STORIA VERA DI UNA COPPIA GAY CHE CERCA UN MUTUO PRIMA CASA

Nel 1997 per la prima volta cercammo di comprare casa come coppia gay, ma la Banca Popolare di Bergamo ci impose di far firmare mio padre come garante, perché non si fidava di noi come coppia gay: avessi avuto il genitore medio italiano non avrei potuto avere il mutuo. La rata era meno di un terzo dei nostri redditi, era una prima casa e io ero lavoratore dipendente quindi le condizioni c’erano tutte, ma la domanda sempre allusiva era “ma cosa c’entra questo signore con Lei?”. Alla fine mi fu imposto anche di intestare la casa solamente a me. Il mio compagno doveva amarmi davvero tanto, perché l’abbiamo pagata insieme in tutti questi anni. Io ho fatto anche un’assicurazione sulla vita, ma non è giusto aver dovuto pagare 800 euro all’anno per coprire lui e i rischi di restare nei guai mi fosse successo qualcosa.

Dopo qualche anno, nel 1999, la casetta era piccola e ne cercammo una più grande, con un’altra banca: Banca Popolare di Milano. In questo caso il mutuo saltò addirittura dopo settimane di “documenti persi” e “documenti mancanti”. Poi, convocato dal Direttore in persona, il funzionario incaricato della nostra pratica di domanda di mutuo disse che “quelli come noi” a lui non piacevano. A dire la verità usò altre parole, ma comunque la trattativa per quella casa saltò perché la controparte vendette ad altri e l’avvocato consultato ci disse “non c’è una legge non potete citarlo per danni”.

Nel 2005 abbiamo finalmente trovato una casa da comprare finalmente co-intestata (visto che ormai avevamo capito che non c’era molto da aspettarsi dai politici con i promessi PACS). Facendo un mutuo con Unicredit, abbiamo trovato condizioni inderogabili che erano ovviamente diverse da quelle riservate ai mutui per le coppie sposate e ce lo dissero esplicitamente. Gli aspetti sono diversi, ecco i principali:

1)Tasso base di riferimento (spesso diverso dall’Euribor) con spread maggiori dal prime rate garantito ai mutui per i clienti agevolati come le coppie sposate e così anche la velocità di adeguamento del tasso.

2) Spesso la banca impone il mutuo a tasso variabile e si rifiuta di quotare il fisso in questi casi (quando sono bassi i tassi) .

3) Le spese fisse sono superiori dei tassi concessi alle coppie sposate e nei migliori mutui (incluse spese nascoste come spese di incasso, spese di comunicazioni, ecc. ecc.).

4) Meno flessibilità come la possibilità di rinegoziare il tasso garantita nel contratto, quella di sospendere le rate per un certo periodo, o di allungare la durata per mantenere la rata fissa.

5) Maggiore rigidità nelle clausole come i costi di penale per estinzione anticipata, la surroga, la riduzione di eventuali garanzie collaterali richieste in proporzione al residuo del tasso.

6) Imposizione di una polizza assicurativa per un valore che copre la banca in caso di premorienza di uno dei due. Questa polizza del valore di diverse migliaia di euro viene decurtata dal valore erogato e fatta pagare per tutto il periodo in anticipo, in modo da non essere rimborsabile qualora noi decidessimo l’estinzione anticipata del mutuo. Questa è una clausola che alle coppie sposate, nei prodotti dei mutui migliori, non viene mai imposta.

leggi anche:

BHW E ARCIGAY INSIEME PER I MUTUI AGEVOLATI PER COPPIE GAY

La banca tedesca insieme ad Arcigay permetteranno alle coppie gay, che si cointesteranno la casa e vivono sotto lo stesso tetto, di tagliare il tasso dello 0,15% e calcolare i redditi cumulati. Per Arcigay è soprattutto "un riconoscimento civile".

Dichiarazione firmata raccolta dalla Redazione

redazione@gay.tv

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Giovedì 05/03/2009 da in , ,

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