Speciale insulti omofobi: cosa vuol dire la parola “frocio”

Speciale insulti omofobi: cosa vuol dire la parola “frocio”

L’omofobia sotto forma di insulto è tristemente nota a ogni omosessuale. Frocio, finocchio, checca, ricchione sono tra gli insulti più diffusi nel nostro Paese. A volte, vengono usati, “affettuosamente”, anche tra persone omosessuali.

Qualche tempo fa vi abbiamo chiesto, su Facebook, quale vi risultasse più odioso. Molti di voi hanno indicato “frocio” come l’epiteto più dispregiativo e volgare.
Cosa significa esattamente frocio? Da dove deriva?

“Frocio” non ha sempre significato “omosessuale”. L’evoluzione del termine, di origine dialettale romanesca e tracciabile solo dall’Ottocento, mostra che in origine indicava altro. Queste sono le ipotesi più accreditate:

1. Frocio = francese

I francesi invasero l’Italia con molta nonchalance due secoli fa. Ai nostri occhi contadini e un po’ rozzi, erano degli invasori tanto disprezzati, quanto incredibilmente raffinati. Franscé, fronscé pronunciati con la erre moscia divennero presto i nomignoli dispregiativi per indicarli, e accompagnati da gesti delle mani e camminata effeminata completarono la caricatura dell’uomo “troppo elegante” e quindi “poco mascolino”. Da qui, la parola froscio nel dialetto romanesco e poi frocio.

Che “frocio” non indicasse un omosessuale ma solo un francese è chiaro da questo sonetto antifrancese di Emilio Del Cerro, in cui un francese ha messo gli occhi sulla figlia del poeta:

Fiore de pera;
sto frocio che a mia fija fa la mira,
ha voja de cenà l’urtima sera.

A Roma nell’Ottocento, comunque, venivano definiti “frosci” tutti gli stranieri, inclusi gli svizzeri a guardia del Papa con le loro divise sgargianti.
Il termine “frocio” si è diffuso a livello nazionale nel ’900 con autori come Pasolini, Moravia e con il cinema del neorealismo.

2. Frocio = feroce

Questa seconda ipotesi prevede l’origine del termine “frocio” sempre nella capitale, ma più indietro nel tempo, durante il Sacco di Roma del 1527 a opera dei Lanzichenecchi.

Questo esercito di tedeschi al soldo dell’imperatore era noto per la totale ferocia: devastarono la città, rubarono tutto quello che potevano rubare e soprattutto stuprarono qualsiasi cosa si muovesse: uomini, donne, bambini. Da qui, ferocio = frocio.

3. Frocio = froge

Le froge o narici degli scostumati lanzichenecchi, che essendo spesso ubriachi si arrossavano e gonfiavano. Da cui il termine “frogione”.

4. Frocio = froge

Sempre a Roma, anticamente, pare ci fosse una “fontana delle froge” dove gli omosessuali si davano appuntamento.

5. Frocio = floscio

Questa volta i responsabili sarebbero gli spagnoli e il loro termine flojo (privo di nerbo), trasformato in romanesco in “froscio”, a indicare un individuo effeminato e da lì un omosessuale.

6. Frocio = rana

Ovvero frosch, tedesco, in parallelo con l’inglese frog (che vuol dire rana, ma anche in dispregiativo “mangiarane” cioè francese).

L’origine del termine è quindi tuttora incerta, ma è interessante notare come c’entrino quasi sempre gli stranieri. A dimostrazione che omofobia e xenofobia sono sfumature dello stesso odio ignorante.


(Fonte: Omosessuale.it, Wikipedia, Giovanni Dall’Orto) 

Martedì 29/10/2013 da in

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