Voci di donne su Gay.tv: la parola a Lidia Ravera. INTERVISTA
Gay.tv si apre al vasto mondo delle voci al femminile e lo fa intervistando Lidia Ravera. A tutto campo, dalla scrittura all'essere donna, fino a Villa Certosa.
“Al Femminile” è il nuovo appuntamento nel palinsesto del magazine Gay.tv. Il mercoledì diventa l'occasione per incontrare voci di donne e per dare spazio a tematiche legate al mondo del gentil sesso. Abbiamo scelto di inaugurare questo momento con Lidia Ravera.
Voce e penna autorevole del mondo al femminile, le abbiamo chiesto cosa significhi scrivere, cosa gli uomini abbiano imparato dai suoi ritratti ed un'indiscrezione sul suo best seller “Porci con le ali”.
Ne è uscita una chiacchierata ricca, conclusasi con un parere spassionato su Berlusconi ”Un deficiente, mi repelle, è brutto, privo di fascino, ignorante. Non sono mai stata a Villa Certosa ”.
SCRIVERE PER VIVERE
“Ho incominciato a vent’anni. Non ho mai smesso. Non ho mai taciuto. Guardavo per descrivere. Vivevo per raccontare". Cosa rappresenta oggi per lei la scrittura e cosa risponde a chi dice che vivere e scrivere/leggere sono in contrapposizione?
"Per me sono vivere e scrivere, al contrario, sono molto intrecciati. Scrivere è un modo di stare al mondo. Scrivo da quando ho memoria. È una modalità di esistenza. Scrivo e vivo. Racconto le vite degli altri, la vita in generale, vite inventate ed il mio sentirmi vivere. Il foglio è un grande contenitore che non si svuota mai, ogni volta riempito di parole nuove".
PORCI CON LE ALI
Del suo esordio, "Porci con le ali" le avranno chiesto tutti. Qual è una domanda che non le hanno mai fatto a riguardo e una precisazione che ci terrebbe a fare circa questo libro?
"Nessuno mi ha mai chiesto che effetti ha avuto sulla vita di una ragazza molto giovane. Sono stati effetti devastanti, quello fu il momento più infelice per me, trovo sia sbagliato mitizzare il successo. Non è vero che il successo faccia bene. Sono rimasta traumatizzata da quel libro. Nelle migliaia di interviste, questa ipotesi non è mai stata presa in considerazione. Non è infrequente per chi nutre una sincera passione per la scrittura. Soprattutto per chi, come me, è molto generoso di scrittura, per chi cerca di raccontare qualcosa che sente. Ero molto molto giovane nel 68, interpretare il personaggio di quella libera sessualmente quando ero una verginetta di 15 anni è stata una forzatura. Quel libro è stata una meraviglia, ma non solo. Mi ha aperto tutte le porte. Io sono un'artigiana anziana, pubblico da 36 anni, e ancora a volte sono appiattita su quello scandalo iniziale".
GLI UOMINI (NON) CAMBIANO?
Il suo ultimo libro è una raccolta di articoli in cui, da donna, guarda gli uomini con lo stesso sguardo che questi ultimi di solito riservano al gentil sesso. Un atto di divertente pedagogia nato da un'urgenza. E' quindi possibile che chi vi ha guardate si senta ora osservato e cambi? Ha ricevuto qualche ravvedimento o qualche apprezzamento che l'ha particolarmente stupita?
"Non certo i protagonisti. Troppo presuntuosi. Il libro nasce da un'urgenza, mi sentivo offesa dal punto più basso del berlusconismo. Per l'ex presidente eravamo una continua barzelletta: vecchie, belle, fiche, inchiavabili... mi sono sentita offesa. Qualcuno ha ammesso che non bisogna ossessionare le donne giudicandole in base all'aspetto, non siamo piantine ornamentali inchiodate a categorie. E' umiliante".
RACCONTARE IL FEMMINILE
Nello sguardo maschile alla donna, cosa manca? Che cosa le sembra che gli uomini facciano più fatica a capire, e contemporaneamente a raccontare, delle donne?
"Manca qualcosa di inconscio e terribile. Essere in grado di considerare le donne persone. Non esistono le donne. Siamo diverse. Non siamo nate per tirare l'uccello agli uomini. Siamo procaci e disponibili, giovani e brutte. Non ci sono categorie inferiori, uomini e donne hanno uguale valore, nella diversità. E' complicato accettare profondamente questo assunto".

SDEGNO E SPERANZA
Recentemente ha dichiarato: “Sono una moralista fiscale, chi non paga le tasse è un verme”. Cos'altro la irrita fortemente nell'Italia di oggi e cosa invece le piace e le dà speranza?
"Mi dà molta speranza incontrare, come sto facendo per la prossima manifestazione di “Se non ora quando”. L'11 dicembre, in tutta Italia. Incontro donne e ragazze, le vedo così lucide ed intelligenti, ben decise a prendersi in mano il destino. Questo mi infonde un cauto ottimismo. Non ho viste troppe per sbilanciarmi".
AL FEMMINILE
Un'ultima domanda, più inerente al tema della rubrica, che donna è Lidia? Cos'è il femminile per lei?
"Femminile per me è fare esperienza del mondo nel corpo di donna. Un corpo più completo, che produce esseri umani. Dietro il sessismo c'è, come il pisello più grande dei neri, un inconscio senso di inferiorità. La donna ha una relazione stretta con la natura. Il suo corpo porta una scadenza. Noi siamo anche cultura, intelligenza, cittadinanza. Esseri completi. Esperienza completa. Creative e procreative. Affetti e razionalità, testa e cuore. È minaccioso. Siamo esseri umani. E poi cosa sia avere 40 anni di mestruazioni... voi non lo saprete mai!"

Andrea Banfi

peyote87MI mercoledì 30 novembre 2011 - 19.04
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Translator1968 mercoledì 30 novembre 2011 - 14.13