Sushiettibile: Camilla Sernagiotto racconta un uomo “incinto”. INTERVISTA+VIDEO

Un uomo al nono mese di gravidanza.
Il suo nome è Enola e il bambino che dice di portare in grembo si chiama Little Boy.
Enola è gay, ma non ha mai avuto rapporti sessuali: crede di essere un miracolo vivente e vorrebbe che tutti lo riconoscessero.
Adora il cinema e ne parla di continuo; ama la musica, i telefilm, i fumetti, la cultura underground, ma, sopra ogni cosa, impazzisce per il Giappone, di cui si crede un esperto.
Parla e ragiona come un bambino delle elementari.
Da quando era piccolo tutti lo trattano come se fosse scemo e lui pensa di esserlo.
Continua a ripetere di non avere memoria, ma pian piano racconta tutta la propria vita.
Enola si sente il Forrest Gump all’italiana perché dice di aver assistito direttamente e indirettamente a tutti i grandi eventi dell’Italia degli anni Ottanta, Novanta e del Nuovo Millennio.
Crede che diventerà l’uomo più famoso al mondo per via di Little Boy, che considera una sorta di nuovo messia e di dono all’umanità.
Impazzisce per il sushi, per i serial killer, per le saponette degli alberghi, per la Saponificatrice di Correggio, per Lost, per i Goonies, per le parodie bibliche.
Ama Andrea, uno skinhead che lo vuole uccidere.
Crede di essere il terzo segreto di Fatima.
Quando gli dicono che il terzo segreto di Fatima era la Guerra Fredda, crede che la Madonna di Fatima abbia mentito.
Pensa che le donne lo vogliano uccidere perché smaschererà tutte le invenzioni di nausee, voglie e doglie che ha scoperto non esistere.
Adora le storie col finale a sorpresa.

Lui è la Storia col finale a sorpresa.

Questa è la storia di Sushiettibile, romanzo (o favola surreale) di Camilla Sernagiotto: GAY.tv ha intervistato l’autrice.

“Un uomo al nono mese di gravidanza.?Il suo nome è Enola e il bambino che dice di portare in grembo si chiama Little Boy.?Enola è gay, ma non ha mai avuto rapporti sessuali: crede di essere un miracolo vivente e vorrebbe che tutti lo riconoscessero”. Un incipit a dir poco surreale: perchè hai scelto di raccontare la strana storia di Enola?

Ci sono due livelli a cui appartengono motivazioni diverse: il primo riguarda il puro sperimentare, nel senso che mi piaceva l’idea di creare un personaggio mai esistito prima e soprattutto mai nella realtà (il caso Thomas Beatie non era ancora scoppiato). Il secondo livello riguarda invece un gioco di parole: Enola è gay, porta in grembo Little Boy e impazzisce per il Giappone. Dietro a questo quadretto dell’assurdo c’è l’ombra dell’Enola Gay, l’aereo che sganciò la bomba su Hiroshima. E il nome della bomba? Little Boy.


Un ragazzo gay, innamorato di uno Skinhead, che crede di essere “incinto”…”Sushiettibile” è una storia di pura fantasia oppure racchiude un messaggio politico o sociale?

Diciamo che la pura fantasia porta con sé purtroppo anche spunti di vivida realtà, se non proprio di cronaca nera. Mi piaceva provare a raccontare la storia d’amore di un omosessuale e uno skinhead, una storia d’amore profonda, sofferta e malata, nel senso che da parte di Enola si tratta di una sorta di Sindrome di Stoccolma che lo fa innamorare del proprio aguzzino e lo precipita in situazioni difficili e drammatiche. Nonostante Enola venga immancabilmente preso di mira da Andrea, lo skinhead, che lo picchia, lo deride, quasi lo brucia vivo, Enola prova per lui un sentimento che va oltre le differenze sociologiche, politiche e sessuali. E riesce così a perdonarlo.

sushiettibile

I nomi di Enola e Little Boy racchiudono una metafora “bellica”: come mai?

Quella dell’Enola Gay è una fissa che ho da anni. Mi sono sempre detta: “Prima o poi scriverò qualcosa in cui il protagonista è un omosessuale di nome Enola”. Quando poi ho scoperto che la bomba si chiamava Little Boy, non potevo più farmi sfuggire l’occasione di creare un Enola gay gravido di quello che lui chiama Little Boy, un bambino che sarà una bomba sganciata sull’umanità e che verrà per cambiare le cose. Little Boy però nel libro ha un’accezione positiva, nulla a che fare con l’atomica che rase al suolo Hiroshima.


Quanto spazio ha l’amore all’interno del libro?

L’amore innerva tutto il libro e non è soltanto l’amore omosessuale provato da Enola per Andrea: c’è anche tanto amore per la sua famiglia, amore per i ricordi di quando era bambino, amore per gli oggetti, per i film, i telefilm, le canzoni, i programmi tv della sua infanzia e adolescenza.

Sushiettibile è una dichiarazione d’amore alla vita fatta da un ragazzo che purtroppo di amore vero ne ha conosciuto poco e quello che scatta quando lo si legge (o lo si scrive!) è la voglia di dare tanto, tantissimo affetto a quel buffo e goffo protagonista che, parlo per me, mi ha rapito il cuore.

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Qual è il messaggio che vuoi lanciare attraverso “Sushiettibile”? Cosa vorresti che provassero/pensassero i lettori leggendolo?

Vorrei innanzitutto che si divertissero seguendo le rocambolesche avventure di Enola e i suoi pensieri che spesso ti lasciano senza parole da quanto sono assurdi e folli. Poi mi piacerebbe sapere che hanno pianto in almeno 3 punti (che non sto a dirvi per non rovinarvi la sorpresa) e che hanno riso di gusto in tanti altri. Infine sarei onorata se un omofobo l’avesse letto e si fosse innamorato (platonicamente o non) di Enola. Ma mi basta che oltre ad Andrea nessuno me lo voglia bruciare.


Qual è la “sorpresa finale” di Enola? Senza rivelare troppo, un solo indizio.

Volete sapere cosa c’è nella scatola con sorpresa? Non ve lo dirò nemmeno sotto tortura! Posso soltanto dirvi che… La scatola è nera e che il finale sarà una bomba al fulmicotone!

Sushiettibile

di Camilla Sernagiotto

Editore: Robin

Pagine: 237

Prezzo: € 12,00

Venerdì 11/12/2009 da Francesca.Tognetti in ,

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