Angela Finocchiaro: "Le donne sono una potenza". INTERVISTA ESCLUSIVA
"Se Non Ora Quando" è cresciuto. Dopo un anno le donne sanno cosa vogliono. Ce lo ha rivelato Angela Finocchiaro che a febbraio ha parlato ad un milione di loro.
In questa domenica 11 dicembre in cui, a un anno dalla grande manifestazione del "Se non ora, quando?" decine di migliaia di donne di tutta Italia si sono ridate appuntamento a Roma per il "Se non le donne, chi?", per chiedere pari diritti e dignità per tutte le donne italiane e non, GAY.tv decide di sostenere il movimento dedicando a loro tutta la giornata, con interviste esclusive, video e approfondimenti.

L'anno scorso era sul palco, a Roma, davanti ad un milione di donne e uomini scesi in piazza per il primo appuntamento di "Se Non Ora Quando". Per il grande ritorno, sarà impegnata in teatro con il suo nuovo spettacolo e su quel palco ci sarà solo con il pensiero. GAY.tv ha intervistato Angela Finocchiaro, uno dei volti e voci di SNOQ, chiacchierando con lei di donne, di eccellenze e di nuovi progetti, anche al femminile.
E' passato un anno dal primo appuntamento con Se Non Ora Quando. Cosa farai oggi?
"Dovevo andare a Roma a presentare come l'anno scorso, siamo rimasti in sospeso fino all'ultimo. Una tira e molla bestiale. Purtroppo questo avrebbe compromesso, tra orari ed incertezze varie, il mio spettacolo a teatro. Me ne starò da sola, meschina. Ma con il cuore ci sarò".
Cosa è cambiato a dodici mesi di distanza?
"Di sicuro si è messo a fuoco il tiro della manifestazione. Noi il voto non lo diamo più a nessuno, se non ci sentiamo rappresentate. Le donne sono una potenza. Siamo una potenza, la metà abbondante dello stato italiano, e un po' come i consumatori lo sciopero si sente".
Donne più convinte quindi.
"Sì, donne e uomini che prendono coscienza che non daranno il voto a chi non li convince. E' necessario che gli uomini si facciano da parte. Oggi si parlerà di donne, delle capacità delle donne, del lavoro, sarà un appuntamento più propositivo. Il primo è stato più un ritrovarsi tra femministe storiche, giovani arrabbiate incazzate nere e con lo stesso piglio combattivo, guardarsi in viso e capire che c'era qualcosa che bolliva in pentola".
Un passo indietro degli uomini è necessario.
"Certamente. Non basta che qualcuno faccia un passo a vanti, altrimenti non cambia veramente nulla. E' necessario uno sguardo diverso, verso le eccellenze, dove la consapevolezza delle problematiche parta da noi. La vita delle donne la capiscono le donne. Una vera democrazia è quella in cui ci sentiamo più rappresentate".
Una legge che farebbe subito? Sarà il Governo Monti a cambiare le cose?
"Di sicuro trovare una parità degli stipendi, a fronte di una parità degli impegni. Non so se sarà questo il Governo che farà la differenza. Di sicuro si trova a dover fare del lavoro sporco che nessuno dei precedenti aveva la capacità di fare. Bisogna pensare in maniera più costruttiva. Vorrei che l'Italia si evolvesse, da qui a poco".
Da cosa partire?
"Guardando ai paesi del Nord dove le donne sono più rappresentate, l'Italia smetta di essere pantofolaia. Siamo nel 2011, parole come innovazione, ricerca, investimenti non se le ricorda nessuno. Pensiamo alle prossime generazioni, a cosa lasciamo loro. Macerie?"
Ora sei a teatro. Poi ti aspetta il cinema.
"Sì, ora sono impegnata con "Open Day" e poi ci sarà Benvenuti al Nord che penso sia molto divertente. E sto chiudendo ora un progetto di film di gusto femminile. Non esistono molti film in cui gli sceneggiatori affidano grosse responsabilità alle donne. Per fortuna il film di Paola Cortellesi ha incassato bene. Sono convinta che piuttosto che lamentarsi, sia meglio costruire".
Andrea Banfi

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