Amnesty International: "Campagne scomode e 50 anni di successi". INTERVISTA GAY.tv
Successi e rimorsi, scelte e dubbi. Con Amnesty International oltre alle buone notizie ci siamo tolti un dubbio: a cosa serve?
In occasione dell'adesione di GAY.tv alla campagna "Write 4 Rights", ne abbiamo approfittato per fare qualche domanda ad Amnesty International. Tra urgenze di questi giorni e grandi successi, abbiamo voluto approfondire come agisce Amnesty e cosa non rifarebbe. Non è mancata la classica domanda dei disfattisti: "Ma a che serve?"
Come vengono scelti i casi per cui Amnesty si mobilita?
"Sulla base dell'urgenza e della gravità della situazione, su sollecitazione di avvocati, familiari e associazioni locali per i diritti umani che ritengono che una mobilitazione internazionale attraverso Amnesty International possa avere un effetto positivo".
Pensate che esistano delle priorità o delle emergenze particolari in questi giorni?
"Stiamo seguendo con molta preoccupazione la situazione in Siria, dove la repressione continua senza sosta e il numero dei civili uccisi, secondo fonti dell'Onu, è salito a 4000. Gli attivisti e le attiviste per i diritti umani corrono ogni giorno il rischio di essere arrestati e torturati. In tema di pena di morte, abbiamo lanciato due appelli internazionali per scongiurare la ripresa delle esecuzioni in Giappone e in Bielorussia. Siamo preoccupati, infine, per la situazione dei diritti umani in paesi nei quali si sono svolte recentemente elezioni, dalla Russia alla Repubblica Democratica del Congo".
Vi va di farci un esempio di campagna di successo e una che non rifareste?
"Non c’è una particolare campagna che sarebbe stato meglio non fare. Vi sono state campagne scomode o che non hanno ottenuto risultati, penso a quella lanciata subito dopo gli attacchi alle Torri Gemelle di New York per chiedere che la lotta al terrorismo fosse condotta nel pieno rispetto dei diritti umani; o anche a quella per l'introduzione del reato di tortura in Italia, che dopo quasi un quarto di secolo non abbiamo ancora ottenuto. Una campagna che credo stia dando un contributo determinante a rimettere in discussione stereotipi e atteggiamenti xenofobi è quella per il diritto all'alloggio delle comunità Rom in Europa, Italia inclusa. Negli ultimi due anni, le azioni contro gli sgomberi forzati hanno messo in luce effetti devastanti per i rom, quali l’'interruzione della frequenza scolastica e l’ulteriore isolamento da servizi essenziali quali quelli sanitari".
Come rispondete a chi si dice perplesso e magari ragionevolmente disfattista?
"Invitandolo a leggere ogni settimana la nuova “buona notizia” nella home page del sito. Di buone notizie è piena la storia dei primi 50 anni di vita di Amnesty International: 50.000 prigionieri di coscienza liberati, pena di morte abolita in oltre 100 paesi, decine di trattati internazionali per la tutela dei diritti umani che almeno forniscono la base etica e giuridica su cui basare la lotta alle violazioni dei diritti umani".
Andrea Banfi

peyote87MI martedì 13 dicembre 2011 - 18.59