il cenone al Cusinart partono 1.800 dollari, il modo più glamour per brindare nel ristorante affacciato sulla piscina. Ma è solo il primo di una lunga serie di pasti faraonici allo Juluca e al Koal Keel. Oltre 2000 euro vanno alla Malliouhana, società locale che noleggia yacht e motoscafi. Più di mille alla Air Services che affitta aerei privati per spostarsi tra le isolette.
Infine la villa: l'Altamer Resort dei divi, con cinque stanze, sette bagni, piscina e spiaggia privata. Il 12 gennaio 2009 Daccò versa con la sua American Express 14.420 euro. Ma dovrebbe trattarsi solo degli extra: le regole del resort prevedono che il prezzo della dimora venga saldato in anticipo, con bonifico bancario. Quanto? Le tariffe in alta stagione sono di oltre 40 mila euro a settimana, ma a Natale il prezzo viene stabilito con una sorta di asta tra i pretendenti.
Insomma, il conto finale del soggiorno va dai 60 mila euro in su.
Daccò aveva motivo di essere generoso. Proprio alla vigilia della partenza per le Antille, la Regione aveva varato la legge ispirata dalla sua attività di lobby. Un provvedimento che ha consegnato agli ospedali privati lombardi 176 milioni per aggiornare le loro strutture, senza nessuna prestazione in cambio. La Fondazione Maugeri ha ottenuto 30 di quei milioni. E ne ha pagati tre a una delle società estere di Daccò: non gli mancavano certo i fondi.

I conti delle spese di Daccò in Sardegna e per i meeting Cl 21/04/2012
Tra il 2004 e il 2011 Daccò spende decine di migliaia di euro in Sardegna, alternando cene da gourmet (5353 euro da Gianni Pedrinelli ad Arzachena nell'agosto 2007) a sontuosi pernottamenti (5171 all'hotel Cervo un mese dopo). A volte compra aragoste e pesce fresco per cucinarlo in barca: così si spiegano i 1485 euro devoluti a una pescheria di Arzachena nei giorni di Ferragosto del 2010. Del gruppo fa parte spesso anche il governatore, che è stato fotografato in uno dei suoi yacht. E tra la documentazione sequestrata a Daccò si trovano tutte le ricevute per la manutenzione delle barche. Come riferisce ai pm Antonio Simone, l'ex assessore Dc arrestato anche lui per lo scandalo Maugeri, Daccò teneva a non vendere quelle barche perché gli servivano per curare il suo core business, i rapporti personali con i potenti che gli aprivano le porte giuste. Quanto gli costassero lo rivelano le fatture in mano ai pm. Il 22 settembre 2010 alla Mtb, la società di Daccò che doveva servire per le consulenze alla Maugeri in tema di ricerca, viene spedito il conto dell'ormeggio a Porto Cervo della MiAmor, l'imbarcazione da cui si tuffava Formigoni: 59mila e 700 euro. È solo una delle tante spese: a ottobre la Mtb paga 9mila euro per l'ormeggio a Rapallo, a febbraio 3440 per le pratiche di disramo e di sbarco dell'equipaggio, ad aprile altri 15mila euro per riparazioni meccaniche. E così via.
Un altro capitolo sono le spese che coincidono con il meeting Cl: ogni anno, a cavallo tra agosto e settembre, la credit card di Daccò registra esborsi pazzeschi. Il picco lo tocca il 26 agosto 2008: 15479 euro per un pasto al ristorante "Lo Squero" di Rimini. L'hotel prescelto per i pernottamenti è il prestigioso "Le Meridien", con cifre che superano spesso i tremila euro.
Dal carcere di Opera, dove si trova – e dove ieri mattina ha ricevuto la visita del suo avvocato difensore, Giampiero Biancolella – Daccò avalla la linea difensiva del governatore. "Quei conti – spiega – è pacifico che siano collettivi. Io facevo da collettore, poi dividevamo tutto". Tracce di queste "restituzioni", però, non si trovano nella contabilità a disposizione della procura. Evidentemente, la redistribuzione avveniva in contanti (anche se per importi di migliaia di euro sembra improbabile).

