Il presidente della Regione Lombardia, che dichiara redditi per poco meno di 100.000 euro netti l'anno, nella primavera 2011 abbia dato 1 milione e 100.000 euro - cioè l'equivalente di 11 anni di entrate interamente risparmiate senza spendere neppure un centesimo per mangiare o vestirsi o pagare le bollette - al suo amico e convivente (nella comunità ciellina dei Memores Domini) Alberto Perego. Il quale, dopo una settimana, li ha usati per unirli a un mutuo da 1,5 milioni e rimpolpare così il gruzzolo con cui al rogito di fine ottobre 2011 è diventato il solo acquirente formale - per un prezzo pattuito in 3 milioni di euro ma sulla cui congruità sono in corso accertamenti - di una lussuosa villa in Sardegna da 13 vani, vendutagli da una società dietro la quale c'era, guarda caso, Pierangelo Daccò. Daccò è proprio il mediatore arrestato appena 7 giorni dopo quel rogito.
Che rapporto c’era tra Perego e Formigoni?«La loro amicizia crebbe nel tempo. Perego, che all’epoca era ragioniere e non ancora commercialista, lavorava in una società, la Interfield, in cui poi è entrato anche l’avvocato Sciumé (la Interfield ancora oggi è una società che vanta nel suo sito, tra i clienti, la Compagnia delle Opere e che reca come partner lo Studio Sciumé e associati, ndr). Nel tempo il rapporto tra Formigoni e Perego è diventato molto forte e l’inchiesta lo sta dimostrando».Come ricorda Perego?«Il classico ragioniere brianzolo; bravo,ma di basso profilo spirituale ».Era il braccio destro di Formigoni?«Sì. Perego era il suo contabile, quello che gli teneva i conti».È possibile che Formigoni, data l’amicizia, abbia intestato a lui beni o attività?«Sì, può essere benissimo, perché (tra i memores Domini, ndr), si era una cosa sola, all’interno».
E oltre all'Ad Maiora spunta anche l'Ojala, altro yacht dato nel 2007 da Daccò a Formigoni e Perego in affitto gratuito ed esclusivo. E' quindi come se Daccò avesse elargito a Formigoni 144 mila euro per quattro mesi. Scrive il Corriere: "Talmente gratuito ed esclusivo che, essendo la barca totalmente a disposizione di Formigoni e del suo amico Perego senza la presenza a bordo del proprietario Daccò, la società austriaca di Daccò che possedeva la nave si preoccupò di fabbricare apparenti contratti di noleggio da parte di Perego: cioè documentazione che, in caso di controlli in mare, potesse giustificare Formigoni e Perego sulla barca e non li facesse passare per dei «pirati» che l'avevano rubata".
Se fossero stati un uomo e una donna, non avremmo avuto dubbi, avremmo insinuato più forte il pettegolezzo e non l’avremmo lasciato solo a qualche commento sarcastico sui social network, avremmo riempito orribilmente i pezzi e le prime pagine di domande retoriche e ammiccanti del tipo «chi sarà la bella bionda?», «quattro mesi in mezzo al mare: una fuga d’amore?».E invece no. Lo pensiamo, sicuramente, ma non lo scriviamo. Perché illazioni del genere ci sentiamo legittimati a farle («Formigoni fa un po’ il Papi» titolò Novella) solo quando la nostra attenzione di guardoni non si scontra con l’enorme pregiudizio omofobo della nostra cultura. I gay non esistono e se pure dovessero esistere parlarne non sta bene. Perché se insinui che uno c’ha l’amante, che quella che vorrebbe spacciarci come sua amica è chiaramente la morosa, pure se non è vero, l’interessato non se la prende troppo, anzi forse rimane compiaciuto. Ma se invece insinui l’omosessualità, apriti cielo, querela sicura.

![Formigoni, puntata integrale di Report: da Alberto Perego ad Angelo Scola [VIDEO]](http://gaytv.cdn.crosscast-system.com/BlogPost/181x126_18604_Roberto-Formigoni.jpg)
Only martedì 29 maggio 2012 - 13.13