“Vivo in una casa famiglia e vorrei avere due genitori gay”. Intervista

Casa famiglia intervista a un ragazzo ospite

In questi giorni in cui il dibattito sulla famiglia e sulle adozioni gay è più acceso che mai, anche in seguito alle dichiarazioni inaspettate di due noti stilisti, ci è stata segnalata da un nostro collaboratore, Steve Pik, questa intervista da lui realizzata a un ragazzo minorenne, che chiameremo Andrea, ospite di una casa-famiglia.
Si tratta di un ragazzo eterosessuale, che da quando aveva 13 anni (oggi ne ha 17) vive in una delle strutture destinate all’accoglienza minorile che in Italia sostituiscono l’orfanotrofio. Le case-famiglia sono realtà straordinarie, in cui i ragazzi, sotto l’ala degli educatori, possono crescere in serenità e armonia.

In questa intervista Andrea racconta cosa voglia dire vivere in una casa famiglia e di cosa significherebbe per lui avere due genitori, anche omosessuali. Il suo racconto è molto, molto commovente, e vi consigliamo di leggere l’intervista integrale, di cui riportiamo qui solo alcuni passaggi significativi.

Sai trovare tre cose belle che non avresti in una “famiglia” ma hai nella Casa Famiglia?

– Sicuramente anzitutto la presenza di amici 24 ore su 24, in una casa famiglia non sei mai da solo.
– Un’altra cosa son sicuramente le attività interessanti che facciamo anche senza le varie tecnologie come Play Station, TV, PC, ecc… che comunque si possono fare anche perché siamo in tanti.
– Vale l’ottimo cibo? Perché senza nulla togliere a tutte le mamme del mondo, mangiamo molto bene.

E invece riesci a trovare tre cose che secondo te sono belle della “famiglia” e non trovi nella Casa?

– Beh, anzitutto la presenza dei genitori.
– Inoltre l’ambiente più intimo, la possibilità di stare da solo in una casa tutta tua con due genitori.
– E poi sicuramente l’affetto che solo i genitori sanno dare.

Tutti e tre i punti che mi hai detto riguardano i genitori, ovvero la presenza di due persone che dedichino tutte le loro attenzioni e il loro affetto soprattutto a te. Possiamo dire che pensi sia meglio avere due persone che amano solo te, piuttosto che 6 educatori che ti “amano” ma che “amano” anche gli altri?

Si, possiamo affermarlo con certezza: penso che sia meglio 2 genitori che amano solo me piuttosto che 6 educatori che amano anche tutti gli altri.

Un ragazzo che passa un momento così difficile ha voglia e bisogno di sentirsi speciale, e non solo di essere il “nuovo arrivato” tra tanti.

Pensi che la cosa non cambierebbe se fossero due donne, o due uomini? O pensi che l’amore che loro ti darebbero sarebbe comunque migliore di quello dei tuoi educatori?

No affatto: ci penso da molto tempo e grazie ai media e alle riviste mi son informato più volte. Io credo che non cambierebbe affatto, e anzi penso che sarebbe addirittura meglio avere due mamme o due padri che mi vogliono bene, piuttosto che una coppia formata da padre e madre.
Anche se ovviamente voglio bene ai miei educatori, e credo che l’amore che loro mi danno sia quanto di più possano (e per loro possa essere più o meno paragonabile a quello di un genitore) in realtà non potrà mai essere la stessa cosa.

LEGGI L’INTERVISTA COMPLETA

Martedì 17/03/2015 da Fabio Genovese in

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