Petto in fuori, natiche roteanti e mancanza di senso del ridicolo: Il ritratto di Mattia Feltri su La Stampa 21/04/2012
Uno storico ciellino, per quanto si dica roso dal senso di colpa e dopo il preambolo sulle indiscutibili qualità politiche del soggetto, ieri ha confessato che «lo dicevamo pure noi, che sculettava, e se non ricordo male nell’85 o nell’86 lo scrisse Aldo Busi su Epoca». Era un giovanotto, così bello e così alto, dotato di una monacale barbetta che Filippo Ceccarelli avrebbe poi definito «sempre adeguatamente ispida», e già attraversava la vita a petto in fuori e natiche roteanti. (…)
Quello che in Cl si pensa di Formigoni, e quello che Formigoni pensa di sé, è stato così alto e così coincidente che un amico ricorda della volta in cui da ragazzo osò tardare a un incontro con don Giussani soltanto perché aveva da spazzare via un amico al ping pong. Poi, certo, la mitologia applicata al governatore è un’arte diffusa, e già dall’inizio degli anni Duemila ha cominciato a produrre un’aneddotica formidabile secondo cui egli va in visita in Brasile annunciato da un corteo aperto da otto motociclette e si sposta per New York su una Limousine Lincoln più lunga di quella a disposizione del presidente del Senegal, perché si sappia che la Lombardia è terra di danari. Ci sarà anche il carico della malignità, ma dimostra che da tempo Formigoni segue la sua pasta e ha dato fuoco alla raggelante collezione di cravatte da merceria sciorinata al primo mandato al Pirellone (1995), cravatte a losanghe, patchwork, sbarre, intrecci, viluppi, rovi, cespugli, fantasie cingolate, marroncine, violette, giallone, verduncole, ametista, prugna, carmigno, più altri colori di più difficile catalogazione. Erano lo stesse cravatte di sempre, quelle dei primi Meeting o delle riunioni con Paolo Cirino Pomicino, Mino Martinazzoli, Rocco Buttiglione e Pierferdinando Casini, quando si doveva decidere che fare della moribonda Dc. C’è poi da aggiungere che numerosi amici di una vita raccontano che da sempre, nei momenti di relax, Formigoni ama la sperimentazione, diciamo così. Fino alla volta in cui, era il 2004, raggiunse La Thuile per gli esercizi spirituali calzando splendidi stivali ricamati da cow boy e un largo cappello da pistolero e gli mancava soltanto il winchester per sembrare Kit Carson (comunque lo chiamarono Billy). (…)
A una certa età Formigoni, che da schermidore sfiorò le Olimpiadi di Città del Messico 1968, e che oggi esibisce tempi da trentenne sulla mezza maratona, si sarebbe impegnato ad agguantare il tempo che sfugge, sotto una giacca arancione o sopra uno yacht nei mari delSud. Poi c’è chi, allargando mestamente le braccia, dice che sarebbe stato difficile, dopo diciassette anni alla guida della Regione più moderna, più modaiola, più fashion d’Italia, non virare almeno un poco dalle vecchie compagnie e dai vecchi gusti. Però infine ci sono quelli – i più convincenti – che tirano in ballo la «sindrome Berlusconi», per cui al Celeste (che da sempre sogna un’inafferrabile successione) fu consigliato di darsi un tono più spensierato e ridipinto, più competitivo col fosforescente capo. Che arduo terreno! Nessuno dei suoi ebbe il coraggio di dirgli che era ridicolo. E di ricordargli che intanto era scoppiata la crisi.

[VideoID=0f492d62-573d-445d-a3c7-c8df31690622]

Condividi questo articolo con i tuoi amici di Facebook

Leggi altro su:

Martedì 24/04/2012 da in ,

1
2
3
4
5
6
PIU' LETTI
9
10
torna su